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Mazda
La nostra intervista ad Alberto Esposito

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La nostra intervista ad Alberto Esposito
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Alberto Esposito vanta una lunga carriera alla Mazda Italia, dove ha ricoperto ruoli diversi nel campo dell’after sales e dello sviluppo della rete, prima di diventarne, nel 2017, fleet manager. Ecco il suo bilancio sull’anno appena concluso e sulle azioni messe in campo dalla Casa nei confronti della clientela business. 

Il 2020 è stato molto particolare: si può dire che ci sia stata una ripresa della domanda business dopo il lockdown di primavera o se ne sentono ancora gli effetti? E come si è chiuso l’anno per la vostra azienda?
Tralasciando le immatricolazioni azzerate nei mesi primaverili del lockdown, nel trimestre marzo-maggio abbiamo registrato nel canale Fleet un aumento degli ordinativi del 7,5%. Questa tendenza è dovuta soprattutto alla Mazda CX-30, che rappresenta il 49% delle vendite della Casa nel canale e che ci ha permesso, in un anno complicato come il 2020, di andare in controtendenza e fronteggiare la crisi con la forza del nostro prodotto. Infatti, se consideriamo il periodo immediatamente successivo (giugno-settembre) e lo confrontiamo con lo stesso del 2019, registriamo una crescita degli ordinativi del 31%. La proiezione delle immatricolazioni della chiusura d’anno è più complessa, in quanto abbiamo incontrato qualche difficoltà di stock dovuta alla sospensione della produzione dei mesi scorsi e, di conseguenza, difficoltà a soddisfare nei tempi previsti la domanda. Abbiamo previsto comunque una chiusura dell’anno a +3,5% rispetto al 2019, risultato soddisfacente, considerando che il canale ha perso il 30,4% nel cumulato gennaio-settembre (fonte Data Force).

La pandemia ha modificato le richieste da parte della clientela fleet? Registrate richieste di allungamento dei contratti in essere, downsizing dei modelli nelle car list, riduzione del numero delle vetture in flotta? 
L’impatto della pandemia sull’economia globale ha determinato importanti cambi di scenario, con conseguenti rimodulazioni delle scelte dei consumatori e, di conseguenza, delle aziende. Abbiamo riscontrato in questi mesi come alcune aziende in prossimità delle scadenze abbiano effettivamente prorogato i contratti di noleggio e, in alcuni casi, di rinnovo del parco auto, con riduzione nei numeri complessivi della flotta. Gli effetti sui volumi sono stati fortunatamente minimi, ampiamente compensati dalla forte ascesa della nostra crossover CX-30, che ci ha permesso di affrontare questo periodo complicato con la forza di un prodotto sempre più apprezzato nel canale Business. 

Il diesel conserva intatto il suo appeal tra le vetture aziendali o inizia a dare segnali di flessione anche tra la clientela business? 
Il diesel conserva ancora oggi tutto il suo appeal sugli utilizzatori finali business, soprattutto su quelli che continuano a percorrere migliaia di chilometri al mese con l’auto aziendale, visto che, sulle lunghe percorrenze, soprattutto i moderni Euro 6d restano la soluzione tecnologica più efficiente. Tuttavia, le scelte delle società di noleggio stanno assegnando alle motorizzazioni diesel curve di svalutazione dei valori residui nettamente superiori rispetto alle alimentazioni alternative, ibride ed elettriche, soprattutto perché proiettate su vetture che rientreranno fra tre o quattro anni, determinando canoni di noleggio (riflessi nel Tco) molto meno competitivi rispetto al passato. Inoltre, si registra anche tra i fleet manager la tendenza a preferire motorizzazioni a zero o basse emissioni, che determina una migrazione verso questo tipo di alimentazioni, anche se il percorso resta ancora molto lungo.

Avete introdotto nella vostra offerta soluzioni differenti e innovative rispetto a quelle tradizionali del noleggio e del leasing finanziario? 
L’incertezza del futuro è una delle principali conseguenze provocate dalla pandemia. Il fatto di doversi confrontare con una realtà che probabilmente non tornerà più come prima sta indirizzando i clienti verso nuovi approcci all’auto, prediligendo forme alternative al possesso e un accesso più easy, in cui la certezza dei costi, e quindi un canone fisso, assume un aspetto determinante. Ecco perché, per supportare le nostre vendite business, ma anche la fetta crescente di clienti privati (che sempre di più sposta le scelte verso il canale del noleggio a lungo termine), alla fine del lockdown abbiamo fatto un notevole investimento nel nostro prodotto captive, il Mazda Rent, per dare accesso ai nostri prodotti a canoni molto più competitivi rispetto al passato su tutta la gamma Mazda.

Registrate una crescita di domande di modelli green e di quali tipologie? Mild e full hybrid, plug-in, full electric, altri tipi di alimentazioni alternative come il metano? 
Il mercato, anche sotto l’impulso di un’offerta sempre più variegata da parte delle Case, sta evolvendo prepotentemente verso le alimentazioni alternative e il canale business non rimane esente da questa tendenza. Alla Mazda, a inizio 2019 abbiamo introdotto le nostre prime motorizzazione mild hybrid con la nuova Mazda3, offerta che si è arricchita poi a fine anno con l’introduzione della CX-30 e della Mazda2 2020. Se nel consuntivo 2019 il mix dell’immatricolato business vedeva le motorizzazioni diesel coprire oltre il 91% del totale, nei primi nove mesi del 2020 la quota diesel è scesa al 55%, con le motorizzazioni mild hybrid salite al 36,5% del totale. La vision della Mazda in questa fase di energy transition è offrire ai propri clienti un ampio ventaglio di alternative possibili, in modo da venire incontro alle più svariate esigenze. È il nostro approccio multi-solution, perché siamo convinti che non esista una soluzione vincente su tutte: ogni tecnologia può rappresentare la migliore proposta, in base al contesto economico e sociale cui viene applicata, al momento in cui è disponibile, all’area geografica cui viene destinata. Oggi la nostra gamma, composta da moderne motorizzazioni diesel e benzina mild hybrid, è arricchita dalla MX-30, la nostra prima full electric, a cui seguiranno anche varianti dotate di range extender, mentre sono in fase avanzata di sviluppo anche nuove unità plug-in hybrid, sia benzina sia diesel.

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