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EY Mobility Think Tank
C'è voglia di auto (a motore termico)

EY Mobility Think Tank
C'è voglia di auto (a motore termico)
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La rivincita dei mezzi di trasporto privati al tempo del coronavirus. Lo sottolineano diversi studi e analisi, tra cui anche la terza edizione dell’EY Mobility Think Tank, realizzato lo scorso settembre in ben 9 paesi. Il White Book di EY sulla mobilità evidenzia inoltre che, anche nel periodo pre-Covid, a causa della incipiente trasformazione tecnologica della mobilità, gli investimenti del settore sono arrivati per ben l’84% da player non strettamente appartenenti al comparto automotive.

2020_la rivincita dei mezzi privati

La survey. Sono stati oltre 3.300 gli intervistati nei nove paesi presi in esame, in tutto il mondo (tra i quali figurano, oltre all’Italia, la Cina, la Corea del Sud, la Germania, l'India, il Regno Unito, Singapore, gli Stati Uniti e la Svezia) su tempi riguardanti il trasporto per ragioni lavorative, per il tempo libero e per la famiglia. Interessante notare che, proprio a causa del Covid-19, il 31% di chi non possiede un’auto vorrebbe ora comprarla (di questi, il 19% la vorrebbe nuova e il 12% si accontenterebbe di una usata), mentre il 23% di chi un'auto già ce l’ha vorrebbe sostituirla (il 17% con una vettura nuova e solo il 6% con un'usata).

2020_intenzioni_acquisto_EY

Batterie poco desiderate. Voglia di auto nuove che molti potrebbero pensare che possa andare nella direzione dei veicoli elettrificati. Ma secondo l’indagine realizzata da EY non è così: il 70% di coloro che non possiedono un’auto la vorrebbe a motore termico, contro il 23% di preferenze per le vetture ibride e il 6% per quelle elettriche. Le auto a propulsioni alternative crescono tra chi la macchina vorrebbe sostituirla: qui la quota delle ibride è al 25% e quella delle elettriche al 10%, mentre resta comunque preponderante, con il 65%, la percentuale di coloro che rimpiazzebbero l’auto in garage con un'altra a benzina o diesel.

2020_motori a combustione

Il crollo dei viaggi. I vari lockdown e la crescita dello smart working (che va dal +72% della Svezia al +47% degli Stati Uniti, passando per il +54% dell’Italia) hanno naturalmente portato a diminuire i numeri di viaggi, soprattutto per motivi di lavoro (-61%), per motivi di svago (-51%) e, in maniera minore, per motivi familiari (-40%), ma il mezzo privato nel post-pandemia rimarrà comunque quello più utilizzato dalle categorie di viaggiatori per motivi di lavoro (60%), di piacere (62%) e familiari (66%), con una riduzione (-6%) nell’uso dei trasporti pubblici per tutte le categorie, a favore di veicoli privati e della micromobilità. Tra i fattori che influenzano la scelta del mezzo di trasporto, la sicurezza e il benessere personale costituiscono per le tre categorie di viaggio citate il principale motivo di scelta. Il costo legato all’uso di un mezzo di trasporto privato o pubblico non rientra tra i driver primari o secondari nella scelta del mezzo per nessuna delle categorie, a fronte invece di fattori quali le condizioni di igiene o pulizia o il tempo impiegato. Quest’ultimo argomento vale soprattutto per i viaggi di lavoro.

2020_smart_working

Il nostro mercato. Il Italia il sondaggio EY registra un incremento di interesse per le soluzioni a motorizzazione ibrida (23%), plug-in (11%) ed elettrica (6%), per coloro che non sono automuniti. Tuttavia, un’adozione su larga scala di EV appare limitata dal momento che necessita di un’offerta che deve essere più completa, flessibile, sicura e vantaggiosa per il consumatore. “Grazie ai fondi del Recovery Fund avremo la possibilità di creare le basi su cui costruire quello che sarà l’automotive dei prossimi 30 anni. Secondo le nostre stime, il mercato della mobility del 2020-2030 ha un valore di circa 220 miliardi di euro e impiega più del 10% della forza lavoro nel Paese, rappresentando dunque un mercato chiave da cui far ripartire l'economia”, ha commentato Giovanni Passalacqua, partner e automotive consulting leader di EY.

Cinque tipologie di viaggiatori. EY, sulla base di questa analisi, ha individuato cinque tipologie di viaggiatori che si comportano in maniera diversa per le loro modalità di trasporto: il viaggiatore indipendente, che utilizza mezzi personali e ha elevate necessità di viaggio; il viaggiatore occasionale, che ricorre molto ai mezzi personali, ma ha moderate necessità di spostarsi; il viaggiatore flessibile, che usa principalmente mezzi propri, ma occasionalmente ricorre ai servizi di sharing o ai mezzi pubblici, con necessità di viaggio medio-elevate; il viaggiatore efficiente, che ha un elevato bisogno di spostarsi e lo soddisfa con un mix di mezzi pubblici e personali; e infine il viaggiatore pendolare, che ha necessità di viaggio medio-alte e si sposta principalmente con mezzi pubblici, puntando al risparmio. “La pandemia ha innescato un’inversione di tendenza nelle abitudini dei consumatori rispetto agli ultimi anni, esponendo l’ecosistema della mobilità a nuovi bisogni. È necessario mettere insieme le risorse dei diversi player per creare servizi che possano essere di aiuto e a sostegno delle infrastrutture di mobilità. Il pubblico potrebbe giocare un ruolo centrale definendo delle regole che permettano di raccogliere le informazioni per un uso in comune, permettendo ai player di focalizzarsi sul proprio core business, massimizzando l’uso dei dati e lo spostamento degli asset sul territorio”, ha chiosato Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY.

2020_mezzi_personali_EY

COMMENTI

  • Finalmente un'operazione verità sulle auto elettriche: tutti a dire belle, bellissime, fantastiche... ma poi alla prova dei fatti "fatele comprare agli altri"... mi ricorda la sindrome NIMBY, costruire tutte le grandi opere che volete, basta che non siano dietro casa mia.