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Mercedes-Benz
La nostra intervista a Christian Catini

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La nostra intervista a Christian Catini
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Approdato a quella che, all’epoca, si chiamava Daimler-Chrysler Italia nei primi anni del nuovo millennio, Christian Catini ha ricoperto diverse posizioni di rilievo nell’azienda, fino ad assumere nel 2017 la responsabilità di corporate & flett sales manager della Mercedes-Benz. Ecco il bilancio che traccia del 2020 e le sue valutazioni sulle policy dei clienti.

Il 2020 è stato un anno molto particolare: si può dire che ci sia stata una ripresa della domanda business dopo il lockdown di primavera o se ne sentono ancora gli effetti? 
Gli effetti della pandemia si sono certamente fatti sentire. Il lockdown ha paralizzato tutti i canali e, soprattutto, l’incertezza sul futuro ha condizionato le prospettive dei clienti. In un quadro generale sicuramente preoccupante, c’è stata però una nota positiva: una volta riaperte le attività, infatti, abbiamo registrato una buona ripresa, che certamente non ha permesso di recuperare il gap accumulato, ma ha restituito ottimismo al mercato. Se si confermerà questo trend, avremo dalla nostra anche una nuova generazione di prodotti come le GLA e GLB, quest’ultima scelta soprattutto dalle grandi aziende, particolarmente interessanti per il canale business, così come la gamma plug-in hybrid, la più ricca e diversificata nel segmento premium. Proprio il segmento premium, in generale, è quello che meno di tutti ha accusato la pandemia: una forte offensiva di nuovi prodotti, con le motorizzazioni giuste per il mercato, ci pone sicuramente in una posizione di vantaggio.

La pandemia ha modificato richieste da parte della clientela fleet? 
Da una parte il lockdown ha rallentato la produzione, con conseguenti ritardi sulle consegne che abbiamo velocemente recuperato. Dall’altra c’è chi ha chiesto il prolungamento di contratti in essere, in attesa di una maggiore stabilità generale.

Avete registrato richieste di allungamento di contratti in essere, downsizing dei modelli nelle car list, riduzione del numero delle vetture in flotta? 
Soprattutto nelle grandi aziende abbiamo registrato un rallentamento del rinnovo dei parchi, con la richiesta di prolungare i contratti preesistenti, in conseguenza a un drastico calo delle attività, soprattutto nei mesi di lockdown. Malgrado ciò, non abbiamo registrato particolari tendenze di downsizing, grazie anche a prodotti come le nuove GLC e GLE, disponibili anche in versione ibrida plug-in, che rappresentano un vero e proprio benchmark nelle car list aziendali. Inoltre, già da prima dell’estate abbiamo notato una ripresa dei rinnovi delle car list.

Il diesel conserva intatto il suo appeal tra le vetture aziendali o inizia a dare segnali di flessione anche tra la clientela business? 
Autorevoli studi super partes hanno dimostrato, malgrado tante campagne discriminatorie, che i diesel di ultima generazione costituiscono le migliori motorizzazioni per efficienza e sostenibilità. Oggi, questi propulsori diventano ancora più virtuosi grazie alla tecnologia plug-in, che su un modello come la GLE 350 offre un’autonomia full electric di ben 100 chilometri. Una nuova primavera del diesel, dunque, che ha fatto breccia anche nelle car policy aziendali più rigide in termini di emissioni.

Avete introdotto nella vostra offerta soluzioni differenti e innovative rispetto a quelle tradizionali del noleggio e del leasing finanziario? 
Oltre alle versioni Business Extra, dedicate al noleggio a lungo termine e presenti praticamente su tutta la nostra gamma con allestimenti tailor made caratterizzati da un importante vantaggio per il cliente e un alto valore residuo, abbiamo lanciato una campagna di ecobonus Mercedes-Benz su tutta la gamma plug-in hybrid, con un vantaggio economico che si somma agli incentivi statali.

Registrate una crescita di domande di modelli green e di quali tipologie? Mild e full hybrid, plug-in, full electric? 
Il mercato delle motorizzazioni alternative al tradizionale propulsore endotermico è in crescita, in diversa misura, su tutti i canali. Quello che abbiamo registrato, soprattutto nei tanti incontri con i nostri clienti, è che, se fino a poco tempo fa la scelta era dettata principalmente da un’indicazione da parte degli head quarter (di aprire le car policy solo a motori green), oggi c’è una maggiore consapevolezza dei reali vantaggi che queste motorizzazioni portano non soltanto all’ambiente, ma anche ai bilanci aziendali, se opportunamente utilizzate. In pratica, siamo passati da una moda a una reale e sentita necessità.

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