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Volvo
La nostra intervista a Fabio Flori

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La nostra intervista a Fabio Flori
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Dopo l’esperienza maturata negli annio 90 alla General Motors Italia, Fabio Flori approda nel 2001 alla Volvo, dove si occupa di coordinare l’area vendite. Nel 2009 assume la responsabilità delle corporate sale. Ecco il suo bilancio del 2020 e un quadro delle tendenze in atto, sulla base delle sue valutazioni.

Il 2020 è stato un anno molto particolare: si può dire che ci sia stata una ripresa della domanda business dopo il lockdown di primavera o se ne sentono ancora gli effetti? E come pensate si chiuderà l’anno per la vostra azienda? 
Parlando del canale noleggio a lungo termine, disporre di un'offerta di prodotti e di una gamma completamente elettrificata ci ha consentito di rispondere al meglio alle nuove esigenze aziendali che si sono create a causa della crisi del Covid-19. Questa contingenza, abbinata alla capacità produttiva che le nostre fabbriche sono riuscite a garantirci, ci ha consentito di chiudere l’anno praticamente in linea con gli obiettivi stabiliti a inizio 2020, quando la crisi sanitaria non sapevamo che cosa fosse. Diversa, invece, la situazione per le Pmi, che si rivolgono alla formula di acquisto per le vetture: su questo fronte la perdita sarà di circa il 4% rispetto a quanto preventivato. Ancora più penalizzata la situazione per il noleggio a breve, che ha inserito in flotta il 24% del nostro prodotto in meno rispetto a quanto pianificato a inizio anno.   

La pandemia ha cambiato le richieste da parte della clientela fleet? Registrate richieste di allungamento di contratti in essere, downsizing dei modelli nelle car list, riduzione del numero delle vetture in flotta? 
In termini di modifiche importanti, quello che abbiamo notato maggiormente è stato il prolungamento delle scadenze dei contratti in essere, proposto dalle società di noleggio piuttosto che richiesto dalle aziende. Per queste ultime, i veri cambiamenti si riferiscono a un cambio massiccio delle car policy verso l’utilizzo di motorizzazioni plug-in in sostituzione di quelle diesel. A motivare il cambio, oltre a una maggiore sensibilità ambientale, anche e soprattutto la decisa riduzione delle percorrenze chilometriche.

Il diesel conserva intatto il suo appeal tra le vetture aziendali o inizia a dare segnali di flessione anche tra la clientela business? 
Il diesel sta perdendo notevolmente quota nelle flotte aziendali, rimanendo la scelta prioritaria solo di chi ha alte percorrenze, sopra i 35.000/40.000 km annui. In questo caso la richiesta è per motorizzazioni diesel sì, ma nella declinazione mild hybrid.

Avete introdotto nella vostra offerta soluzioni differenti e innovative rispetto a quelle tradizionali del noleggio e del leasing finanziario? 
Abbiamo ampliato e strutturato maggiormente l'offerta Care by Volvo, la proposta innovativa che sostituisce il concetto di utilizzo dell'auto a quello di proprietà. Gamma di modelli estesa e servizio attivabile anche su auto usate hanno reso l'offerta adatta a un pubblico più ampio e diversificato.

Registrate una crescita di domande di modelli green e di quali tipologie? Mild e full hybrid, plug-in, full electric, altri tipi di alimentazioni alternative come il metano? 
Nel canale del noleggio a lungo termine la nostra quota di vendita delle versioni plug-in hybrid è cresciuta di quasi tre volte, passando dal 13,65% dello scorso anno al 35,20% di quest’anno. Ci fa piacere evidenziare come, nel mercato delle motorizzazioni ibride a ricarica, la Volvo sia attualmente, considerando l’immatricolato dei primi dieci mesi del 2020, il primo premium brand, segno inequivocabile che il messaggio sulla strategia di elettrificazione portata avanti dalla Casa è arrivato ai clienti.

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