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Fleet&Business Digital Event
La mobilità del futuro tra svolta elettrica e telematica

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La mobilità del futuro tra svolta elettrica e telematica
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Se “Le flotte ai tempi del Covid” era stato il titolo dell’ultimo incontro, il Fleet&Business Digital Event che si è svolto il 31 marzo, ancora per forza di cosa online, vista la zona rossa in cui ci troviamo, vede la fine del tunnel causato dai vari lockdown e si interroga sul futuro della mobilità e delle flotte aziendali, di fronte alla svolta elettrica e alle nuove abitudini ormai metabolizzate. “Siamo alle soglie di una nuova normalità”, ha esordito Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote e Fleet&Business. Molte cose sono diverse, abbiamo riscoperto la quotidianità, nuovi luoghi di lavoro, con il virtuale, ma quale sarà il ruolo dell’auto? “La pandemia ha accelerato processi già in atto, come si vede dall’aggregazione tra le Case, Stellantis il caso più recente, mentre altri player sono attratti dalla trasformazione verso i servizi di mobilità, come per esempio Apple che cerca un partner per produrre nuove auto elettriche”, ha continuato Pellegrini. “Decarbonizzazione e sostenibilità richiedono miliardi di euro di investimenti, l’ambiente è la priorità, dettata dalla politica, ma Fleet&Business si concentra sul timore che la mobilità si trasformi da diritto per tutti a privilegio per pochi”. D’altra parte, le avvisaglie sono diverse: Luca De Meo, ceo di Renault, che paventa auto sempre più costose, Carlos Tavares di Stellantis che gli fa eco ribadendo che la transizione è possibile, ma comporterà margini più bassi o prezzi più alti, Akio Toyoda, infine, che esprime i suoi dubbi sulla sostenibilità della rivoluzione elettrica. “Ma un’auto per pochi privilegiati è una sconfitta per la collettività: rubando le parole al presidente Mattarella, il futuro è di tutti o non è”. Prima di dare il via alle tavole rotonde con gli esperti del settore, Pellegrini ha ricordato i fenomeni a cui stiamo assistendo e che Fleet&Business analizza da vicino: i cambiamenti radicali delle aziende verso soluzioni di mobilità a 360°, con i noleggiatori a breve che in piena pandemia si sono trasformati in mobility provider, i dealer che mutano pelle per entrare nel noleggio, perché il business tradizionale non dà più margini sufficienti. Con un’avvertenza: ci saranno sempre più attori, ma vincerà la qualità, dopo una inevitabile selezione darwiniana. Primo ospite, Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e Green Pea, concetto commerciale dedicato proprio alla sostenibilità, dall’abbigliamento alla mobilità, con un tema che entra nel vivo: “Rivoluzione imminente, come cavalcarla anche se non voluta?”

Da Eataly alla 500 elettrica. “Non sono un guru, cerco di capire il cambiamento da mercante, perché le trasformazioni le fanno i consumi”, inizia Farinetti. Convinto che dal Covid usciremo profondamente cambiati, forse non subito pronti a riabbracciarci, come in un 25 aprile di liberazione, ma rinnovati sotto molti aspetti. “I migliori sono la metà della popolazione, 4 miliardi di persone, ed è quello il mercato a cui dobbiamo guardare, il più interessante, con nuovi atteggiamenti. La grande scommessa è come salvare la vita umana, come ci hanno insegnato una ragazzina, Greta, e poi la pandemia. La sostenibilità è al centro di tutto, ma non più intesa come un dovere: from duty to beauty (dal dovere alla bellezza, ndr), come dice il pay-off di Green Pea”. Farinetti ha poi focalizzato l’attenzione sulle parole chiave per il futuro: Viaggiare, con un percorso semantico dalla terra alla strada, il veicolo, la tecnologia, l’uomo; Amare, inteso anche come capacità di riparare; Studiare, per mutare, passare dalla paura al coraggio; Lavorare, per produrre benessere, insieme; Sognare, per vedere un avvenire, rispettoso della Terra e dell’Uomo. E, aprendo la prima tavola del webinar, ha ricordato che l’auto, come dimostra la 500 elettrica (a noleggio) di cui è entusiasta, è il più grande bene di consumo, da utilizzare per migliorare le nostre vite.

farinetti

Parola alle Case. "Un nuovo mondo, la sfida della nuova mobilità e delle nuove car list/car policy". Il primo incontro, moderato dal caporedattore di Fleet&Business Alberto Vita, ha avuto per protagonisti i responsabili delle flotte di alcune Case fortemente impegnate nella transizione elettrica. “Entro il 2026 ci sarà un’ondata di 11 modelli a batterie, compresa la futura ammiraglia, una crossover da 800 Volt, e per il 2030 il 40% delle nostre auto saranno elettrificate, spiega Giovanni Buscemi, Dealer Fleet & Corporate Sales Manager di Kia Italia. Se la casa coreana è tra le più attive, non si può non ricordare il ruolo pionieristico della giapponese Nissan. “Da 10 anni produciamo la Leaf, che ha raggiunto il mezzo milione di esemplari; ora il nostro programma si chiama Nissan Next, presenteremo altri 8 modelli EV per raggiungere l’obiettivo del 50% di auto elettrificate nel mix europeo”, dichiara Lorenzo Pisarra, Direct Fleet Sales Manager della filiale italiana. Strategia “verde” anche per Skoda Italia, come testimonia Alberto Cestaro, ex di Audi e ora Head of Fleet & Used Car Business del marchio boemo: “Puntiamo sulla green factory, ovvero impianti produttivi carbon neutral, come la nuova fabbrica di cambi, green product, con 10 elettrificate su 30 modelli dei prossimi anni, e green retail, con colonnine di ricarica nelle nostre concessionarie”. Da parte sua, Massimiliano Loconzolo, Fleet&Toyota Professional Senior Manager, ricorda che la prima full hybrid, addirittura dal ’97, fu la Prius, arrivata a quota 17 milioni di esemplari, vera apripista delle elettrificate. “Nel 2015 abbiamo varato un piano olistico che punta a ridurre del 90% le emissioni nel 2050”, spiega. Obiettivo che ricorda quello riportato da Andrea Benetti, Key Account Manager NLT di Volkswagen Italia, che sottolinea come la Casa di Wolfsburg punti al carbon neutral per la stessa data, grazie al lancio di 20 modelli elettrici entro il 2025 e 11 miliardi di investimenti annunciati. Benetti riporta nella discussione anche il metano, molto apprezzato dai fleet manager per il basso cost of ownership, disponibile su up!, Polo e Golf, mentre nella gamma ci sono già ibride e plug-in, e le id.3 e id.4 stanno per arrivare nelle flotte.

Lo sviluppo di Telepass. Prima della seconda tavola online, il caporedattore di Fleet&Business ha intervistato Gabriele Benedetto, ceo di Telepass, allargando il discorso sulla mobilità e le nuove prospettive di business. “Negli ultimi 3-5 anni abbiamo introdotto 23-24 nuovi servizi di mobilità, a partire dal mondo consumer”, spiega Benedetto. Una rivoluzione, quella della scatoletta per alzare la sbarra al casello, che ha fatto uscire Telepass dai limiti delle auto di proprietà per trasformarlo in una piattaforma di servizi di mobilità, efficiente e modulare, capace di rispondere a tutti i bisogni dei viaggi aziendali, sostituendo carte di credito business, carte carburante, reporting. “Con T-Business estendiamo i servizi non solo ai rifornimenti di carburante, ma anche alla ricarica per le elettriche; Telepass Pay è istituto di moneta elettronica e può emettere strumenti prepagati per spese e imprevisti durante i viaggi, è una piattaforma aperta e può includere anche il tracciamento satellitare, per esempio per il delivery e la logistica”, spiega Benedetto. Ma come ha trasformato i viaggi quest’anno di Covid? “Il telepedaggiamento è fatto di un terzo consumer, crollato del 30%, un altro business, sceso del 20%, e uno di autotrasporto, che ha retto con un calo dell’8%, per via delle consegne modello Amazon”, spiega il manager. Intanto Telepass cresce all’estero: è attivo in 14 Paesi, dopo il recente ingresso anche della Bulgaria, e registra una crescita del 50% di transazioni.

A tavola con la telematica. La seconda parte della mattinata ha visto protagoniste le aziende che studiano le trasformazioni e il monitoraggio dei flussi di traffico e delle opportunità di conversione delle flotte. “Si può fare”, ha dichiarato Antonio De Bellis, E-mobility lead manager di ABB Italia, a proposito dell’elettrificazione delle flotte, “a patto che si impari a gestire reti e microreti, con scelte a tutto tondo, consapevoli che il periodo di transizione sarà lungo e considerando anche altri aspetti come la seconda vita delle batterie e l’utilizzo dell’idrogeno come storage di energia, senza paura di utilizzare diverse tecnologie”. Secondo Luca De Pace, ceo di MyFleetSolution, la figura strategica è diventata il Data analyst, o data scientist, e per le scelte dei fleet manager diventano centrali i sistemi di misurazione dei comportamenti alla guida e quelli di utilizzo flessibile dei veicoli. Fabio Saiu, director, Leasing & Rental Europe di Geotab ha sottolineato il ruolo della telematica per valutare il passaggio ai veicoli elettrici, puntando sui dati per trovare soluzioni di mobilità, essenziali anche nel periodo del Covid, come hanno dimostrato le applicazioni per il trasporto di bombole di ossigeno, i trasferimenti di pazienti, o la consegna di macchinari salvavita. Marco Federzoni, di Webfleet Solutions, ha messo al centro il concetto di sicurezza, parlando di ecodriving e videotelematica legata alla geolocalizzazione, anche per vantaggi assicurativi. L’azienda, della Bridgestone, presenterà a breve anche una nuova integrazione con il monitoraggio dei pneumatici, per garantire la massima sicurezza di auto e camion.

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