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Analisi e studi
Il ruolo del fleet manager in Italia

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Il ruolo del fleet manager in Italia
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Un ruolo sempre più importante all’interno dell’azienda, che con la pandemia ha trovato anche una accelerazione, spingendo a trasformare la funzione da fleet a mobility manager. Ma, almeno secondo la ricerca condotta dalla società di consulenza specializzata in mobilità aziendale GR Advisory in collaborazione con l’associazione dei gestori di auto aziendali Aiaga interpellando 352 fleet manager italiani, la strada per la soddisfazione professionale della categoria è ancora lunga. Partendo dall’inquadramento, che vede oltre il 44% dei gestori dei parchi auto fermi al livello impiegatizio, il 37% sono quadri, il 14% dirigenti e il 4% consulenti esterni. 

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Il 45% ritiene che, rispetto a figure professionali comparabili alla sua, il compenso totale attuale sia sotto la media, con il 40% che si dice nella media delle retribuzioni. Il tutto malgrado si amplino le loro incombenze, anche se solo il 18% degli intervistati si concentra a tempo pieno sulla gestione dei veicoli aziendali, il 33% lo fa per il 50% del suo tempo lavorativo e il 49% circa solo per il 30% del tempo. 

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Responsabilità a metà. La figura del fleet manager ha piena responsabilità sui budget allocati per la spesa della flotta veicolare nel 30% dei casi, con il 40% che lo condivide con un’altra funzione aziendale. Suona strano che quasi il 16% non ha nessun ruolo di responsabilità e alcun budget da gestire, mentre il 14% circa ha un ruolo solo di consultazione nelle scelte delle auto aziendali. Il 20% ha la piena responsabilità nella definizione della car policy, con il 55% che la condivide con un altro ruolo in azienda. Curioso anche sottolineare che nel paese leader nella telematica - l’Italia come detto più volte è all’avanguardia in questo settore - nell’analisi di GR Advisory vien fuori come è ancora il foglio excel lo strumento principe per la gestione delle flotte, per il 50% degli interpellati. Solo un 21% adotta software specifici di mercato - dato questo che sottolinea come questo segmento potrebbe crescere in maniera importante nel prossimo futuro - mentre un 10% delle aziende preferisce sviluppare un proprio gestionale-auto internamente. Un’altra curiosità, ma certamente comprensibile visto l’inquadramento dei fleet manager, è che tra coloro che gestiscono auto aziendali solo il 40% è assegnatario di un veicolo.

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Chi sono i fleet manager italiani. Infine dalla ricerca si evince anche come tra i fleet manager italiani vi siano poche donne e pochi giovani: la media tra gli interpellati dice il fleet manager è uomo, cinquantenne, diplomato e da oltre 10 anni nel ruolo. Più della metà degli specialisti delle flotte vede il proprio futuro proiettato nella stessa azienda e nel medesimo ruolo, mentre il 27% vorrebbe continuare a ricoprirlo, ma in un’altra azienda, e solo 13% pensa di cambiare funzione restando in azienda. 

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