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Rapporto di Webfleet Solutions
Come migliorare la sicurezza nelle flotte

Rapporto di Webfleet Solutions
Come migliorare la sicurezza nelle flotte
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Secondo il Report europeo sulla sicurezza stradale nel 2021 di Webfleet Solutions - azienda conosciuta come TomTom Telematics fino a ottobre 2019, quando è stata acquisita da Bridgestone - la sicurezza sulle strade è in costante aumento, ma c'è ancora molto da fare. Il recente studio, condotto a fianco di studi di primari organismi europei, comprende un sondaggio che ha raccolto le opinioni di 1.050 fleet manager in sette Paesi europei (150 per ogni nazione, tra cui anche l’Italia), focalizzando l’argomento naturalmente sulle flotte aziendali.

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Europa, la più sicura. Lo studio esordisce sottolineando come l'Europa è la regione più sicura al mondo in cui guidare. E lo diventa sempre di più. Negli ultimi dieci anni, ad esempio, il numero di vittime annuali sulle strade dell'UE è diminuito del 23%, con 51 decessi per incidenti stradali per milione di abitanti. Grazie anche all’iniziativa Vision Zero dell'Ue, che mira a raggiungere l'obiettivo di zero vittime sulla strada entro il 2050 e una riduzione del 50% delle lesioni gravi causate da incidenti stradali tra il 2020 e il 2030: "Raggiungeremo il nostro obiettivo solo attraverso una combinazione di misure legislative, fondi adeguati, standard per veicoli e infrastrutture, digitalizzazione e scambio di best practice. L'industria europea del settore automobilistico sta svolgendo la sua parte in questa missione, investendo ogni anno un budget di 54 miliardi di euro in ricerca e sviluppo volto a rendere i veicoli più sicuri”, ha sottolineato Adina Valean, Commissaria europea per i Trasporti.

Incidenti sul lavoro. Gli incidenti stradali che coinvolgono driver aziendali in Europa, Usa e Australia costituiscono dal 25 al 33% di tutte le morti sul lavoro e il 42% degli intervistati da Webfleet afferma che i veicoli del proprio parco auto sono coinvolti da 1 a 5 sinistri ogni anno, causati, nel 90% dei casi circa, da errore umano. I comportamenti più rischiosi denunciati dai fleet manager sono l’utilizzo del cellulare o di altri dispositivi elettronici durante la guida (secondo il 77% degli intervistati), la stanchezza (75%), la velocità eccessiva (74%), il non corretto uso della cintura (73%), il fumo durante la guida (71%), la scarsa attenzione agli allarmi di bordo, come la pressione insufficiente dei pneumatici (71%), la distrazione causata dal mangiare e bere alla guida (69%) o un guasto dovuto a mancata manutenzione (66%). 

Controllo video. Questi comportamenti scorretti sono stigmatizzati anche da oltre un miliardo di ore di filmati che la società di telematica video Lytx ha raccolto su oltre un milione di conducenti, sottolineando come la guida pericolosa dei driver aziendali (e non) scaturisca da cinque comportamenti: la risposta tardiva del driver a un problema sulla strada, il mancato utilizzo delle cinture (ebbene sì, ci sono ancora driver che non le usano), la distrazione dovuta al fumo, al cibo o al bere e, soprattutto all’uso del cellulare. 

Ore mortali. Secondo i dati di Webfleet, i momenti più sinistrosi dell’anno accadono a luglio e agosto e, in particolare, alle cinque del pomeriggio, manco fossimo nel pieno della corrida descritta da Garcia Lorca nella poesia “A la cinco de la tarde”.  I sinistri, in generale, comportano richieste di indennizzo per Rca in Europa di 3.468 euro di media, mentre il costo medio di una richiesta di danno è pari a 1.349 euro. Per il 21-30% dei casi, secondo la ricerca, le domande di rimborso vengono accettate dalle aziende, anche in casi di non colpa evidenti. Benché il 65% dei fleet manager, infatti, creda che le richieste danni fatte contro i propri conducenti spesso siano false -  sottolinea la ricerca di Webfleet - ben il 75% dei fleet manager ritiene che i comportamenti scorretti dei propri dipendenti alla guida possano causare un danno reputazionale all’azienda, che è preferibile evitare.

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Italia al 17°posto. Il libro bianco di Webfleet riporta anche i dati dell’European transport safety council, secondo cui l’Italia si piazza al 17° posto tra i Paesi europei per rapporto morti su strada/milione di abitanti. Risultato non proprio positivo che, secondo la società di telematica del gruppo Bridgestone, le aziende italiane stanno cercando di lenire adottando le nuove tecnologie per aumentare la sicurezza stradale: il 49% delle aziende ha infatti adottato videocamere posteriori e laterali, ottenendo costi inferiori per i premi assicurativi, il 37% ne ha aggiunte sul cruscotto, rivolte verso la strada, e il 31% verso il conducente. Importante è anche l’adozione degli adas nelle flotte: se il 34% ha adottato sistemi di monitoraggio per la pressione dei pneumatici in tempo reale, il 32% ha introdotto sistemi anti-sbandamento e il 28% l'avviso della presenza di pedoni e/o ciclisti sulla strada. Questi sistemi tecnologici, però, secondo alcune aziende, sono troppo costosi, o non si possono integrare nei sistemi esistenti o, ancora, verrebbero rigettati dai conducenti per ragioni di privacy o per semplice rifiuto nel loro utilizzo. Ragioni, insieme alla mancata conoscenza dei sistemi o all’incapacità di utilizzarli nel mondo corretto, che, naturalmente, Webfleet nello studio cerca di confutare. Per allargare ulteriormente la platea di chi queste tecnologie le utilizza, migliorando la sicurezza di tutti gli utenti della strada. 

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