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E-mobility
Più elettriche (e colonnine) e meno burocrazia

E-mobility
Più elettriche (e colonnine) e meno burocrazia
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Un protocollo di intesa per impegnare i gestori delle reti di distribuzione e gli operatori di mercato dell’e-mobility a collaborare verso l'obiettivo della progressiva diffusione della mobilità elettrica. Lo hanno siglato E-Distribuzione e Utilitalia, sul versante delle aziende energetiche, e l'associazione Motus-E, che raggruppa alcuni tra i principali stakeholder sul fronte automobilistico (inizialmente Enel-X, ALD Automotive Italia, ABB, Volkswagen Group Italia, Allianz, Cobat e Politecnico di Milano, mentre in seguito ha aderito anche il gruppo FCA). I firmatari, si legge nel documento, condividono l’opportunità di "individuare proposte e iniziative di coordinamento per supportare la diffusione della mobilità elettrica, promuovendo azioni congiunte che faciliteranno il raggiungimento dei target previsti dal Pniec (Piano nazionale integrato per l'Energia e il Clima 2030) e dal Pnrr (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza)". Le proposte individuate, nel concreto, saranno volte ad "adottare un approccio sistemico ed efficiente al tema della connessione alle reti elettriche delle colonnine di ricarica, che permetta di razionalizzare l’utilizzo delle reti di distribuzione esistenti e le risorse economiche a disposizione per gli investimenti, garantendo la massima diffusione dei punti di ricarica dei veicoli elettrici".

Più uniformità. Tra le proposte individuate, quella di garantire una modalità di coordinamento tra i Charging point operator (Cpo) e i gestori delle Reti di distribuzione elettrica (Dso) uniforme ed omogena sul territorio nazionale, rispondendo a criteri generali che, tramite la cooperazione tra i diversi attori, permetta l’individuazione dei siti idonei a ospitare le colonnine di ricarica: scopo della cooperazione, dunque, è rendere più agevole e accelerare la possibile scelta ottimale e condivisa dei siti, anche attraverso lo sviluppo di soluzioni digitali, a partire dalle aree in cui la rete è già maggiormente predisposta per accogliere le infrastrutture di ricarica.

Meno burocrazia e più colonnine. I firmatari hanno preso l’impegno a sostenere interventi di ottimizzazione delle procedure amministrative: in particolare, l’intento di sensibilizzare e collaborare con gli uffici comunali fin dalle fasi preliminari di predisposizione dei bandi per la realizzazione delle stazioni di ricarica elettrica, per ottimizzare la scelta dei siti. Inoltre, hanno concordato sull’importanza di promuovere nei confronti delle istituzioni interessate azioni di semplificazione in materia autorizzativa sull'utilizzo del suolo pubblico. L’accordo stipulato, si legge infine, vuole rappresentare il punto di partenza di un’azione congiunta tra tutti gli operatori coinvolti nel processo di diffusione della mobilità elettrica, in un contesto che vedrà - parallelamente alla progressiva elettrificazione del parco auto - la necessità di ottimizzare e "flessibilizzare" l’utilizzo delle reti di distribuzione di energia elettrica.

COMMENTI

  • Io ho appena ritirato la mia seconda full-electric. Però la uso solo in città e la ricarico in azienda. Poiché non possiedo una Tesla, che la la sua rete di ricarica dedicata, non mi avventuro fuori città. Perché? Perché bisogna avere abbonamenti a più gestori (A2A, Enel X, ecc.) per sperare di avere una ricarica in viaggio. La soluzione è più che ovvia: tutti i gestori devono accettare le carte di credito come pagamento, così fai rifornimento dove serve.
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