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F&B Digital Event
Come uscire dalla tempesta perfetta sull'auto

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Crisi dei semiconduttori, ritardi nelle consegne di auto nuove, conseguente riorganizzazione dei noleggiatori, l’immancabile tema dei progressi dell’elettrificazione (con focus sui veicoli commerciali leggeri per le consegne dell’ultimo miglio), telematica e privacy dei dati contenuti nelle “intelligenze” a bordo delle auto condivise o “ereditate” da un cliente all’altro. Sono questi i temi trattati durante la 4° edizione del Fleet&Business Digital Event che ha visto centinaia di partecipanti collegati per seguire quattro tavoli di lavoro e una sessione in diretta dalla nostra pista di Vairano. "La rivoluzione è adesso", ha sottolineato nell’introduzione Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote e di Fleet&Business. "Dopo la pandemia Covid-19 e il crollo del settore automotive, c’era molta fiducia e speranza per il 2021, ma dopo pochi mesi di ripresa siamo tornati nel dramma, con una crisi più profonda di quella dell’anno precedente, dovuta alla carenza di semiconduttori, che ha rallentato le fabbriche di auto e componenti, accompagnata dall’aumento dei prezzi delle materie prime che hanno reso impossibile pianificare, oltre a rendere il costo dei trasporti insostenibile: il viaggio di un container dall’Asia all’Europa si paga cinque volte di più rispetto a tre anni fa". La situazione attuale deve fare i conti con auto nuove rarissime, valori dell’usato schizzati in alto, irreperibilità di vetture recenti sul mercato dell’usato, ma anche ricambi introvabili nell’aftermarket. Di fatto, le immatricolazioni sono influenzate dalla disponibilità dei modelli, che premia le elettriche, su cui puntano i costruttori, beneficiate anche dagli incentivi. Mentre il settore del Fleet management ricorre all’allungamento dei noleggi. Insomma, una tempesta perfetta, come titola il dossier del prossimo numero di Quattroruote, che fa il quadro del momento. Un messaggio di ottimismo, però, non manca: la crisi è un’opportunità, il mercato guidato per la prima volta non dalla domanda, ma dall’offerta di vetture, dà la possibilità di correggere le storture degli ultimi anni, di ripensare la supply chain, che si è dimostrata vulnerabile anche a causa della delocalizzazione perseguita negli ultimi decenni, che ha di fatto creato una dipendenza dal gigante cinese. Parola d’ordine, riportare il know-how in Europa. Inevitabile, dunque, partire dalla Case, le protagoniste del primo tavolo di lavoro dell’evento. Protagoniste, non a caso, quattro aziende "orientali".

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Tre vie per rivedere la supply chain. La discussione è entrata nel vivo con la "lezione" di Michele Palumbo, Adjunct Professor in Operations e Supply Chain Management dell’Università Cattolica di Milano. "Logistica e supply chain sono in una situazione drammatica", ha esordito il docente, che ha messo a fuoco tre aspetti su cui le aziende devono lavorare. Il primo è il passaggio da "personalizzazione" a "singolarizzazione", ovvero la necessità di considerare ogni individuo unico, non più omologabile a un cluster, o gruppo omogeneo, che non esiste più. Il secondo è "automazione", tenendo conto che il futuro è diventato imprevedibile, e che come la guida autonoma, connessa, valuta scenari in tempo reale e sceglie le soluzioni da adottare, così la supply chain non può più trovare soluzioni nel passato, ma dalle informazioni immediate. Terzo punto, la localizzazione, per superare i rischi di supply chain lunghissime dovute alla delocalizzazione, come ha dimostrato il blocco del canale di Suez causato dal cargo Ever Given pochi mesi fa. Il futuro delle aziende, secondo il professore, non è nel costruirsi corazze di protezione inutili, ma nel diventare agili, puntando a partnership, rinunciando a eccessi di outsourcing, costruendo sistemi collaborativi e persino ridondanti, per garantire la continuità del business nelle situazioni avverse. Ma le Case cosa stanno facendo per riorganizzarsi in questa transizione epocale? La domanda è stata posta dal moderatore dell’evento, Alberto Vita, caporedattore e responsabile di Fleet&Business, a Roberto Pazzini, Fleet & Used Car Senior Manager Kia Italia, Gustavo De Cicco, Fleet and Remarketing Director Koelliker, Lorenzo Pisarra, Nissan Direct Sales & Used Car Manager e a Ennio Liberali, Fleet e Toyota Professional Senior Manager Toyota Motor Italia. "Di fronte a questa crisi storica sul lato supply, Kia, che arriva da anni di crescita continua, finora ha gestito bene la situazione, grazie al Dna aziendale, alla pianificazione e alla collocazione geografica, trovandosi vicina alle aree dove si producono i semiconduttori", ha esordito Pazzini. Un consiglio ai Fleet manager? "Ristrutturare le car policy, allargandole a più brand e modelli". Kia, sul fronte del mercato, registra una richiesta forte di diesel mild hybrid, in particolare per la Sportage, ma si prepara al futuro elettrico con la EV6, che grazie al sistema da 800 Volt garantisce ricariche ultrarapide (fino all’80% delle batterie in 18 minuti) e un’autonomia di 528 km (ciclo Wltp). Da parte sua, De Cicco ha spiegato che Koelliker sta monitorando la situazione e selezionando il prodotto in modo flessibile, come dimostra l’introduzione di cinque nuovi marchi cinesi in Italia, appena iniziato. "I Fleet manager sono fondamentali, con le loro scelte, nella transizione verso un mondo green: devono guardare le novità senza pregiudizi o condizionamenti dal passato". La Cina, ha ricordato, è il più grande mercato delle EV e i costruttori partono da posizioni di leadership anche nella tecnologia e nella qualità. La crisi, d’altra parte, ha preso alla sprovvista anche i costruttori più consolidati. "Che le auto avessero 3.000 microchip a bordo, non lo sapevamo neanche", ha ammesso ironicamente Pisarra. Ai gestori di flotte, consiglia di "pianificare le scadenze di car policy e contratti, e soprattutto di anticipare gli ordini, per non dover ricorrere alla proroga dei contratti di noleggio". Nissan ha deciso di abbandonare il diesel anche a discapito dei volumi attuali, per esempio quelli garantiti dalla Qashqai a gasolio, molto apprezzata nelle flotte, per puntare su un futuro decarbonizzato. In particolare, dopo le mild hybrid, nel 2022 arriveranno le E-Power a trazione elettrica (con motore da 190 CV), e batterie ricaricate da un endotermico, che elimina l’ansia da autonomia. Tornando alla situazione attuale, anche per il manager Toyota, la pianificazione è il tema chiave, per "superare la crisi onorando gli impegni con i clienti, perché la credibilità dev’essere mantenuta al primo posto". Mentre sul fronte delle motorizzazioni rivendica il successo ventennale di ibride e plug-in, confermato dalla recente RAV4, mentre si continua sulla strada dell’idrogeno, con la Mirai.

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Il punto di vista dei noleggiatori. Il secondo tavolo ha visto tra i protagonisti Dario Cerruti, Commercial director di LeasePlan Italia, Luca De Pace, ceo di Myfleetsolution e Andrea Compiani, Chief Commercial Officer di UnipolRental. La domanda, nel loro caso, è come ovviare ai problemi delle mancate consegne di auto per la crisi dei chip. "Cerchiamo vetture in pronta consegna e prossimi arrivi sicuri, mentre si ragiona con le aziende di estensioni contrattuali, come avvenuto nel periodo Covid; nel frattempo, la flotta a medio termine, di proprietà, è utilizzata al 100% per le offerte FlexiPlan", dichiara Cerruti. Che spiega come, oltre a ciò, si cercano con le Case gli allestimenti meno colpiti dalla crisi, puntando anche su costruttori emergenti. "Oggi più che mai è importante dare ai Fleet manager un pacchetto di analisi dati più predittivo, e la tecnologia è di grande aiuto", spiega De Pace. Il consulente ricorda che molte aziende, in questo periodo, hanno ridotto le necessità chilometriche, e che "non c’è una ricetta per tutti, bisogna tenere botta, magari anche con una intelligente car rotation all’interno della stessa azienda". Il suo suggerimento ai gestori è di "approfittare del momento per essere innovativi, sposare la causa ambientale ed eliminare le rigidità delle car policy, con formule sperimentali rese possibili dalla telematica e da soluzioni come le auto in abbonamento per tutta l’azienda". Anche Compiani parla di proroga dei contratti, "se le condizioni dell’auto sono buone", anche se UnipolRental lavora molto anche con le auto in preassegnazione. Con un parco di 7.000 auto, il noleggiatore punta sulla manutenzione e valuta l’acquisto anticipato di veicoli in consegna nel 2022, anche se inevitabilmente saranno un po’ diversi dalle richieste dei clienti: ma, almeno, saranno disponibili.

 

Una finestra su tuttoTrasporti. In questa edizione di Fleet&Business Digital Event, protagonista del collegamento da Vairano è stato il direttore Raffaele Bonmezzadri, che ha presentato tre veicoli commerciali elettrici: i Maxus eDeliver 3 e 9, oltre al Toyota Proace. Il tema, oltre al passaggio alle batterie, riguarda l’intelligenza artificiale applicata alla logistica, e a parlarne è stato Paolo Costa, founder di Spindox. Servono nuovi modelli analitici, e l’A.I. aiuta nelle previsioni dei fenomeni grazie alla complessità elevata di calcolo, con il machine learning e il passaggio dai modelli descrittivi-predittivi a quello prescrittivo, utile soprattutto nella gestione del cosiddetto "last mile" e nel riassortimento magazzino-punti vendita. De Cicco, di Koelliker, ha sottolineato l’affidabilità dei Vlc Maxus, "usati in Germania da Ikea ed Hertz, mentre da noi li noleggia già Sicily by Car". Alexandro Longo, Nissan LCV Range Section Manager, ha spiegato la scelta di puntare sul Townstar elettrico, erede dell’e-NV200, anche in questo caso sprovvisto di una versione a gasolio, e ha fornito interessanti dati sul cliente dei veicoli commerciali a batterie: 65% Pmi, ovvero artigiani, seguito dalle imprese del delivery, favorite dal boom degli acquisti online, e infine un 10% di privati. Liberali ha detto che "la quota dell’elettrico, nella gamma Proace, ora è del 10%, ma salirà nel 2022 al 15-20% grazie al compact Proace City".

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L’importanza del "Kill switch". La telematica, essenziale per elettrificare e personalizzare le auto da flotta, è stata scelta come tema del quarto tavolo, introdotto da un collegamento dagli Usa con Andrea Amico, founder e ceo di Privacy4Cars. "Di privacy e sicurezza per le flotte si parla troppo poco: dareste il vostro smartphone a uno sconosciuto? Tutti rispondono di no. Eppure si restituiscono auto noleggiate o si lasciano in officina con tutti i nostri dati a disposizione…", è stata la rivelazione shock dell’esperto di sicurezza. Che ha dato alcuni preziosi consigli ai Fleet manager: leggere le linee guida dell’Edps (per la privacy dei dipendenti), stabilire policy per la cancellazione dei dati personali, richiedere un "Kill switch", ovvero la possibilità di "spegnere" la tracciabilità dei veicoli ad uso promiscuo quando non sono utilizzati per lavoro. La discussione è proseguita con l’intervento di Massimo Braga, direttore generale di LoJack Italia, che ha ricordato come “il percorso intrapreso per la transizione verso la mobilità elettrica è ormai segnato e anche gli obiettivi fissati sul fronte della riduzione di emissioni spingono in questa direzione (Fit For 55). Una svolta che vede in prima fila le flotte aziendali e il noleggio in particolare”. Il settore, ha ricordato, è arrivato a immatricolare il 42% delle ibride plug-in e il 35% delle elettriche (Aniasa) e il trend è destinato a consolidarsi ulteriormente. "Per sostenere questo processo saranno necessarie politiche strutturali di incentivo per le vetture elettrificate, evitando in futuro gli stop&go osservati negli ultimi mesi che rischiano solo di disorientare il mercato e i consumatori. Devono diventare una struttura certa e spalmata su più anni con regole note e che non cambiano in termini di livelli di CO2". Braga ha ribadito l’importanza della telematica e di piattaforme con dati omogenei. E ha presentato la soluzione “iOn” (come “eye on”, sott’occhio) che permette di controllare, per esempio, se i furgoni di flotte di tecnici (per esempio ascensoristi, o nei cantieri) ripartono con tutti gli strumenti, spesso costosi, necessari ai loro interventi sul posto.  Da parte sua, Stefania Borrelli, IoT Sales Manager di Vodafone Business, ha ricordato come si debbano tener da conto le Kpi (Key performance indicators) delle flotte, per gestirle al meglio. Il nuovo capitolo per Vodafone Business si chiama V2X (vehicle to everything) ed è quello che, grazie alla bassissima latenza del 5G, permetterà di sperimentare nelle smart city, aumentando la sicurezza nei sorpassi, agli incroci, o dare informazioni reali sui parcheggi o i flussi di traffico. Infine, Marco Federzoni, premettendo che Webfleet Solutions "ha il Kill switch" di cui sopra, ha parlato della necessità di lavorare molto per la transizione digitale, perché "non basta mettere una black box". Se è vero che la sola UnipolRental ne ha installate ben 4 milioni, come ha ricordato Compiani, è altresì vero che si può ottenere lo stesso risultato con scatole nere "virtuali", basate sul Vin Number (vehicle identification number). Ma ciò che conta è la sperimentazione della telematica, per l’analisi dei percorsi dei driver e la valutazione del passaggio dei veicoli delle flotte dai motori tradizionali all’elettrico. Che era appunto, oltre alla crisi dei microchip, il tema centrale dell’evento.

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