Risultati discutibili e che non hanno soddisfatto tutti, quelli della Conferenza delle Parti di Glasgow, meglio nota come Cop26, che si è chiusa con un accordo definito "storico", ma di compromesso (al ribasso, per molti, visto che non si è riusciti a ridurre fortemente il ruolo del carbone come fonte di energia). Se pure per il settore automobilistico, alla fine, si è preso atto dell’impasse, messo in evidenza da un accordo sul percorso verso lo stop alle endotermiche nel 2040 firmato da pochi costruttori, nella seconda settimana della conferenza scozzese hanno avuto un ruolo importante anche le multinazionali del noleggio auto. L’olandese LeasePlan, per esempio, che di recente ha anticipato nel report "What’s Next nel settore LCV"  l’arrivo sulle strade di sempre più veicoli a batterie, ha presentato l’aggiornamento della propria strategia di sostenibilità "Driving to Zero", progettata per raggiungere emissioni zero netto di gas serra (GHG) nelle sue operazioni a livello globale (Scope 1, 2 e 3) e per agire in modo decisivo al fine di affrontare i problemi più importanti relativi ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) che il settore si trova a dover risolvere attualmente. La strategia "Driving to Zero", presentata nel panel di EV100 dedicato all’innovazione delle flotte, chiamato RouteZero, si basa sull’impegno ai massimi livelli del settore assunto da LeasePlan per raggiungere emissioni zero netto nell’intera flotta finanziata entro il 2030, già annunciato all’epoca del lancio dell’organizzazione EV100 nel 2017. "Le decisioni della conferenza COP26 decideranno quale tipo di futuro saremo in grado di lasciare ai nostri figli e nipoti. Noi tutti, dai governi ai leader aziendali, dobbiamo cessare di parlare e iniziare a proporre programmi credibili per la de-carbonizzazione del nostro pianeta, evitando i peggiori impatti dell’emergenza climatica. Per tale motivo sono fiero di annunciare l’aggiornamento della nostra strategia di sostenibilità Driving to Zero", ha dichiarato Tex Gunning, ceo di LeasePlan. Nello specifico, il programma punta a implementare, su base scientifica, una serie di percorsi di riduzione di tutte le emissioni di gas serra provenienti da LeasePlan. Sul fronte ambientale, l’obiettivo sarà quello di raggiungere emissioni zero netto in tutte le operazioni di LeasePlan a livello globale (emissioni di gas serra di Scope 1, 2 e 3), convalidati dall’iniziativa Science-Based Targets (SBT); inoltre, si dovranno integrare i rischi climatici e ambientali nella strategia, nella governance, nella gestione del rischio e nelle comunicazioni di LeasePlan, in accordo con le raccomandazioni provenienti dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dalla Task Force sulle Comunicazioni Finanziarie legate al clima (TCFD). Sul fronte sociale, Lease Plan promette nuovi impegni volti all’aumento della rappresentanza di talenti diversificati all’interno della dirigenza senior e all’omogeneizzazione dei benefit per i LeasePlanner LGBTQI+, indipendentemente dalle normative locali. E per quanto riguarda la politica di approvvigionamento a livello globale, l’obiettivo è un innalzamento degli standard ambientali, sociali e di governance (ESG) nell’intera catena del valore di LeasePlan. In tema di governance della sostenibilità, la nuova struttura vuole assicurare l’implementazione dell’aggiornamento della strategia ‘Driving to Zero’ anche con l’obbligo di rendicontazione da parte della dirigenza in merito ai progressi relativi ai criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). A questo scopo, infine, le attività relative ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) saranno integrate nelle politiche retributive per i dirigenti senior.