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Servizi per i dipendenti
In Francia il buono mobilità è realtà

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In Francia il buono mobilità è realtà
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La Francia accelera sui trasporti alternativi nelle aziende e, a seguito della pubblicazione di un decreto nel Journal Officiel (equivalente alla nostra Gazzetta ufficiale) del 17 dicembre 2021, il 1° gennaio 2022 è stato introdotto il nuovo buono mobilità (ticket mobilité o titre mobilité). Ispirato al buono pasto, il buono mobilità viene definito in un comunicato stampa del ministero dei trasporti come "una soluzione di pagamento facile da usare, che integra il pacchetto di mobilità alternativa o l'assistenza del datore di lavoro per i costi del carburante e per la fornitura di veicoli elettrici, ibridi ricaricabili o a idrogeno". Questa soluzione di pagamento copre la vendita di biciclette, anche a pedalata assistita, comprese la loro manutenzione e riparazione, nonché il costo dei parcheggi, delle assicurazioni e dell'eventuale noleggio, che viene allargato anche a moto e ciclomotori, nonché a monopattini, monoruote, gyropodes, skateboard od hoverboard. In più, rientrano nel buono i servizi di car pooling, lo sharing di veicoli elettrici, ibridi plug-in o a idrogeno, la vendita di biglietti per il trasporto pubblico, di carburanti o di ricariche per veicoli elettrificati o a idrogeno.

Come funzionano. Sempre nella nota del ministero si legge che "il buono mobilità deve menzionare il nome del dipendente e l'emittente, il suo periodo di validità, fissato dall'emittente stesso. Il modulo per fare richiesta per questi buoni, e non pagare imposte sul reddito e contributi previdenziali fino a 600 euro all’anno, è disponibile sul sito demarches-simplifiees.fr. Le aziende e le organizzazioni che ne fanno richiesta devono attendere l'approvazione dal Ministero dei Trasporti, a condizione che forniscano "almeno uno dei beni e servizi" elencati sopra. "Le organizzazioni approvate stipuleranno poi un contratto con uno o più emittenti di voucher per la mobilità. I buoni mobilità saranno emessi da aziende specializzate", ha aggiunto il ministero, tra le quali figura anche il colosso Edenred, che aveva anticipato questa soluzione, seguendo la legge sull'orientamento della mobilità (Lom) del 24 dicembre 2019.

COMMENTI

  • Nuovo strumento, ma non così rivoluzionario in un paese dove una parte del reddito dev'essere per legge destinato all'ampliamento della rete dei trasporti pubblici, e dove i datori di lavoro devono pagare ai loro dipendenti il 50% dell'abbonamento per usufruirne ...