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Unione Europea
Il rilancio sull'idrogeno passa dal corporate

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Il rilancio sull'idrogeno passa dal corporate
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Da oltre 100 importanti produttori di veicoli, flotte e società energetiche, arriva la richiesta agli Stati dell'UE di non ritardare o annacquare la proposta della Commissione europea di fissare obiettivi nazionali vincolanti per le infrastrutture di rifornimento di idrogeno. Tra le aziende firmatarie dell’appello figurano Case del peso di BMW, Daimler, Hyundai, Iveco e Linde, convinte che obiettivi vincolanti ambiziosi per la costruzione di infrastrutture di rifornimento di idrogeno siano fondamentali per affrontare la decarbonizzazione del tessuto economico europeo, una lotta al climate change che non si deve limitare alla semplice elettrificazione dei veicoli. "Una rete ampiamente disponibile di stazioni di rifornimento di idrogeno (HRS), assieme ad altre infrastrutture di rifornimento e ricarica a basse emissioni, sarà essenziale per una rapida transizione della strada settore dei trasporti. I veicoli alimentati a idrogeno, ad esempio i veicoli elettrici a celle a combustibile a idrogeno (FCEV), sono particolarmente interessanti per i clienti che preferiscono il rifornimento rapido e per i quali la flessibilità è fondamentale", si legge nella lettera aperta inviata alle istituzioni europee.

Approccio multi-tecnologico. Le società firmatarie sottolineano come l’approccio multi-tecnologico possa accelerare la transizione verso le emissioni zero delle società di trasporto, che non si deve fermare al mero tema delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. "L'implementazione di infrastrutture di ricarica sia HRS sia di veicoli elettrici a batteria (BEV) sarà più economica rispetto alla scelta di fare affidamento esclusivamente su un tipo di infrastruttura o limitare tecnologie specifiche a segmenti di trasporto stradale specifici", riporta la lettera delle società che vorrebbero una stazione di idrogeno ogni 200 chilometri entro il 2025 e ogni 100 entro il 2027. "Gli obiettivi AFIR per le stazioni di rifornimento di idrogeno sono il minimo indispensabile per lo sviluppo della mobilità stradale a idrogeno e contribuiscono alla decarbonizzazione del settore, responsabile del 20% delle emissioni di gas serra dell'UE. L'industria è pronta a investire in accordo con le autorità pubbliche nella tecnologia e nel lancio delle infrastrutture dell'idrogeno. Tuttavia, impegni politici adeguati sono strumentali per inviare un segnale forte sia per le società automobilistiche sia per le infrastrutture dell'idrogeno. Ridurre le capacità minime obbligatorie delle stazioni e abbassare gli obiettivi potrebbe danneggiare gravemente lo sviluppo del settore", ha afferma Jorgo Chatzimarkakis, Ceo di Hydrogen Europe.

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