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Cybersecurity
"Gli attacchi hacker aumenteranno, ma le Case hanno i mezzi per rispondere"

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"Gli attacchi hacker aumenteranno, ma le Case hanno i mezzi per rispondere"
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Una delle principali caratteristiche dell’auto del futuro sarà la connettività: i veicoli potranno dialogare con le infrastrutture stradali o di telecomunicazione e con gli altri mezzi su strada, con positivi risvolti sul fronte della sicurezza. C’è, però, un aspetto da non sottovalutare visto che le auto potrebbero diventare oggetto di sempre più frequenti attacchi cibernetici come già avviene oggi nel campo dell’Information Technology. La cybersicurezza è quindi di vitale importanza per il futuro di un settore che deve aumentare la sua attenzione al tema della protezione dalle mire di hacker e malintenzionati.

Gli attacchi aumenteranno. "Una volta – ha affermato Filippo Capocasale, Senior Engagement Manager di NTT Data Italia, durante un webinar dal titolo 'Cybersecurity in the Automotive Industry' – le auto erano sistemi puramente meccanici, ma ora le cose sono cambiate di molto e i veicoli hanno sistemi elettronici molto sofisticati con dispositivi di connettività avanzata. Abbiamo assistito a un'enorme trasformazione" dei veicoli in termini di confort, performance, qualità e soprattutto sicurezza "grazie alle funzionalità abilitate dall'elettronica". Tuttavia, i "moderni veicoli connessi potrebbero diventare target di cyber-attacchi: più elettronica si aggiunge, più aumentano le possibilità di attacchi. Ecco perché la cybersicurezza sta diventando sempre più importante". D’altra parte, Capocasale ha fatto presente le conseguenze di un cyberattacco: "Nel campo dell’Information Technology, può compromettere dati o servizi, ma nel caso delle auto può mettere in pericolo la vita dei conducenti, dei passeggeri o degli altri utenti della strada. E la questione diventerà ancor più importante con la diffusione delle auto a guida autonoma". A ogni modo, per quanto i consumatori "non riconoscano ancora abbastanza i reali pericoli degli attacchi cibernetici, il livello di consapevolezza tra i costruttori sta crescendo: stanno realizzando quanto importante sia la cybersicurezza in campo automobilistico".

Non si parte da zero. Il settore delle quattro ruote può comunque contare sull’esperienza e sulle competenze di altri comparti, già da anni alle prese con il fenomeno degli hacker. "L'Information Technology ha compreso il problema della cybersicurezza ben prima dell’industria automobilistica", ha sostenuto Giuseppe Faranda Cordella, fondatore e ceo di Drivesec, azienda specializzata in soluzioni di sicurezza per il mercato dell’Internet-of-Things (IoT). L’automotive "può contare su molti sistemi e applicazioni per contrastare gli attacchi. Non si parte, dunque, da zero". Del resto, l’industria può anche fare leva su alcune sue peculiarità: è, per esempio, un "ecosistema chiuso", quantomeno rispetto al mondo dell’IT. Inoltre, l’auto è un prodotto meno standardizzato ed è quindi più difficile da "hackerare rispetto a un dispositivo elettronico". Infine, gli hacker interessati ad attaccare le auto sono molti di meno rispetto a quelli attivi nel campo di internet o dei dispositivi di elettronica e informatica. "In futuro, però, è probabile che il loro numero aumenti, in particolare con la sempre maggior connettività dei veicoli", ha aggiunto Faranda, sottolineando il rischio di una "tempesta perfetta" perché le minacce aumenteranno in termini sia qualitativi sia quantitativi.

Le soluzioni. Per rispondere agli attacchi, i costruttori dovranno quindi individuare delle soluzioni. Per esempio, secondo Cosimo Senni, Connected Vehicle Cyber Security Global Manager della Marelli, "i membri dell’intero ecosistema dovranno condividere le informazioni con l’obiettivo di migliorare la rapidità delle risposte e accelerare la costruzione di competenze nell’area della cybersicurezza. La cosa più importante è che dovranno essere i concorrenti automobilistici a condividere informazioni cruciali". Inoltre, ha aggiunto Capocasale, sarà sempre più "importante individuare possibili bug e vulnerabilità già nella fase di sviluppo". A tal proposito, NTT Data ha creato un polo di sperimentazione appositamente dedicato al mondo dell’auto. Si tratta del Global Automotive Security Test Center, lanciato in Italia ma destinato a servire tutti i clienti a livello globale della multinazionale giapponese.

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