Burocrazia

Ddl Bilancio
Bollo e revisione: il maggior costo lo pagheremmo noi

Ddl Bilancio
Bollo e revisione: il maggior costo lo pagheremmo noi
Chiudi

A leggere i giornali sembra quasi che l’obbligo di verifica del pagamento del bollo al momento della revisione sia già una realtà. Non è così. Si tratta di un emendamento al cosiddetto ddl Bilancio, l’ex ddl Stabilità come si chiamava fino all’anno scorso, la Finanziaria come continua a chiamarla la maggior parte delle persone, cioè la legge sul bilancio dello Stato che a fine anno il governo presenta al Parlamento.

Per ora è solo un emendamento. L’emendamento è stato presentato alla commissione Finanze della Camera da Francesco Ribaudo, del Pd, ed è stato temporaneamente approvato. Nel senso che, come tutte le altre proposte di modifica, prima di finire nel testo del disegno di legge che sarà esaminato dall’aula della Camera, dovrà ottenere il via libera della commissione Bilancio. E poi, prima di diventare legge, dovrà ottenere il disco verde da entrambi i rami del Parlamento. Insomma, la strada è ancora lunga.

Dal 1983 il bollo non è più tassa di circolazione. Nonostante ciò, la possibile novità ha destato scalpore, come ogni cosa che riguarda l’auto, cioè quasi tutte le famiglie italiane. Vediamo di capirci qualcosa di più. Al centro del provvedimento c’è il bollo, l’odiatissima tassa automobilistica, trasformata nel 1983 da tassa di circolazione (fino ad allora bisognava pagarla per poter circolare e, quindi, poteva non essere pagata se il veicolo non circolava) a tassa di possesso, da pagare comunque, indipendentemente dal fatto che un veicolo circoli oppure no.

Contro l’evasione l’ipotesi di un addizionale… Siccome il cosiddetto bollo è una tassa molto evasa (e le Regioni, destinatarie del gettito, non riescono a perseguire in maniera efficiente gli evasori), il legislatore le sta pensando di tutte per recuperare alle casse delle Regioni l’elusione. La scorsa primavera a esporsi fu il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che in un tweet ipotizzò, come per anni ha chiesto Quattroruote, di abolire la tassa e sostituirla con un’addizionale sui carburanti, sì da stroncare evasione ed elusione e, soprattutto, far piazza pulita di tutte le burocrazie regionali che si occupano di gestirne la riscossione e dei relativi costi.

L’emendamento modifica il Codice della strada. Stavolta l’idea è di un parlamentare: siccome la tassa è evasa, dev’essersi detto l’onorevole Ribaudo, quale miglior modo di controllarne il pagamento in fase di revisione? E, quindi, indurre chi non la paga a farlo pena l’impossibilità di circolare? La proposta modificherebbe, ancora una volta, il Codice della strada, introducendo un comma, il 17 bis all’articolo 80: "A decorrere dall'anno 2018, gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri e le imprese autorizzate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti …, "prima di effettuare la revisione ai veicoli soggetti alla revisione obbligatoria, devono verificare l'avvenuto pagamento, dell'anno in corso e degli anni precedenti, della tassa di proprietà, della tassa di circolazione e della situazione di fermo amministrativo...". Nel caso in cui questa verifica dia esito negativo, “non è possibile procedere con la revisione del veicolo ed il suo proprietario è obbligato ad effettuare i pagamenti mancanti e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare”.

Il bollo si lega alla circolazione. La proposta, pur avendo un nobile intento, fa parecchia confusione. Infatti lega la possibilità di circolare (senza revisione non si può farlo) al pagamento della tassa. È come se si ritornasse al 1983, con la differenza, però, che il cosiddetto bollo non è (più) una tassa di circolazione.

Come si parleranno le banche dati? Il secondo aspetto è la complicazione che genererà. Infatti il ministero delle Infrastrutture non è in possesso dei dati sul bollo (e nemmeno di quelli sui fermi amministrativi). Questo significa che dovrà recuperare i primi dalle Regioni, cioè si dovrà mettere in piedi un canale di comunicazione tra gli uffici tributi di ogni singola autonomia e il Centro elaborazione dati del Mit, a cui il centro revisioni già accede al momento della verifica. Oppure si dovrà pensare a un collegamento diretto tra il centro revisioni e l’ufficio tributi di ciascuna regione (la revisione può essere fatta ovunque, non necessariamente nella regione in cui si risiede).

Controllo del fermo amministrativo. Non solo. L’emendamento prevede anche la verifica del fermo amministrativo (di natura tributaria). Siccome questo provvedimento è annotato al Pra, delle due l’una: o il Pra trasferirà questo dato alla Motorizzazione civile oppure dovrà esservi anche un collegamento anche tra il Centro revisioni e il Pra. E come avverrà questo controllo? Con una visura? Il fatto è che la visura ha una tariffa di 6 euro… che moltiplicati per i 15 milioni di revisioni che si fanno ogni anno fa un costo complessivo di 90 milioni di euro. Che, evidentemente, incasserebbe il Pra, ma che in qualche modo dovrebbero pagare gli automobilisti, inevitabilmente con un aumento della tariffa della revisione che tenga conto della visura.

Aumenteranno le tariffe della revisione. E infatti lo stesso emendamento prevede che “entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il ministero dell'Economia e delle Finanze, sentito il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, emana un decreto contenente le modalità tecniche e amministrative di accertamento dell'avvenuto pagamento o della presenza del fermo amministrativo” … e “l'importo per l'attività prestata riconosciuto” ai centri revisione. Insomma, alla fine l’adeguamento tecnologico, l’eventuale realizzazione di una nuova banca dati alla Motorizzazione civile, le tariffe e i nuovi costi li pagherebbero i cittadini, tutti, anche quelli che il bollo l'hanno pagato e che non hanno fermi amministrativi, sotto forma, quasi certamente, di un maxi aumento della tariffa della revisione, attualmente pari a 66,88 euro, di cui 45 di tariffa vera e propria e 21,88 di costi burocratici e amministratoivi.

Le alternative possibili contro l’evasione. La domanda sorge spontanea, come si diceva una volta. Se si vuole combattere l’elusione e l’evasione del bollo, perché non si adottano sistemi più semplici e per nulla costosi, come la famosa addizionale sui carburanti? O, in alternativa, perché non prevedere il controllo del pagamento da parte delle forze di polizia, anche utilizzando le apparecchiature elettroniche esistenti (Tutor, autovelox, varchi Ztl eccetera? Oppure lo scopo nascosto di questa possibile novità è davvero quello di aumentare la tariffa delle revisioni?

Mario Rossi

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Ddl Bilancio - Bollo e revisione: il maggior costo lo pagheremmo noi

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it