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Novità sulle autostrade nel decreto milleproroghe

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Novità sulle autostrade nel decreto milleproroghe
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Il cosiddetto decreto milleproroghe, ovvero il provvedimento con il quale tradizionalmente i governi emanano disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi evitando le scadenze imminenti, approvato dal governo con la formula “salvo intese” (che prelude a possibili modifiche), contiene diverse novità in materia di autostrade. La prima, come avevamo anticipato, riguarda lo slittamento degli incrementi dei pedaggi, altrimenti previsti sulla base degli attuali meccanismi regolatori delle tariffe, a partire dal 1° gennaio; il rinvio interessa tutte le società i cui piani economico-finanziari sono giunti a scadenza. Le concessionarie che si trovano in questa condizione avranno tempo fino al 30 marzo per presentarne l’aggiornamento e fino al 30 giugno per perfezionarlo. Il congelamento, che si somma a quello già imposto per l’anno in corso, riguarda le principali società di gestione, da Autostrade per l’Italia a quelle del gruppo Gavio, quindi gran parte della rete nazionale.

Tocca all’Anas. Non è, però, tutto. Nel milleproroghe, infatti, è previsto anche che, qualora una concessione autostradale dovesse venire meno per revoca, decadenza o risoluzione del rapporto concessorio con lo Stato, a subentrare nella gestione sarà l’Anas, almeno finché non vengano espletate le procedure della gara necessaria per un nuovo affidamento. La norma è un chiaro, se pur non esplicito, riferimento al caso di Autostrade per l’Italia, per il quale i governi (quello in carica al momento del fatto e quello attuale) sono intenzionati a ottenere la revoca della concessione a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova. L’Anas, dunque, provvederebbe alla gestione e manutenzione della rete attualmente affidata ad Aspi, pari a circa metà di quella italiana, finché un nuovo soggetto non dovesse ottenere la relativa concessione. Il testo, inoltre, ribadisce che al concessionario spettano il riconoscimento delle opere realizzate e le penali, ma che tutto ciò non è dovuto nel caso in cui la revoca della concessione sia motivata da sue inadempienze (clausola che il governo invocherebbe per Aspi).

Due ruote. Infine, il provvedimento, proroga anche per il 2020 l’incentivo previsto per l’acquisto di ciclomotori e scooter ibridi ed elettrici in casi di rottamazione di mezzi analoghi, omologati secondo le direttive ambientali fino a Euro 3; il contributo è pari al 30% del prezzo del mezzo nuovo, fino a un massimo di 3.000 euro.

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