Burocrazia

Decreto milleproroghe
Slitta l’RC Auto "familiare", resta la norma sulla revoca delle concessioni autostradali

Decreto milleproroghe
Slitta l’RC Auto "familiare", resta la norma sulla revoca delle concessioni autostradali
Chiudi

Il decreto milleproroghe fa slittare al 16 febbraio l’entrata in vigore della cosiddetta RC Auto "familiare", ovvero la possibilità di applicare la migliore classe di merito bonus/malus anche tra veicoli di categoria diversa nell’ambito dello stesso nucleo. Non solo: nel testo, firmato dal Colle il 30 dicembre e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31, viene confermata anche la norma sulla revoca delle concessioni autostradali, primo tassello di un iter che suona come un avvertimento per Aspi e che nelle intenzioni del premier Giuseppe Conte dovrebbe concludersi a breve.

Moto o auto, non fa differenza. Il 16 febbraio è quindi il giorno in cui la cosiddetta legge Bersani sull’RC Auto (legge 40/2007) potrà essere applicata anche tra veicoli di tipologia differente. Per esempio, sempre restando nell’ambito della convivenza familiare, un automobilista con classe di merito 1 potrà stipulare una polizza per una moto nuova o usata, ottenendo la stessa classe della vettura. Nella relazione illustrativa che accompagna il decreto, lo slittamento a febbraio è giustificato dalla necessità di "prevedere un tempo minimo di adeguamento tecnologico dei sistemi di tariffazione ed emissione polizze".

2019-autostrade

La norma sulle concessioni. Più complessa, invece, la partita sulle autostrade. Nel milleproroghe è rimasta, infatti, la norma per cui l’Anas, "in caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade", può assumere la gestione della tratta in attesa del nuovo affidamento. Non solo. Il testo riduce le potenziali penali a carico dello Stato in caso di "inadempimento" della concessionaria, alla quale spetterebbe solo "il valore delle opere realizzate al netto degli ammortamenti". E questo anche in presenza di accordi precedenti con altre condizioni, da ritenersi "nulli". Stando alla relazione tecnica allegata al milleproroghe, inoltre, la revoca o la risoluzione delle concessioni non dovrebbe comportare oneri per le finanze pubbliche. Non tutto, comunque, è deciso: sul tema la maggioranza di governo non ha una posizione unanime (non a caso, il milleproroghe era stato approvato dal consiglio dei ministri "salvo intese") e potrebbero esserci ulteriori disposizioni.

Il caso Aspi. Nella conferenza stampa di fine anno, Conte ha confermato che la norma del milleproroghe "non riguarda Autostrade per l’Italia in particolare, ma tutti i concessionari: abbiamo eliminato privilegi inaccettabili perché c'era una sperequazione nelle convenzioni e alcune erano palesemente sproporzionate nei vantaggi assicurati ai privati concessionari rispetto agli svantaggi al pubblico”. Per quanto riguarda Autostrade e il ponte Morandi, Conte non si è sbilanciato sull’esito dell’iter, ma non prevede tempi lunghi: "C’è un procedimento in corso, io confidavo addirittura di poter completare l'istruttoria entro questo mese. Slitteremo un po', ma siamo comunque in dirittura d'arrivo. È un procedimento impegnativo, in cui dobbiamo avere la garanzie di perseguire l'interesse pubblico e tutelare le casse dello Stato". A proposito del ponte Morandi e al sostegno della Liguria e di Genova in particolare, il decreto milleproroghe introduce anche la possibilità di estendere fino a tre anni lo stato di emergenza seguito al crollo, in deroga al limite generale di 24 mesi.

COMMENTI

  • E la norma che permetteva l'ingresso dei 125 in autostrada ma (soprattutto) nelle tangenziali - ricordo che modena e parma hanno diversi lunghi tratti a 70 km/h - è morta..?
  • Quando dicevo che un eventuale governo PD-5S sarebbe stata la peggior sciagura che si potesse ipotizzare per questo Paese, speravo di sbagliarmi..... speranza vana.