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Burocrazia

Bonus mobilità
Il click-day parte male: il portale va subito in tilt

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Il click-day parte male: il portale va subito in tilt
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Il tanto atteso click-day che dà il via alle richieste di rimborso del Bonus mobilità è finalmente arrivato. Purtroppo, il portale è stato subito preso d’assalto dagli utenti, facendo andare i server in tilt per i troppi accessi fin dall’apertura delle operazioni, programmata per le ore 9.00 del 3 novembre. Un esito tutt’altro che inatteso, visto il boom di vendite di monopattini elettrici e bici che ha interessato il Paese (e non solo i Comuni coinvolti dall’incentivo) a partire dallo scorso maggio.

Il portale. Pochi fortunati sono riusciti a entrare in una virtual room, in attesa di un posto in coda per le operazioni di rimborso o di richiesta del buono (si presume che, a mandare al collasso il sito, siano stati gli interessati al ristoro della spesa effettuata e non al coupon digitale). Buono, lo ricordiamo, per un valore pari al 60% del prezzo d’acquisto del mezzo da mobilità dolce, fino a un massimo di 500 euro. Ma le persone in attesa sono tantissime, come si evince dallo screenshot postato da un ironico utente di Twitter, dove risulta una coda di ben 291.337 persone. E, proprio sul noto social network, impazza da questa mattina l’hashtag #buonomobilità.

Le somme stanziate. Prima di entrare nella sala d’attesa virtuale è apparsa sui monitor dei richiedenti una schermata con i fondi residui del Bonus bici (o Bonus monopattino, se preferite), cioè 215 milioni di euro all’avvio di giornata. Tantissimi, tenendo conto che per l’acquisto delle automobili nella fascia da 91 a 110 g/km di CO2, cioè quella con il bacino di potenziali acquirenti più ampio tra le varie interessate dall’Ecobonus, sono stati stanziati solo 50 milioni. Nonostante, ovviamente, l’incentivo sia più corposo rispetto a quello dei mezzi da ultimo miglio: 750 euro senza rottamazione e 1.500 con un usato ultradecennale da demolire, ai quali si aggiunge il contributo obbligatorio del dealer (rispettivamente 1.000 e 2.000 euro). Non a caso, i fondi per queste auto sono terminati dopo pochi giorni e si attende ora il loro rifinanziamento.

Aggiornamento delle 18. In tarda mattinata il portale è diventato accessibile: chi scrive è riuscito a entrare attorno alle 12.50, quando i fondi residui ammontavano ancora a 205 milioni di euro, con un'attesa di oltre 581 mila persone (diventate già 560 mila intorno alle 13). Alle 17 è arrivato il nostro turno e abbiamo avuto 20 minuti di tempo per effettuare la registrazione: peccato che, subito dopo, siano insorti dei problemi con le credenziali Spid. A quanto pare non siamo stati gli unici: stando a molti utenti, infatti, gli identity provider non sono riusciti a gestire l’enorme mole di richieste d’accesso. E allora, non senza una certa frustrazione, abbiamo ripetuto la procedura dal principio, attorno alle 17.20, quando c'erano ben 539 mila persone davanti a noi. Che sia stata la volta buona? Intanto, alle 17.50, i fondi residui erano già scesi a 180,5 milioni di euro. Non proprio la cronaca di un successo.

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