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Bollo auto
Ferrari in leasing, Emilia-Romagna condannata

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Ferrari in leasing, Emilia-Romagna condannata
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Che il bollo, dal sistema di calcolo alla sua riscossione, sia una delle tasse più assurde e anacronistiche che vi siano in Italia è cosa nota. Le cronache burocratiche e giudiziarie attorno alla tassa automobilistica, però, non smettono mai di sorprendere e confermano ogni volta la necessità di una sua profonda riforma improntata a criteri di equità, modernità e ragionevolezza.

Braccio di ferro Casa-regione. L’ultima notizia è di oggi. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla Ferrari nella causa con la regione Emilia-Romagna a proposito del bollo delle auto in leasing: da un lato l’amministrazione regionale, che per anni ha preteso che a pagare la tassa di quelle vetture (nonostante la legge e la giurisprudenza tributaria dicessero il contrario) fosse, in solido, il locatore, cioè la Casa del Cavallino; dall’altra Maranello, secondo cui, invece, il pagamento, come affermato sia dal legislatore (prima nel 2009 e poi nel 2015), sia dall’ministero dell’Economia (nel 2012), fosse esclusivamente a carico dell’utilizzatore.

Dal 2009 bollo a carico del locatore. Va detto che il legislatore, in questa storia, ci ha messo del suo. Tutto nasce, infatti, da una riforma molto chiara nello spirito, ma non del tutto nella sua stesura nero su bianco. Tutti sanno che la tassa automobilistica, fin dalla sua introduzione nel 1953, è a carico del proprietario del veicolo. È uno dei principi cardine del bollo. Nel 2009, però, il legislatore introduce il concetto di locazione finanziaria: in pratica, la norma è modificata prevedendo che “al pagamento delle tasse … sono tenuti coloro che, alla scadenza … risultano essere proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di locazione finanziaria” (nel 2020, sarà poi introdotto il caso dei veicoli a noleggio a lungo termine, ma quella è un’altra storia).

La circolare del Mef del 2012. Per come risulta formulata la norma si ritiene fin da subito che il proprietario resti comunque obbligato in solido con il locatario, anche se la legge non lo afferma esplicitamente. A chiarire il dubbio pensa il ministero dell’Economia. Con una circolare del 27 giugno 2012, via XX Settembre afferma che, per le scadenze di pagamento dal 15 agosto 2009 in poi, la responsabilità è del solo soggetto che utilizza il veicolo, con la sola eccezione dei versamenti cumulativi.

Diverse interpretazioni. Tutto chiaro? Mica tanto, perché dal 1999 il bollo è una tassa regionale e ogni Regione, soprattutto quando si tratta di interpretare la norma, si muove a modo suo. Mentre alcune realtà si adeguano alle indicazioni ministeriali, altre (tra queste l’Emilia-Romagna) continuano a ritenere obbligato in solido in ogni situazione il locatore. In pratica, se il locatario non paga la tassa, la Regione va a bussare direttamente alla porta della società di leasing. Di lì i numerosi contenziosi insorti negli anni un po' in tutta Italia.

Dubbi risolti solo nel 2016. Nel 2015 il governo stabilisce che il gettito della tassa relativa ai veicoli in locazione finanziaria deve essere attribuito alla Regione in cui risiede l’utilizzatore, e non più in quella in cui ha sede la società di leasing, confermando implicitamente la responsabilità del pagamento in capo all'utilizzatore. Il chiarimento definitivo, però, arriva solo l’anno successivo con il decreto legge 24 giugno 2016 n. 113, attraverso cui si stabilisce esplicitamente che, a decorrere dall'1 gennaio 2016, la responsabilità della tassa automobilistica è dell'utilizzatore riportato sui contratti registrati al Pra. E che il principio generale di responsabilità solidale da parte del proprietario del veicolo si applica solo qualora la società di leasing utilizzi il pagamento cumulativo.

I vecchi contenziosi. Come detto, però, nel corso degli anni precedenti erano insorti parecchi contenziosi. Tra questi, quello che ha opposto la Ferrari alla regione Emilia-Romagna, conclusosi oggi con la condanna dell’amministrazione regionale, che invece di pretendere il pagamento dalla Casa di Maranello avrebbe dovuto pretenderlo, anche per gli anni precedenti al 2016, dalle persone fisiche e giuridiche che avevano acquisito le macchine in leasing. La Regione, inoltre, è stata condannata dai giudici con l'ermellino a pagare seimila euro di spese legali.

COMMENTI

  • Ma alla fine la multa la pagano i cittadini emiliani. Chi ha sbagliato fa spallucce e va avanti come se nulla fosse. E magari non chiede neanche scusa, ma accusa la Ferrari di aver fatto pressione per un giudizio a suo favore.
  • Sinceramente la cosa fa solo sorridere, oramai abito da troppo tempo in Svizzera e leggendo certe notizie uno si rende conto perché le cose non funzionano nel bel paese. Qui se non paghi le tasse dell'automobile ti viene a trovare la polizia e ti porta via le targhe, segnalando il fatto all'assicurazione e se la vettura è in "affitto" ovviamente alla società leasing e poi c'è il sequestro del mezzo. Stessa storia se non paghi l'assicurazione della vettura, non importa se questa sia di tua proprietà o della banca.
  • L'unica soluzione mettere il costo nel carburante così si elimina evasione.
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