Burocrazia

Permessi per disabili
Verso la creazione di un database nazionale

Permessi per disabili
Verso la creazione di un database nazionale
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Il governo ha raggiunto un’intesa su un provvedimento volto a semplificare gli spostamenti delle persone con disabilità al di fuori del proprio Comune di residenza: un decreto che porterà all’istituzione di una piattaforma informatica unica a livello nazionale, contenente tutte le targhe associate ai pass per disabili, grazie alla quale sarà possibile eliminare scomode procedure burocratiche per la concessione dei permessi di circolazione a livello locale.

I commenti. “Con il nuovo sistema” ha detto all’Ansa il viceministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili, Alessandro Morelli “l’accesso è garantito in tutto il territorio nazionale senza adempimenti aggiuntivi”. Grazie a questo database “le persone con disabilità potranno così circolare in tutte le città italiane, e relative Ztl, con il proprio contrassegno” ha detto il ministro per le Disabilità, Erika Stefani: “Semplificare, digitalizzare e ridurre prassi inutili: anche così si migliora la qualità della vita, si tutelano i diritti e si realizza una effettiva inclusione” ha scritto Stefani in tweet a commento dell’accordo conseguito dalla Conferenza unificata sullo schema del decreto.

Al momento serve la richiesta. Il contrassegno disabili è valido su tutto il territorio nazionale, consente di transitare nelle Ztl, nelle Ztc (zone a traffico controllato), nelle Apu (aree perdonali urbane), nelle corsie preferenziali e in caso di blocco, sospensione o limitazione della circolazione. Tuttavia, le regole d’accesso a queste aree variano da Comune a Comune e i titolari del pass, al di fuori del proprio territorio di residenza, devono di volta in volta richiedere l’autorizzazione contattando i vigili o le autorità locali: una prassi scomoda e macchinosa, senza contare che le telecamere delle zone a traffico limitato non riconoscono in automatico la targa del titolare del pass, il quale, in caso di mancata comunicazione dei dati, riceverebbe in automatico la sanzione. Problemi che il database unico punta a cancellare.   

COMMENTI

  • E' dal 1992 quando entrò in vigore il "nuovo" codice della strada che chi ha il permesso per disabili diventa pazzo. A me è capitato a: Bologna, Treviso, Verona, Roma. Ogni volta devi entrare nel sito dei comuni (ognuno fatto a cavolo di cane) arrabbattarti a trovare il percorso fino ad arrivare o ai vigili o qualc'unaltro che ti dica cosa fare, come, cosa devi mandare (scannerizzazione della carta di identità, libretto auto, permesso invalidi) indicare quando entri e quanto stai. Insomma un bordello inventato da qualche grandissimo figlio di cane, burocrate fino al midollo, uso a rendere odioso il solo andare nelle loro città. Dulcis in fundo. A Trieste ho parcheggiato in uno stallo blu esponendo il contrassegno invalidi e mi hanno fatto la multa ! Già perchè ogni comune può deliberare di far pagare il parcheggio ai disabili anche negli stalli dedicati se il contrassegno non è quello rilasciato dal singolo comune. Il che vorrebbe dire che anche solo per parcheggiare un invalido cittadino della Repubblica dovrebbe di volta in volta informarsi presso ogni singolo comune (sono 7904 in tutta la penisola). E questo grazie al "nuovo" codice della strada e al suo barbaro regolamento.
  • Cioè in italia non esiste attualmente una banca dati unica di tutti i permessi disabili?? meritiamo di fallire...