Normativa e giurisprudenza su circolazione stradale, codice della strada, motorizzazione, veicoli, revisioni, patente, conducenti e strade.

Burocrazia

Targa Prova
Una lacuna normativa finalmente colmata

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Una lacuna normativa finalmente colmata
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Per anni gli addetti ai lavori si sono domandati se l’autorizzazione alla circolazione di prova e la relativa targa fossero utilizzabili anche per la circolazione dei veicoli usati, cioè già immatricolati, o, al contrario, solo per i veicoli nuovi, non ancora immatricolati.

La situazione prima dell’entrata in vigore del DL 10 settembre 2021, n. 121. Il testo normativo previgente al DL 10 settembre 2021, n. 121, costituito dal DPR 24 novembre 2001, n. 474, sostanzialmente conforme al precedente art. 98 del Cds, prevedeva che  «l'obbligo di munire della carta di circolazione ... i veicoli che circolano su strada per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento, non sussiste per i seguenti soggetti, se autorizzati alla circolazione di prova ai sensi del presente articolo:
a) le fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi, i loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita, i commercianti autorizzati di tali veicoli, ivi comprese le aziende che esercitano attività di trasferimento su strada di veicoli non ancora immatricolati da o verso aree di stoccaggio e per tragitti non superiori a 100 chilometri, nonché gli istituti universitari e gli enti pubblici e privati di ricerca che conducono sperimentazioni su veicoli;
b) le fabbriche costruttrici di carrozzerie e di pneumatici;
c) le fabbriche costruttrici di sistemi o dispositivi di equipaggiamento di veicoli a motore e di rimorchi;
d) gli esercenti di officine di riparazione e di trasformazione, anche per proprio conto”.

La prassi dei veicoli già targati. A fronte di tale normativa, la prassi del Ministero dei trasporti, ora Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, si era sviluppata nella direzione di consentirne l’utilizzo anche ai veicoli usati, già immatricolati, tenuto conto che, nei vari testi normativi del passato, e poi nel Dpr n. 474/2001, tra i soggetti che potessero far circolare veicoli a scopo di prova figuravano anche i titolari di officine di riparazione, la cui attività come è noto, interessa prevalentemente, anche se non esclusivamente, i veicoli usati ed immatricolati. Tali soggetti, fra l’altro, costituiscono il numero più rilevante di fruitori di questo strumento. La posizione del Ministero dei trasporti era chiaramente espressa in almeno tre circolari: una precedente alla riscrittura dell’intera materia avvenuta con il Dpr 474/2001 (la n. 1907-DC/1999) e due successive a tale riforma (n. 4699-M363/2004 e n. 26479/2013). Si riporta un passaggio dell’ultima di esse, che non lascia adito a dubbi: «In base ai principi contenuti nel Codice della strada, qualora sia necessario far circolare su strada veicoli per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o allestimento, è prescritto che gli stessi siano muniti di una autorizzazione per la circolazione di prova. Ciò indipendentemente dal fatto che si tratti di veicoli già immatricolati o non ancora immatricolati».

Esigenze di mercato. La "ratio" della norma consisteva e consiste nella necessità di individuare il soggetto responsabile della circolazione: infatti, nel caso di veicoli non ancora immatricolati la norma sopperisce alla mancanza dei documenti necessari (circolazione e targa) ad individuare detto responsabile, mentre nel caso di veicoli già immatricolati produce l'effetto di spostare su tali soggetti (titolari dell'autorizzazione) la responsabilità della circolazione che altrimenti ricadrebbe necessariamente sugli intestatari dei documenti sopra citati. Se il fondamento normativo è quello che abbiamo prima ricordato, il motivo sostanziale, di fondo, di una tale posizione è da ricercare invece nelle esigenze del mercato e delle imprese, che sono quelle di consentire, in taluni casi (dimostrazioni, prove tecniche, vendita, trasferimento, ecc.), la circolazione di un veicolo in deroga ad alcune regole del Codice della strada, in particolare quella relativa all’obbligo di assicurazione Rca per i costi che essa comporta.

Il diverso orientamento della Polizia. Da circa un decennio si era andato affermando un diverso orientamento da parte della polizia stradale. Questo diverso punto di vista, per cui la targa prova può essere utilizzata solo sui veicoli non muniti della carta di circolazione, cioè non immatricolati, è chiaramente espresso nella circolare del ministero dell’Interno n. 300/A/2689/18/105/20/3 del 30 marzo 2018, nella quale peraltro si chiarisce che «il fatto che tra i soggetti che possono richiedere ed ottenere l'autorizzazione alla circolazione di prova siano inclusi anche gli esercenti di officine di riparazione e di trasformazione, non implica affatto che la targa prova possa anche servire per la circolazione di veicoli immatricolati, potendosi verificare il caso che anche i veicoli nuovi possono essere oggetto di modifiche e trasformazioni prima dell’immatricolazione».

Giurisprudenza in linea con la Polstrada. Anche la giurisprudenza, sia di merito sia di legittimità, aveva emesso sentenze in linea con tale interpretazione. Da ultimo, la Suprema corte aveva affermato che «ll veicolo già targato, anche se circola per esigenze di prova, a scopo dimostrativo o per collaudo, non può esibire la targa di prova, la quale deve essere applicata unicamente su veicoli privi di carta di circolazione» (Cass. Sez. civile III, 14.12.2020, n. 28433). In un recente passato, a proposito della visita di revisione, aveva altresì sostenuto che «È sanzionabile la circolazione con targa prova apposta su veicolo immatricolato ma non sottoposto alla prescritta revisione periodica» (Cass. Sez. civile II, 4.8.2016, n. 16310).

Il Consiglio di Stato. In questo clima di diversa posizione, i due dicasteri avevano concordato di richiedere un parere al Consiglio di Stato. Nel frattempo, il Ministero dell’interno emanava un’apposita circolare diretta a tutti gli organi di polizia stradale, affinché per il momento fosse evitata ogni azione sanzionatoria nei confronti di chi operava secondo la prassi consolidata (circolare n. 300/A/4341/18/105/20/3 del 30 maggio 2018). In altri termini, gli organi di polizia stradale erano stati invitati a continuare a tollerare l’applicazione della targa prova anche sui veicoli immatricolati, fermi restando gli altri presupposti previsti dal Dpr n. 474/2001.

La soluzione normativa con il DL 10 settembre 2021, n. 121. Prima che il Consiglio di Stato si pronunciasse, il Governo, con il DL 10 settembre 2021, n.121, ha risolto la questione nel senso auspicato dal mercato e sostenuto dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, ossia consentire l’utilizzo dell’autorizzazione alla circolazione di prova e della relativa targa anche sui veicoli già immatricolati. I passaggi salienti di tale intervento normativo sono i seguenti:
- su tutti i veicoli non immatricolati è possibile utilizzare l’autorizzazione alla circolazione di prova e la relativa targa;
- sui veicoli immatricolati è invece possibile utilizzare l’autorizzazione alla circolazione di prova e la relativa targa sugli autoveicoli, motoveicoli, rimorchi, ciclomotori, macchine agricole e macchine operatrici (restano cioè escluse alcune limitate categorie, quali i filoveicoli, i veicoli con caratteristiche atipiche e i veicoli non a motore);
- la circolazione di prova con autorizzazione può avvenire anche in deroga agli obblighi previsti dall'articolo 80  Cds, cioè con revisione non effettuata o scaduta di validità, con ciò ribaltando un consolidato orientamento giurisprudenziale che aveva stabilito l’obbligo della revisione anche per i veicoli in circolazione di prova;
- il titolare dell’autorizzazione alla circolazione di prova deve dotarsi di una specifica copertura assicurativa RCA, per eventuali danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, sia che si tratti di veicolo immatricolato che da immatricolare;
- con  apposito DPR, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL … , si dovrà provvedere all’adeguamento del  DPR n. 474/2001 nel senso stabilito dal citato DL, anche al fine di stabilire le condizioni e il numero massimo di autorizzazioni alla circolazione di prova rilasciabili ad ogni titolare, in base al tipo di attività esercitata e del numero di addetti (ciò al fine di evitare una proliferazione  e abusi nel rilascio e utilizzo delle targhe prova).


 

COMMENTI

  • Salve, viaggiando quest'estate dal nord al sud Italia ho notato un numero abnorme di auto "vecchie" con la targa di prova. La cosa che mi ha anche colpito è stato vedere la macchina di un vicino (ha la macchina da almeno 10 anni) che all'improvviso ha iniziato a circolare con la targa di prova. Non so perchè, ma ho l'impressione che dietro ci sia qualche buco normativo che permetta di abusare di questo strumento. Mi domando, inoltre, se la polizia è in grado di verificare la veridicità/validità di una targa di prova.