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Cantieri
Parte il cashback di Autostrade tramite app

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Autostrade per l’Italia ha reso operativo dal 15 settembre il servizio di parziale rimborso del pedaggio relativo alle tratte della propria gestione in caso di ritardi causati da cantieri. Il meccanismo, spiegato in una conferenza stampa dall’amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi e dal direttore generale di Free To X Massimo Iossa, prevede l’utilizzo dell’app Free To X, disponibile gratuitamente sia per i dispositivi iOS sia per quelli con sistema Android: il rimborso è previsto indifferentemente per gli utenti che utilizzano il Telepass e per quelli che pagano in contanti o con carte (bancomat, carte di credit, ecc.). L’iniziativa contempla una fase di sperimentazione, aperta a tutti i consumatori (quindi anche ai conducenti di mezzi pesanti), che durerà fino al 31 dicembre, per poi essere prorogata con eventuali aggiustamenti: una fase di messa a punto è comunque già stata svolta nei mesi scorsi con un campione di utilizzatori.

Come funziona. I rimborsi saranno erogati tramite la fattura Telepass per gli utenti del telepedaggio e tramite l’Iban bancario comunicato dal conducente per le altre forme di pagamento. Una volta scaricata l’app, è necessario scegliere la forma di pagamento: nel caso del Telepass, una volta inseriti i propri dati, sarà l’applicazione stessa ad avvisare l’interessato del diritto al rimborso, mentre per i pagamenti cash o tramite carte sarà necessario fotografare con l’app la ricevuta del pagamento del pedaggio e un proprio documento d’identità. La notifica dell’accettazione della richiesta arriverà entro 24-48 ore. I rimborsi non saranno erogati subito, ma accumulati in una sorta di borsellino virtuale, per essere poi effettuati concretamente nel gennaio 2022.

I casi previsti. Il rimborso è contemplato solamente per ritardi dovuti alla presenza di cantieri che comportino la riduzione del numero di corsie di marcia (da 3 a 2 o da 2 a 1), con esclusione quindi dei lavori effettuati nella corsia di emergenza; l’iniziativa, almeno per ora, non riguarda le code generate da traffico intenso, incidenti, eventi meteo, manifestazioni. Il ritardo viene calcolato sulla base del tempo di percorrenza non del singolo utente, ma della media dei veicoli sulla tratta interessata dai lavori rispetto a una certa soglia, elaborata sulla base di dati storici. Per il calcolo si è tenuto conto di una velocità media di 100 km/h per le auto e di 70 km/h per i mezzi pesanti; il rimborso scatterà già a partire dai 15 minuti di ritardo, sarà in denaro (e non in voucher o altri mezzi) e ammonterà a cifre comprese tra il 25 e il 100% del pedaggio dovuto ad Autostrade per l’Italia (quindi non per i segmenti gestiti da altre società concessionarie, nel caso di tratte in interconnessione, come per esempio l’A4 Torino-Trieste). La percentuale è calcolata sulla base di una tabella (di dominio pubblico) che tiene conto della lunghezza del percorso e privilegia quelli brevi, così da favorire i pendolari. A sostegno degli utenti sono disponibili una chat sul sito freeto-x.it e il numero verde 800.93.2000. Per far fronte all’iniziativa, Aspi ha previsto un budget quinquennale di 250 milioni di euro, che comprendono i 77 milioni già erogati per le riduzioni di pedaggio previste in zone particolarmente disagiate come l’area genovese.

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Vediamo ora qualche esempio di applicazione pratica del meccanismo del cashback di Aspi. I fattori che determinano il rimborso sono due: il ritardo accumulato dall’utente rispetto al tempo medio di percorrenza di una certa tratta e la lunghezza del percorso. Gli utenti hanno diritto a un rimborso di entità compresa tra il 25 e il 100% del pedaggio spettante ad Autostrade per l’Italia a partire da 15 minuti di ritardo. L’ammontare del rimborso tiene conto della lunghezza del viaggio: così, per esempio, per un tragitto fino a 29 km, si avrà diritto a un rimborso del 100% per ritardi compresi tra 15 e oltre 120 minuti; per un percorso fra 30 e 49 km, il rimborso per ritardi fra 15 e 29 minuti sarà del 75% del pedaggio e del 100% solo per ritardi superiori; e così via, fino a non aver diritto ad alcun rimborso se un ritardo fino a 29 minuti è accumulato in un viaggio di lunghezza superiore a 150 km. I casi più estremi riguardano i tragitti superiori ai 500 km: in questa ipotesi, si ha diritto a un rimborso del 25% soltanto per ritardi compresi tra 90 e 119 minuti e del 50% oltre i 120 minuti.

Le esclusioni. Il sistema del cashback non viene applicate sulle tratte soggette a pagamento del pedaggio con il cosiddetto sistema aperto, ovvero dove si paga un pedaggio standard alla barriera senza ritirare un biglietto: sono, quindi, esclusi dal meccanismo i tratti Roma Nord-Roma GRA, Milano Sud-Milano Tangenziali, Caserta Sud-Raccord A3, Milano-Varese, Lainate-Ponte Chiasso, Civitavecchia-Roma GRA e Napoli Est-Raccordo A1.

Quanto si ottiene? Vediamo ora un esempio relativo a un automobilista che incontra disagi nel suo viaggio da Milano Est a Verona Sud lungo l’autostrada A4 Torino-Trieste, la cui gestione è frammentata tra numerose società. Supponiamo che l’auto inizi il suo tragitto al casello Milano Est e arrivi a Verona Sud dopo aver percorso 158 km impiegando 2 ore e 21 minuti a causa della presenza di due cantieri che determinano un ritardo di 47 minuti sul tempo teorico di percorrenza calcolato da Aspi per questo viaggio, che è di un’ora e 34 minuti (alla media standard di 100 km/h). Il pedaggio complessivo per questa tratta è di 11,10 euro, dei quali però soltanto 6,71 finiscono nelle casse di Aspi, la cui competenza finisce a Brescia; all’utente spetterà quindi un rimborso pari al 50% di questa somma, ovvero 3,36 euro. Le “fasce” della tabella dei rimborsi di questo viaggio sono infatti quelle di un ritardo “significativo” (45-59 minuti) accumulato in un percorso compreso tra 150 e 249 km. La somma sarà caricata nel “borsellino” virtuale dell’app dell’utente, per essere rimborsata insieme ad eventuali altre accumulate nel frattempo a partire da gennaio 2022 sulla fattura Telepass dell’automobilista o sul suo conto corrente bancario.

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