Modificare il Codice della strada senza intervenire sul Codice della strada: sembra ormai questa la strada adottata dai nostri legislatori che, non riuscendo a mettere mano a una riforma organica della disciplina sulla circolazione stradale da ormai troppo tempo, approfittano di altri provvedimenti per introdurre innovazioni legislative di vario genere. Così, tra gli oltre 400 emendamenti al decreto Infrastrutture che le Commissioni Ambiente e Trasporti inizieranno a esaminare da domani, molti affrontano argomenti che, in teoria, dovrebbero essere regolati dal Codice.

Micromobilità
. Il tema della sicurezza della circolazione nelle città si è fatto scottante, a seguito del numero elevato d’incidenti che vedono coinvolti soprattutto gli utilizzatori di monopattini elettrici, di proprietà o a noleggio. Le ipotesi in discussione, com’è noto, riguardano l’introduzione dell’obbligo di assicurazione per i conducenti e di una targa analoga a quelli dei ciclomotori per i veicoli, nonché la possibilità d’individuazione, da parte dei Comuni, di aree di sosta definite, per evitare il caos cittadino determinato dall’abbandono dei monopattini noleggiati con i sistemi "free floating" in ogni angolo. In discussione ci sono pure l’estensione dell’obbligo di utilizzo del casco anche ai maggiorenni, già introdotta da qualche Comune con ordinanze di valore locale (peraltro contestate dalle società di noleggio dei veicoli) e la riduzione da 25 a 20 km/h del limite di velocità.

Di tutto, di più.
C’è, poi, una vasta congerie di proposte, che riguardano un po' di tutto, dall’improbabile innalzamento dei limiti di velocità su alcuni tratti autostradali (sui quali, in teoria, già oggi si potrebbe arrivare a 150 km/h, se le società di gestione applicassero gli articoli del Codice esistenti…) al divieto di fumare mentre si è al volante (oggi è in vigore se a bordo ci sono dei minori), dalla sparizione dalle città dei veicoli a trazione animale con servizio di piazza (le carrozzelle turistiche trainate da cavalli a Roma e Firenze, per esempio) a sanzioni più pesanti per chi getta oggetti dagli automezzi. Più rilevante sarebbe, invece, il forte inasprimento delle sanzioni previsto in caso di utilizzo di smartphone e affini (tablet, notebook e persino computer portatili) da parte di chi guida: oltre all’aumento della parte pecuniaria (da 167/661 euro a 422/1.697), verrebbe introdotta la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi, più la decurtazione di 5 punti (in caso di recidiva, i valori passerebbero a 644 e 2.588 euro, la sospensione durerebbe da 1 a 3 mesi e i punti decurtati diverrebbero 10). Ancora: altri emendamenti riguardano modifiche alla disciplina sull’utilizzo di auto con targa straniera, l’introduzione delle cinture di sicurezza sugli scuolabus e l’obbligo per tutte le forze di polizia di lasciare il preavviso di contravvenzione in caso di divieto di sosta (cosa che oggi avviene solo in alcune località), in modo da favorire il pagamento della sanzione in misura ridotta.