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Revisioni
Stangata per 15 milioni di automobilisti, ma 400 mila avranno un rimborso parziale

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Stangata per 15 milioni di automobilisti, ma 400 mila avranno un rimborso parziale
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A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’aumento di 9,95 euro + Iva (12,14 euro Iva compresa), della tariffa delle revisioni, il governo, bontà sua, ha approvato il decreto che disciplina il rimborso di 9,95 euro ai primi 402 mila automobilisti sui circa 15 milioni potenzialmente interessati che, a partire dall’1 novembre, sottoporranno il veicolo al controllo periodico stabilito dalla legge.

Un anno fa il blitz degli autoriparatori. Per capire di cosa si sta parlando bisogna fare un passo indietro. Poco meno di un anno fa, in occasione della discussione della legge di bilancio per il 2021, il parlamento, su pressione della lobby degli autoriparatori, entrò a gamba tesa sugli automobilisti stabilendo un aumento della tariffa delle revisioni effettuate nei centri privati. L’incremento fu fissato in 9,95 euro rispetto alla tariffa-base di 45 euro, che così passo a 54,95 euro, il 22% in più. L’impatto reale sui portafogli degli italiani, però, è pari a 12,14 euro, visto che alla tariffa-base bisogna aggiungere l’Iva; si pagano poi 10,20 euro di diritti motorizzazione e 1,78 euro per corrispettivo del servizio di versamento postale. In pratica, il costo complessivo dell’operazione passa, dall’1 novembre, da 66,88 euro a 79,02 euro.

Rimborso per pochissimi. L’incredibile e infelice decisione del parlamento, però, non entrò subito in vigore. Deputati e senatori, infatti, decisero di attenuare l’impatto di questa sciagurata misura prevedendo un parziale rimborso dell’aumento appena deciso. Si fissò questo rimborso in 9,95 euro, ma per questa operazione il parlamento stanziò appena 4 milioni di euro all’anno per tre anni. Una cifra irrisoria che, a conti fatti, avrebbe riguardato appena 402 mila persone rispetto ai circa 15-16 milioni che ogni anno portano il proprio mezzo al controllo periodico.

L’aumento parte l’1 novembre. Non solo: siccome il rimborso, evidentemente, non poteva avvenire per contanti in sede di revisione, nei mesi scorsi il ministero delle Infrastrutture ha dovuto dapprima scrivere le norme che avrebbero dovuto disciplinare questo rimborso e poi mettere a punto il relativo sistema informatico. Ecco perché l’aumento della tariffa, e il relativo rimborso, entrano in vigore solo l’1 novembre.

Bonus una tantum e per un solo veicolo. Ma vediamo nel dettaglio come funzionerà. La prima cosa da dire è che, anche se il sistema dei rimborsi durerà tre anni, il contributo potrà essere chiesto, dal proprietario, per un solo veicolo e per una sola volta. Insomma, se si prende il bonus adesso su un’auto non si potrà chiederlo tra due anni sullo stesso mezzo. Non solo, se una persona ha più di un veicolo potrà chiederlo, in ogni caso, una sola volta.

Chi prima arriva… La seconda cosa da sapere è che il contributo sarà inevitabilmente assegnato ai primi 402 mila cittadini che ne faranno richiesta. Il fondo di 4 milioni, infatti, è a esaurimento e chi prima arriva si aggiudica lo sconto.

Piattaforma attiva entro il 21 dicembre. Il bonus, poi, potrà essere prenotato solo quando sarà attivata la specifica piattaforma informatica "Buono veicoli sicuri", accessibile direttamente oppure attraverso il sito del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Quando sarà attivata questa piattaforma? Non si sa. O meglio, si sa che dovrà essere messa a disposizione dell’utenza entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, cioè entro il 21 dicembre.

Ecco come chiedere il bonus. Il sistema sarà analogo al cosiddetto Bonus seggiolini, varato un anno e mezzo fa dallo stesso ministero delle Infrastrutture e solo parzialmente sfruttato. In pratica, quando la piattaforma sarà attivata bisognerà registrarsi con lo Spid oppure con la carta d’identità elettronica (Cie) o con la carta nazionale dei servizi (Cns) e compilare una specifica istanza informatica di rimborso. Bisognerà indicare il numero di targa del veicolo (intestato al richiedente) che è stato sottoposto a revisione, il codice Iban del conto corrente bancario su cui dovranno essere accreditati i 9,95 euro e un indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni connesse all'erogazione del rimborso. Se il richiedente avrà effettivamente diritto al rimborso e sarà tra i primi 402 mila ad averlo preteso, i 9,95 euro saranno accreditati direttamente sul conto corrente indicato.

COMMENTI

  • Solita presa in giro prima paghi poi, forse, ti restituisco qualcosa. Meglio lasciar perdere. che poi la revisione sia la solita storiella, in questo caso la sicurezza, per prenderti soldi, è caso noto a tutti
  • Che Bel Paese quello in cui prima si paga e poi si può ricevere un rimborso (ovviamente "IVA esclusa"). E che grande sforzo di giustizia è rimborsare solo chi fa domanda, magari arrivando tra i primi solo perché la sua connessione internet e lo spid funzionano senza intoppi
  • Dove si dimostra che la revisione periodica degli autoveicoli non è per salvaguardare la sicurezza stradale , ma ben si per spremere sempre di più gli automobilisti . E ... non servono altri commenti ....!
  • E vogliamo parlare di quante auto con targa illegibile si vedono in circolazione ? La revisione non prevede anche questo controllo ?
  • Sempre sulle auto bisogna andare a prendere i soldi. Iva al 22%, quindi maggiori introiti, oltre che per quelli che controllano la revisione. Purtroppo però, in giro ci sono moltissimi autoveicoli, furgoncini ed auto, che solo al guardarli ci si chiede come abbiano potuto superare la revisione. Eppure circolano indisturbati, facendo grandi fumate nere o viaggiando di notte senza illuminazione posteriore - troppi veicoli - o con un faro solo funzionante. Ma non succede nulla, nessuno li controlla.