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Incentivi
In parlamento si lavora a un rifinanziamento dei bonus

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In parlamento si lavora a un rifinanziamento dei bonus
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Il parlamento tenta nuovamente di rifinanziare gli incentivi. Nei giorni scorsi sono stati presentati alcuni emendamenti ad hoc al cosiddetto decreto fiscale, in discussione nelle commissioni finanze e lavoro del Senato, il provvedimento con cui, il 15 ottobre scorso, lo stesso governo iniettò nel mondo automotive l'ennesima dose da 100 milioni, peraltro esaurita in pochissimo tempo. In assenza di una strategia chiara e di ampio respiro da parte del governo (nel disegno di legge bilancio non c’è nulla, a parte l’istituzione di un generico "fondo clima" con una dote da 800 milioni di euro all’anno) il parlamento sembra voler proseguire sulla strada dei bonus stop & go che tanto hanno disorientato il mercato e che quasi certamente hanno provocato forme di accaparramento dei contributi statali, quantomeno quelli non vincolati alla rottamazione, da parte delle concessionarie. E allora vediamo nel dettaglio cosa bolle in pentola a Palazzo Madama.

Iniezione di 450 milioni nel 2021 e 800 nel 2022. Un primo emendamento proviene dalle fila di Fratelli d’Italia e prevede un rifinanziamento di 450 milioni per il 2021 e di 800 milioni "a decorrere dal 2022" delle risorse stanziate a fine luglio con la conversione in legge del cosiddetto decreto rilancio. Peccato che l’emendamento non specifichi come questi soldi debbano essere ripartiti tra i vari fondi, ossia i due sulle auto nuove (0-60 e 61-135 g/km) e quello sulle vetture usate Euro 6. Improbabile che possa andare avanti una formulazione così approssimativa e sostanzialmente estranea al provvedimento in discussione.

Rifinanziamento di 400 milioni. Dalle fila della Lega, invece, arriva la proposta di innalzare da 100 a 500 milioni il rifinanziamento già contenuto nel decreto fiscale entrato in vigore il 22 ottobre e rapidamente esaurito. In pratica, sulla fascia 0-60 g/km di CO2 i fondi passerebbero da 65 a 119 milioni, sui veicoli commerciali salirebbero da 20 a 158, sulle auto ibride e con motore termico nella fascia 61-135 aumenterebbero da 10 a 64 e, infine, quelli sulle auto usate Euro 6 aumenterebbero da 5 a 59. Gli ultimi 100 milioni finirebbero ai mezzi agricoli.

Fondi extra per 50 milioni. Sempre dalla Lega arriva una proposta meno impattante sulle finanze pubbliche che prevede un rifinanziamento di 50 milioni, di cui 10 sulla fascia 0-60 g/km di CO2, 20 sui veicoli commerciali, 10 sulla fascia 61-135 e 10 sulle auto usate.

Bonus trasformazione a gas. Dalle fila di Fratelli d’Italia e Italia Viva arriva invece la proposta di destinare 5 milioni di euro dei 10 che il decreto aveva destinato alla fascia 61-135 per incentivare la trasformazione a Gpl o metano delle auto Euro 5 ed Euro 6. Il bonus ammonterebbe a 300 euro ad auto e, quindi, basterebbe per circa 167 mila vetture. Peccato che quei 10 milioni da cui bisognerebbe scorporare questo fondo siano già esauriti. Proposta non realizzabile con questa formulazione.

Contributo al retrofit elettrico. Il Movimento 5 Stelle, invece, tenta di recuperare l’incentivo alla trasformazione elettrica di vecchie auto termiche, introdotto, per il 2020 e per il 2021, con il decreto rilancio nel 2020 ma non attuabile per una formulazione errata. Il provvedimento, recentemente corretto in sede di conversione del decreto infrastrutture, non è ancora operativo per mancanza del provvedimento attuativo.

Più tempo per targare le macchine. Infine, dal Pd arriva la proposta di estendere ulteriormente, in un momento storico in cui i tempi di consegna delle auto nuove si stanno allungando sensibilmente a causa della crisi dei microchip, i termini per l’immatricolazione delle macchine acquistate con gli incentivi. Il governo su questo fronte era già intervenuto con il decreto infrastrutture, entrato in vigore all’inizio di settembre, che aveva confermato la data del 31 dicembre solo per le auto acquistate fino al 30 giugno e aveva spostato al 30 giugno 2022 il termine per i contributi prenotati a partire dall’1 luglio. Con questa proposta di modifica i due termini slitterebbero ancora, rispettivamente al 30 giugno e al 31 dicembre 2022.

COMMENTI

  • Io volevo prendere una macchina e aspetterò a capire se entranno in gioco altri bonus
  • Che confusione, si distrugge il mercato in questo modo