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Green pass, sì o no? Ecco cosa cambia per gli automobilisti

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Con il decreto firmato il 21 gennaio dal premier Draghi, sono cambiate le regole per alcuni settori di interesse per gli autiomobilisti. Vediamo, quindi, in quali locali non è necessario esibire alcun tipo di green pass e quando scatta l’obbligo generalizzato della certificazione verde di base.

Carburante. Nell’allegato A al nuovo Dpcm, che completa le disposizioni previste dal decreto legge n. 1 dello scorso 7 gennaio, è menzionato il “commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati” tra le attività essenziali. Le pompe di benzina e i distributori di Gpl e metano per auto sono, quindi, liberamente accessibili senza green pass. In assenza d’indicazione contraria, la norma lascerebbe peraltro presuppore la possibilità per i soggetti privi di certificato verde di pagare il carburante erogato anche all’interno di un locale al chiuso, come avviene spesso nei distributori self-service con pagamento alla cassa successivo all’erogazione del carburante.

Le aree di servizio. In via generale, non è necessaria la certificazione verde nemmeno per accedere alle attività di “commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande […], escluso in ogni caso il consumo sul posto”. Chi è privo di green pass può quindi accedere ai locali dei vari minimarket di superstrade e autostrade, ma non usufruire al loro interno dei servizi di caffetteria e ristorazione: in tali locali, è necessario il Green Pass rafforzato (cioè quello ottenibile a seguito di vaccinazione o guarigione dal Covid-19) per consumare cibo e bevande.

Negli showroom. Chi desidera invece visitare una concessionaria, magari per semplice curiosità o per uno specifico preventivo, deve al contrario munirsi di certificazione verde di base. Se non è vaccinato o non è in regola con i richiami, quindi, si deve sottoporre a un test antigenico rapido o molecolare, non oltre, rispettivamente, le 48 o le 72 ore antecedenti: come prevedibile, il nuovo Dpcm non annovera la vendita di auto tra le attività essenziali, esentate dalla certificazione.  

I ricambisti. Anche per accedere alle attività di vendita di autoricambi è necessario esibire il green pass base. Chi ne è privo deve probabilmente ripiegare sulle piattaforme di vendita online, o acquistare il prodotto desiderato in un supermercato. Quest’ultima ipotesi sembrava inizialmente non consentita, poiché il Dpcm parla di accesso a tali locali solo per "esigenze alimentari e di prima necessità", ma nelle Faq del portale governativo si apprende che "l’accesso ai predetti esercizi commerciali consente l’acquisto di qualsiasi tipo di merce, anche se non legata al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie individuate dal citato decreto". 

Il pagamento del bollo. Come già previsto dal d.l. del 7 gennaio non sarà possibile accedere alle banche e agli uffici postali se non muniti di certificazione verde di base e l’ultimo Dpcm, tra le attività commerciali esentate da tale onere per i propri clienti, non annovera le tabaccherie. Per questo, l’automobilista non in regola con la vaccinazione che vuole pagare il bollo auto o le multe in tali locali deve in precedenza sottoporsi a un test antigenico rapido o molecolare.

Pratiche auto. Lo stesso vale per chi vuole usufruire dei servizi delle agenzie di pratiche auto, tra cui lo stesso pagamento del bollo, come conferma Giuseppe Guarino, segretario nazionale Studi di consulenza automobilistica dell’Unasca. Del resto, se il decreto legge del 7 gennaio impone la certificazione verde per accedere agli uffici pubblici, quindi anche ai locali della Motorizzazione Civile, “le agenzie di pratiche auto, che offrono gli stessi servizi, verificheranno il green pass dei clienti”.      

L’incognita delle assicurazioni. Dubbi, infine, permangono in merito alla possibilità di accedere alle agenzie di assicurazione, magari per sottoscrivere o rinnovare una polizza Rc auto, senza disporre della certificazione verde: non essendo la categoria esplicitamente richiamata dal decreto legge, sembrerebbe che tali locali siano accessibili anche a coloro che risultano sprovvisti del green pass. Per eliminare ogni incertezza, Claudio Demozzi, presidente del Sindacato nazionale degli agenti di assicurazione (Sna), ha chiesto chiarimenti agli enti competenza, cioè al ministero della Salute e a quello dello Sviluppo economico. Finora, però, nessuna risposta è ancora arrivata.

COMMENTI

  • L'avevo immaginato. Per questo ho fatto tutto prima, poi occorre notare che gli agenti assicurativi non sono "uffici aperti al pubblico" ai sensi delle norme del CC, quindi non sono "regolamentabili". Ed sull' "ufficio aperto al pubblico" occorre partire dal "concetto di professione" come riportato nel CC, passando per le norme urbanistiche/sanitarie, e relative sentenze di tutti i gradi. Quindi al solito questi ultimi governi fanno decreti che si scontrano non le norme ordinarie e la giurisprudenza dimostrando l'impreparazione giuridica che li contraddistingue
  • Ok per il salone/concessionario ma anche per fare un semplice tagliando, quindi accedere in officina, serve il Green Pass (base ovviamente)?