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Sensori e telecamere in auto, l’esame di guida si svolgerà da remoto

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L’esigenza nasce da una mera considerazione pratica: la necessità di rispondere alla gravissima crisi di personale che da una decina d’anni affligge la Motorizzazione civile e che, a quanto pare, non si risolverà né a breve, né a medio termine. Dopo l’ennesima “pezza”, ossia la decisione di richiamare in servizio gli esaminatori di guida che sono andati in pensione nell’ultimo biennio, adesso il ministero guidato da Enrico Giovannini sembra intenzionato a voltare definitivamente pagina e a imboccare, coerentemente con lo spirito del tempo, la pista hi-tech. Anche negli esami di guida che, se tutto andrà come auspicano al dicastero di piazza di Porta Pia, potrebbero svolgersi da remoto. Lo ha annunciato lo stesso Giovannini nel corso di un’audizione in commissione Trasporti alla Camera: “Stiamo lavorando all’ipotesi di fare gli esami pratici attraverso un collegamento a distanza”.

Studio di fattibilità. Una boutade? Mica tanto, perché di questa ipotesi si sta parlando anche a livello europeo. E in Italia lo studio di fattibilità è in fase piuttosto avanzata. A quanto risulta a Quattroruote, per sostenere gli esami da remoto le autoscuole o i consorzi di autoscuole dovranno dotarsi di veicoli appositamente attrezzati con telecamere, microfoni, altoparlanti, sensori (anche sui doppi comandi) e di possibilità di collegamento remoto con la postazione dell’esaminatore. Che su un monitor, anche grazie a uno specifico software, potrà disporre in tempo reale di tutte le informazioni utili e necessarie per valutare la preparazione del candidato e la correttezza dell’esame. Quindi non solo immagini dell’interno e dell’esterno vettura, sulla quale, come adesso, oltre al candidato prenderà posto anche l’istruttore dell’autoscuola, ma anche ripetizione della segnaletica presente sul tratto di strada percorso dall’auto - con segnalazione automatica del suo mancato rispetto - e di tutti i dati trasmessi dalla vettura e dai sensori installati a bordo (velocità, accelerazione, frenata, utilizzo delle luci, degli indicatori di direzione, delle cinture di sicurezza eccetera).

Esame registrato. Non solo. Hardware e software permetteranno all’esaminatore, prima della prova, di riconoscere l’identità del candidato attraverso un sistema di riconoscimento facciale, di precaricare automaticamente sul verbale d’esame i dati anagrafici del candidato e di preselezionare il percorso che l'aspirante patentato dovrà percorrere in base alle caratteristiche delle strade e di possibili eventi che rendano necessario l’utilizzo di vie alternative rispetto a quelle inizialmente preventivate. Al termine della prova l’esaminatore potrà anche rivedere, ove necessario, parti dell’esame, che sarà interamente videoregistrato (e quindi a prova di contestazioni, più di quanto accede adesso). Inoltre, sarà disponibile una reportistica sintetica: l'esaminatore potrà sapere, per esempio, il numero di segnali stradali non rispettati, gli errori commessi e avere accesso a tutti i dati di guida.

Più esami e costi inferiori. Tutto ciò, inoltre, permetterà di massimizzare il numero di esami in relazione al numero di esaminatori disponibili, che non dovranno più spostarsi fisicamente da una provincia all’altra, come accade adesso. Tra l’altro, tutto ciò consentirà all’amministrazione di risparmiare un bel po' di soldi. Non si sa, invece, quando tutto ciò si realizzerà: come detto, al ministero delle Infrastrutture si sta lavorando allo studio di fattibilità. Ed è facile immaginare che prima di mettere su strada l’esame hi-tech occorrerà ancora qualche anno: il tempo necessario a scrivere norme specifiche e, successivamente, a svolgere un’adeguata sperimentazione. ma la strada, è il caso di dirlo, è tracciata.

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