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Seat Minimò
Una micro concept elettrica per il car sharing del futuro

Seat Minimò
Una micro concept elettrica per il car sharing del futuro
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Un’elettrica per gli spostamenti di tutti i giorni, anzi per la cosiddetta “micromobilità cittadina”: è la piccola Seat Minimò, concept biposto che prefigura la strategia della Casa di Martorell per le metropoli. Presentato oggi al Mobile World Congress dal presidente Luca De Meo, il veicolo è stato espressamente studiato per il car sharing del futuro: adotterà un sistema di guida autonoma di livello 4 (per muoversi da solo quando non ci saranno clienti a bordo) e una tecnologia di battery swap che permetterà di sostituire al volo o quasi la batteria.

A spasso per la città. Dopo il kickscooter eXS creato in collaborazione con la Segway (in vendita da novembre), la Minimò rappresenta un ulteriore passo per andare incontro alle esigenze di chi deve muoversi nel traffico con cadenza quotidiana. La vettura ha due posti (c'è spazio anche per una piccola valigia), è lunga 2,5 metri, larga 1,24 e occupa una superficie di circa tre metri quadrati: quanto basta per parcheggiare negli spazi riservati alle moto. La Minimò è dotata di un sistema di illuminazione a Led (anche per i fari anteriori, disposti secondo uno schema triangolare ripreso da altri elementi, per esempio i cerchi, gli specchietti retrovisori e i gruppi ottici posteriori) ed è caratterizzata dalle porte con apertura a serramanico. All’interno, il quadro strumenti è stato sostituito da un display touch: buona parte dello schermo è occupato dalla mappa di navigazione, mentre gli indicatori della velocità e dello stato della batteria si trovano più in basso. Per l'interazione col guidatore, il sistema adotta Google Assistant.

Batterie estraibili. La Minimò ha un'autonomia di circa cento chilometri, ma la batteria (composta da quattro moduli da 2,4 kWh ciascuno, sviluppati con la Bosch) potrà essere cambiata “on the fly” per evitare le attese della ricarica: ogni elemento si estrae dal basso e pesa meno di 15 chili. In più, quando la tecnologia autonoma sarà sufficientemente affidabile e sviluppata, la Minimò “viaggerà in continuazione per la città, a bassa velocità, per fermarsi dove c'è richiesta”. Utilizzando una chiave digitale, il veicolo sarà anche in grado di riconoscere l'utente, la sua età e di limitare automaticamente alcuni parametri per rispondere al codice della strada locale.

Pronta per la produzione. Come detto, la vettura è una concept, ma la Seat dispone già di un'azienda dedicata al car sharing, Respiro, e non esclude di poter offrire la microcar a partner e ad altre realtà commerciali. “La Minimò è un prodotto riproducibile a tutti gli effetti, si può fare subito - ha specificato De Meo parlando con i giornalisti - Costa meno della metà dei prodotti attualmente impiegati nel car sharing e anche il costo per chilometro a carico dell'utente è inferiore alla metà della media di mercato”. I primi contatti per un'implementazione commerciale dell'elettrica potrebbero già avvenire durante il Salone di Ginevra, a conferma di un cambio di passo evidente: “Come Seat, ci stiamo specializzando nei temi della micromobilità e negli spostamenti sotto i dieci chilometri - ha sottolineato il top manager - La concept è un prodotto riproducibile a tutti gli effetti, si può fare subito”.

Bus on demand e car pooling. Minimò, però, è solo uno dei progetti dedicati alla mobilità urbana. Come è noto, la Seat lavora sul tema anche con le aziende controllate Xmoba e Metropolis:Lab: quest’ultima, in particolare, si dedica allo sviluppo di sistemi infotainment connessi con l’infrastruttura di Barcellona e all’integrazione delle Seat nel tessuto urbano. Proprio nella città catalana, la Casa ha presentato la seconda fase del progetto Bus On Demand (un servizio pubblico dinamico basato sulla richiesta in tempo reale degli utenti) e un ride sharing-car pooling dedicato a chi vuole condividere il tragitto casa-lavoro con altre persone. Entrambe le sperimentazioni verranno avviate a breve. “La mobilità sta cambiando e con essa il nostro ruolo di produttore e fornitore - ha chiarito De Meo - Dobbiamo essere in grado di gestire e offrire nuove piattaforme, protagoniste delle città del futuro”. Anche per questo, la Casa ha avviato la ricerca di un centinaio di tecnici ed informatici che si occuperanno di sviluppare software: la nuova divisione sarà operativa entro un anno.

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Il 5G migliora la sicurezza. A Barcellona, la Minimò si affianca a una nuova versione del prototipo Cristobal, basato su un'Ateca di serie ed equipaggiato con un'antenna 5G (la rete cellulare protagonista del Mobile World Congress, assieme agli schermi Oled curvi che vedremo presto su molte plance e tunnel centrali). Nota anche come “5G Connected Car”, la vettura traccia la rotta della nuova tecnologia in ambito automotive (la velocità dello scambio dati, lo ricordiamo, è trenta volte quella del 4G LTE) e dei nuovi sistemi di assistenza alla guida. Del tutto simile all’Ateca iperconnessa presentata a novembre durante lo Smart City Expo World Congress, la concept è stata sviluppata in collaborazione con Telefónica ed è in grado di comunicare con le altre auto e le infrastrutture cittadine, tutte collegate a un server di test: nella mia prova, effettuata in un percorso aperto al traffico, l'Ateca ha “dialogato” con un semaforo dotato di una telecamera e di un sensore termico per anticipare l'attraversamento di pedoni e ciclisti, o per individuare la presenza di ostacoli poco visibili (un'altra Ateca ferma a bordo strada subito dopo un incrocio). Il sistema migliora la sicurezza, visto che tutti gli avvisi vengono visualizzati sul quadro strumenti molto prima delle svolte o delle immissioni: per vedere le prime applicazioni reali, però, sarà necessario attendere almeno due o tre anni, quando le città si doteranno della necessaria tecnologia.

La strategia elettrica. A Barcellona, infine, de Meo si è brevemente soffermato sulla roadmap dell’elettrificazione Seat, confermando le informazioni divulgate finora: a fine anno debutterà la variante ibrida plug-in della Tarraco, mentre resta fissato al 2020 il lancio dell’hatchback a emissioni zero che adotterà la piattaforma modulare Meb, condivisa con gli altri brand del Gruppo Volkswagen.

COMMENTI

  • Come aborto con le ruote, non bastava la Twizy senza fare una fotocopia?
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  • Io preferisco comprarmi o un mulo o un cavallo al posto di questi obbrobrio ed è preferibile un Ape Piaggio: almeno lì c'è il cassone dove mettere la spesa. Mah
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  • Rivoluzionaria (è simile alla Twizy, sul mercato da anni), guida autonoma di livello 4 (che non offre neanche la Tesla, che vive di queste cose), che corre anche senza conducente (peccato che la legge lo vieta). Quando si dice promettere un prodotto concreto pronto per la produzione.. limitarsi a dire che è solo un prototipo, no vero?
  • Un clone della Renault Twizy (un mezzo flop commerciale va detto), guida assistita a parte, che però in Renault possono sempre integrare prossimamente...
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