Concept

Audi Grand Sphere
La concept che spiana la strada all’A8 raccontata da chi l’ha fatta

Audi Grand Sphere
La concept che spiana la strada all’A8 raccontata da chi l’ha fatta
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Si chiama Grand Sphere, prefigura la top di gamma Audi nel 2025 e, se ora possiamo soltanto intravvederla, si svelerà in tutta la sua gloria al Salone di Monaco in settembre, parte di un terzetto di concept car che rappresentano il manifesto del corso del design della marca dei Quattro anelli nella nuova era elettrica, ultra-connessa e a guida semiautonoma. Le altre due si chiamano Urban Sphere (il nome dice tutto sulla sua vocazione), che sarà presentata nel 2022, e Sky Sphere, che potrebbe avere le forme di una coupé e verrà mostrata ancora prima, al concorso d’eleganza di Pebble Beach, California, in agosto. Insomma, a Ingolstadt sono pronti al grande salto verso una nuova fase della loro storia, in cui le architetture a batteria non sono più l’eccezione, ma la nuova normalità. Ed è una rivoluzione che la squadra di matite guidata da Marc Lichte saluta con entusiasmo, perché significa più libertà creativa.

Audi TechTalk Design

Il sogno del designer. "Per chi si occupa di dar vita alle forme della carrozzeria", afferma Philippe Römers, direttore dello stile degli esterni, "le proporzioni sono tutto e l’architettura elettrica, priva del vincolo dell’ingombro del propulsore termico e della trasmissione, ti regala le proporzioni migliori". "Puoi spingere le ruote alle estremità, ruote grandi, e avere sbalzi cortissimi", aggiunge il suo capo, Marc Lichte. E ciò naturalmente libera tanto spazio a bordo e "consente un cambio di paradigma, con la possibilità di disegnare l’auto da dentro verso fuori", chiosa Norbert Weber, che, lo avete già capito, dirige il design degli interni.

La vita nella sfera. "Fino ad oggi il centro dell’attenzione nell’interior design è stato il guidatore", approfondisce il concetto Lichte, "e tutto ruotava attorno all’idea di metterlo nelle condizioni migliori per svolgere il suo compito: condurre l’auto. Ora, con l’avvento della guida via via più automatizzata, si aprono prospettive nuove per ripensare l’abitacolo, che può diventare, assieme alla casa e al luogo di lavoro, il tuo terzo spazio vitale. In una parola, una lounge. Ora puoi pensare a come utilizzare il tempo che guadagni quando non guidi, a come rilassarti in macchina, a come lavorare in macchina…". Le tre concept sono tutte mirate a esplorare questo aspetto della vita a bordo, che viene appunto riassunto nella parola Sphere, sfera, che già in sé allude alla bolla abitativa, all’archetipo di tutti i futuri abitacoli, con le inevitabili suggestioni di riferimenti filosofici alla perfezione che, dal mondo greco in avanti, è sempre stata attribuita ai corpi sferici.

Audi at the CES Las Vegas 2019

La concept Audi Aicon presentata nel 2017: la nuova Grand Sphere ne evolve alcuni concetti, prendendone al contempo le distanze dal punto di vista dei sistemi di assistenza alla guida.

Un po’ Aicon, un po’ no. La Grand Sphere riprende parte dei concetti espressi dalla concept Aicon del 2017, ma allo stesso tempo ne prende le distanze. "Entrambe hanno l’impronta a terra più o meno di un’ammiraglia: categoria A8, per intenderci", osserva Philippe Römers, "ed entrambe esplorano l’idea di un’auto a guida autonoma, ma mentre l’Aicon prevedeva un livello 5 della scala Sae, cioè la guida senza conducente, la Grand Sphere nasce per il livello 4, nel quale l’auto è in grado di svolgere autonomamente tutte le funzioni di guida, ma il pilota può sempre prendere il controllo del mezzo e tornare a guidare in prima persona".

La serie è più vicina. Chiaro che queste differenze siano ben visibili anche dal punto di vista architetturale. Lo spiega lo stesso designer: "Il montante A sulla Aicon era avanzato, molto lontano dai sedili anteriori, e il cofano era relativamente corto. Sulla Grand Sphere il cofano si allunga un po’ e il montante anteriore si avvicina un po’ al posto guida, per consentire la visuale su una porzione più ampia del parabrezza e negli angoli". Ma forse la differenza più grande è che la Grand Sphere, pur essendo una pura concept car, è assai più concreta, nelle soluzioni e nello stile, preludendo più direttamente a un modello di serie. Ne sentiremo presto parlare.

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