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Aiways U6ion
Vuol fare la sportiva

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Inizia da Anversa, non a caso uno dei principali porti europei per le mercanzie cinesi, da sempre, il roadshow europeo della Aiways U6ion. Ancora formalmente una concept car, per il marchio nato nel 2017 come “fornitore di mobilità personale” (con sede a Shanghai), si tratta di una vera e propria anticipazione del suo secondo modello dopo la U5. Ora è destinata a un tour tra il Belgio e altri otto Paesi europei (in Italia a maggio, ma anche in Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Francia, Danimarca e Svezia). La U6 definitiva arriverà subito dopo l’estate: la produzione di fatto è già pronta a iniziare nello stabilimento di Shangrao (non è un errore, la città esiste davvero, nella provincia dello Jiangxi, in Cina). A differenza della U5, Suv familiare che ha ottenuto un discreto successo in Germania e nel Nord Europa (circa 3.000 immatricolazioni nel 2021), e solo di recente è stata introdotta in Italia, la U6, come si intuisce dalla concept, punterà su una forte personalità da coupé, con una carrozzeria dalle linee più aggressive, sportive e muscolose. La curvatura del tetto in stile fastback, inoltre, integra una superficie con un’ampia vetratura che termina con un montante C dalle linee affilate. I fari a Led includono le luci di posizione e gli indicatori di direzione e al di sotto si trovano prese d'aria per il flusso di raffreddamento verso l'impianto frenante.

Dalla cloche al drone. L'abitacolo riprende lo stile sportivo degli esterni, ma va detto subito che molti dei dettagli non si ritroveranno sulla U6 di produzione. Non il volante a U, di gusto aeronautico, come neppure la grande leva sul tunnel centrale, che ricorda una cloche o l’acceleratore di un motoscafo. Per quanto riguarda la corona, sarà probabilmente più simile a quella della U5, sportiveggiante grazie alla parte alta squadrata, che comunque ci sarà. Dietro al volante si trova un quadro strumenti configurabile da 7 pollici, mentre il sistema multimediale dispone di un mega schermo touch (da 14,6”) al centro della plancia. Nella parte alta non manca un "piccolo robot", un'interfaccia vocale utilizzabile per controllare le funzioni della vettura e quelle di infotainment. Le maniglie "a laccetto" in stile racing completano i quattro sedili sportivi integrati, ma anche queste sono caratterizzazioni tipicamente “concept”. Le porte laterali, infine, possono essere personalizzate con pannelli retroilluminati, mentre (idea non del tutto nuova, vedi Skoda, per non citare la Rolls…) nelle porte sono integrati anche degli ombrelli ripiegabili. Pensando alle nuove esigenze dei clienti dei diversi mercati, sono stati progettati originali vani di stivaggio: per un monopattino elettrico, nel bagagliaio, o addirittura per un piccolo drone e il relativo telecomando, tra i sedili dei passeggeri posteriori.

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Le caratteristiche. La Aiways U6ion, e così la U6 che ne deriverà, è lunga 473 cm, con un passo di 279 cm che consente una ottima abitabilità. Le dimensioni, insomma, a parte l’altezza, di 164 cm, sono quelle della U5. Con quest’ultima, in effetti, la U6 condividerà anche il powertrain, con aggiornamenti nell’integrazione motore-riduttore. In ogni caso, si ritroverà il propulsore da 160 kW - 204 CV di potenza, alimentato da una batteria da 63 kWh. A questa, però, si dovrebbe affiancare un taglio  più prestazionale, da 72 kWh. L’autonomia, per le due versioni, sarà indicativamente di 500 e 580 km, ma nel ciclo Wltp si prevede un range prudenziale di circa 450 km. Buone le prestazioni: lo 0-100 “promesso” è inferiore ai sette secondi. E in effetti, come ribadito da Alexander Klose (executive vice president of overseas operations), che dirige le operazioni europee di Aiways dal quartier generale di Monaco di Baviera, la U6 si proporrà più come “sporty car”, dalla guida divertente. Una cosa comunque è chiara: non rimpiazzerà la U5 (modello, tra l’altro, protagonista di una serie di test drive, lo scorso novembre).

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Radar raddoppiati, trazione (per ora) no. Fra gli Adas, accanto al sistema di frenata automatica d'emergenza, al monitoraggio dell'angolo cieco e al riconoscimento dei segnali stradali, sono presenti anche l'Automatic queuing per la guida nel traffico, il cruise control adattivo e il sistema di parcheggio automatico. Rispetto alla U5, raddoppiano i radar anteriori, da due a quattro, per migliorare le prestazioni nella guida assistita, di livello 2. Infine, come sulla U5, la trazione resta soltanto anteriore. Ipotesi 4x4 in futuro? “Il nostro logo rappresenta le quattro ruote dell’auto, con la batteria al centro”, spiega Klose. Ma nel disegno, due sono collegate, le altre due no… “Nel caso, dovremo fare una piccola modifica al logo”. Ma per ora non è previsto.

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