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IED e Alpine
A4810 Project: prove tecniche di una supercar a idrogeno

IED e Alpine
A4810 Project: prove tecniche di una supercar a idrogeno
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La missione affidata si potrebbe sintetizzare così: creare una vettura capace di coniugare nuovi stilemi di sportività e tecnologie "green" di ultima generazione (leggasi idrogeno) con la tradizione del marchio che porta (cioè Alpine). Tutto ciò proiettato piuttosto in là nel tempo, al 2035. Basterebbe questo per definire la A4810 Project svelata oggi alle Officine Grandi Riparazioni di Torino un’opera complessa, ma c’è di più. Per i 28 studenti del Master in Transportation Design dello Ied di Torino che l’hanno realizzata, sotto la guida dei loro coordinatori di tesi e dei designer Alpine Antony Villain (direttore) e Raphael Linari (capo designer), la supercar (o hyper, viste le forme?) rappresenta anche la prima concept realizzata dalla A alla Z, cioè dal bozzetto fino al prototipo a grandezza naturale.

Alpine A4810 Project by IED: il making of della concept

Segni particolari. Ne è uscita una biposto che difficilmente passerebbe inosservata nella cornice di un motor show. Non solo per le dimensioni, che sono importanti: questa supercar è lunga 5,09 metri, larga 2,01mm, alta 1,05, con un interasse 2,71 metri. A catturare l’occhio sono, per esempio, i giochi tra spazi vuoti e pieni, ispirati dall’aerodinamica delle monoposto di Formula 1, attraverso i quali, spiando dalle fiancate, si scorgono i budelli in cui vanno a incanalarsi i flussi d’aria. La scultura delle superfici la fa da padrona, ma emergono anche altri temi, come i contrasti tra i vari componenti (alcuni di fibra di carbonio), per evidenziare le loro funzioni, e la doppia colorazione che alterna elementi neri opachi al dominante blu Alpine.

Abitacolo in 3D. Gli interni sono stati realizzati digitalmente attraverso modelli 3D, rendering, animazioni per completare il concept di un’avveniristica berlinetta che, sulla carta, si muoverebbe con un powertrain a idrogeno: un aspetto sul quale non sono stati riferiti dettagli, essendo la vettura, essenzialmente, un progetto di design. Un progetto, però, con tutti i crismi di una vera concept, sviluppato con partner tecnici come OZ Racing e Pirelli e “vidimato” da Laurent Rossi, ceo di Alpine, che ha partecipato alla selezione delle proposte nate dal brief conferito agli studenti, nonché all’approvazione di alcune parti che hanno determinato la configurazione finale della A4810 Project by IED.

2022-alpine-A4810-project-by-ied-23

Perché si chiama così. Singolare, tra l’altro, il nome scelto per questo prototipo. Il numero “4810” ha infatti un significato preciso, e si riferisce all’altezza in metri del Monte Bianco, la vetta più alta delle Alpi, le quali non rappresentano solo il trait d’union tra Italia e Francia (e quindi tra, idealmente, lo Ied e l’Alpine), ma si simboleggiano anche le origini del marchio sportivo francese, che deve il suo nome a quelle montagne e al piacere di guidare lungo i tornanti che le attraversano.

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