Ponte Morandi Il ministro punta su dimissioni e nazionalizzazione

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"Come si può pensare che i vertici di un’azienda che non è stata in grado di evitare una strage, facendo ciò che era obbligata per contratto a fare, cioè la manutenzione, possano rimanere al proprio posto?". Non ha dubbi, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che in una intervista al Corriere della Sera torna a chiedere le dimissioni dei vertici di Autostrade, mentre la società, al contrario, propone di costruire un ponte di acciaio al posto del Morandi, nel giro di otto mesi. Secondo il ministro, sebbene Autostrade sia una società privata, la richiesta di dimissioni sarebbe "legittima e assolutamente doverosa". E, in ogni caso, precisa che "la procedura di ritiro della concessione è già avviata". Sottolineando che comunque la ricostruzione del ponte rimane un obbligo in capo al concessionario. Sull’eventualità che sia lo Stato a costruire da sé il ponte, il ministro lascia aperta questa ipotesi, senza ulteriori indicazioni, per il momento. Altro tema scottante, il "segreto" sulle parti non note dei contratti fra lo Stato e Autostrade e anche sulle altre concessioni con altre società, che l’esponente del governo Lega-Cinque Stelle vuole eliminare. "Non può esistere segreto commerciale o di Stato di fronte a contenuti di preminente interesse pubblico". Infine, alcune precisazioni sui tecnicismi che si stanno studiando per superare le difficoltà legali. Il governo ha deciso la procedura di "caducazione" della convenzione anziché quella della revoca, perché "questo termine più generico comprende rescissione, risoluzione, recesso, persino la denuncia per nullità". Il rischio, infatti, è che togliere la concessione ad Autostrade comporti oneri per lo Stato fino a 20 miliardi di euro. Con stime economiche così pesanti, ha senso parlare di nazionalizzazione? "Sarebbe conveniente", risponde convinto Toninelli. "Ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi, da utilizzare non per elargire dividendi agli azionisti, ma per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade". In caso di un lungo contenzioso legale, chi gestirebbe nel frattempo la rete autostradale? Anche su questo, il ministro ha le idee chiare: "L’articolo 9 della convenzione indica che il concessionario resta obbligato a proseguire nell’ordinaria amministrazione dell’esercizio delle autostrade fino al trasferimento della gestione stessa. E d’ora in poi lo dovrà fare con i livelli di manutenzione e di sicurezza previsti dal contratto e dalla legge".

L'ipotesi Gronda. Oltre alla ricostruzione del ponte Morandi e del futuro delle autostrade, a Genova si parla della Gronda che doveva essere realizzata, anche per alleggerire il traffico cittadino. E i Cinque Stelle sono stati accusati di essersi posti, in passato, alla sua costruzione. Secondo il ministro delle Infrastrutture questo è un falso problema, visto che l’opera sarebbe pronta nel 2029. "Non siamo assolutamente contrari alle grandi opere utili. Ma qui c’è un problema diverso, di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’esistente. Che è proprio quello che non hanno fatto quelli delle grandi opere che oggi ci contestano e che invece dovrebbero chiedere scusa e poi tacere".

Decreto o disegno legge. Secondo altre fonti, riportate dal quotidiano La Repubblica, il governo starebbe pensando a un decreto o disegno di legge da approvare con una corsia preferenziale in Parlamento per cancellare la concessione alla Società Autostrade. L'obiettivo sarebbe quello di abrogare o modificare la legge che ha fatto entrare in vigore la Convenzione tra Stato e gestore (Atlantia, controllata dalla famiglia Benetton), invece che con una revoca che rischierebbe il lungo iter delle procedure giudiziarie.

MIRO STECCA

io mi domando, come si può pensare di revocare il contratto ad una società che doveva gestire la manutenzione, ma non l'ha fatto bene, senza PRIMA comprendere bene le cause e concause che hanno concorso assieme ad altre cause, sia tecniche che giuridiche a determinare questa tragedia? Il Ministro farebbe bene prima porsi alcune domande tipo: ma lo stato dov'era in tutti questi anni? chi doveva controllare il concessionario ? si è fatto tutto come da contratto? ci sono state norme contrattuali facilmente eludibili ? ecc.. La reazione del Ministro mi è sembrata un pò isterica, non riflessiva, di uno che cerca la soluzione dei problemi e non la loro superficiale risoluzione, si perchè i ponti crollano solo se vengono bombardati oppure per incuria. inettitudine umana, questo ponte è crollato per colpa di colui che l'ha costruito e manutenzionato . La reazione dello Stato è stata quello di promettere l'assunzione di altri 1600 VV.FF., ok , mai i VV.FF. di solito intervengo solo a disastri avvenuti, , togliere la concessione alla Società autostrade non risolve il problema della prevenzione, se non imponi regole e contratti più restrittivi sulla sicurezza, non solo da parte del controllato ma anche del controllore. Uno stato moderno NON può più delegare a terzi le verifiche e collaudi su queste opere, dovrebbe inviare sul campo con l'elmetto in testa e le scarpe antinfortunistiche i propri tecnici i propri ingegneri per le dovute verifiche e collaudi di queste opere. NON è possibile che in uno stato moderno manchi di qualifiche professionali tecniche all'avanguardia , lo Stato non può appaltare sistematicamente questi lavori di Progetto Verifiche e collaudi, a studi tecnici esterni, (spesso sono pure amici compiacenti della ditta costruttrice o del politico di turno) perchè è carente di personale tecnico , mentre pullula di personale amministrativo e di burocrati . In questi giorni ho sentito parlare i più grandi esperti della scienza delle costruzioni, i luminari del Politecnico di Milano quelli di Torino,i docenti dell'università di Pavia ecc.. ma NON ho mai sentito un nome e cognome di un Ingegnere dello Stato responsabile delle Infrastrutture di quel Ministero. Uno stato moderno dovrebbe avvalersi delle migliori figure professionali , mentre molto spesso accade che questi best professionals, scappano all'estero o prefericono lavorare per i migliori studi privati, mentre noi ci teniamo quei pochi volenterosi tecnici che nei vari Ministeri sono come mosche bianche. Oggi apprendo che lo stato ha nominato una commissione di tecnici, peccato che siano tutti personaggi anonimi, chi parla in questo caso è sempre il solito politico di turno che non capisce una mazza di questi problemi tecnici Allora caro Stato BASTA ASSUMERE BUROCCRATI CHE COLLAUDANO A TAVOLINO queste opere cioè controllando solamente se la società appaltante ha esibito tutta la documentazione contrattuale , prima di venire liquidata . Se questi uomini non si mettono le scarpe antinfortunistiche e l'elmetto in testa per andare nei cantieri a verificare ed a collaudare queste opere pubbliche ci troveremo sempre punto a capo . Quindi uno Stato efficiente e moderno dovrebbe sapere farsi in casa i propri progetti , le verifiche ed i collaudi senza dover mai più ricorre a quella miriade, stuoli di questuanti studi tecnici privati, amici del politico di turno che cercano in tutti modi di accreditarsi presso i vari ministeri per accaparrarsi questi appalti. BASTA BURCRATI BASTA AVVOCATI AZZECCAGARBUGLI UNO STATO MODERNO DOVREBBE PREVEDERE L'ASSUNZIONE MIRATE DEI MIGLIORI INGEGNERI, DOTTORI IN MATERIE SCENTIFICHE E MENO DOTTORI IN MATERIE UMANISTICO GIURIDICHE DI QUESTI AZZECCAGARBUGLI BUROCRATI SONO ZEPPI I MINISTERI

COMMENTI

  • io mi domando, come si può pensare di revocare il contratto ad una società che doveva gestire la manutenzione, ma non l'ha fatto bene, senza PRIMA comprendere bene le cause e concause che hanno concorso assieme ad altre cause, sia tecniche che giuridiche a determinare questa tragedia? Il Ministro farebbe bene prima porsi alcune domande tipo: ma lo stato dov'era in tutti questi anni? chi doveva controllare il concessionario ? si è fatto tutto come da contratto? ci sono state norme contrattuali facilmente eludibili ? ecc.. La reazione del Ministro mi è sembrata un pò isterica, non riflessiva, di uno che cerca la soluzione dei problemi e non la loro superficiale risoluzione, si perchè i ponti crollano solo se vengono bombardati oppure per incuria. inettitudine umana, questo ponte è crollato per colpa di colui che l'ha costruito e manutenzionato . La reazione dello Stato è stata quello di promettere l'assunzione di altri 1600 VV.FF., ok , mai i VV.FF. di solito intervengo solo a disastri avvenuti, , togliere la concessione alla Società autostrade non risolve il problema della prevenzione, se non imponi regole e contratti più restrittivi sulla sicurezza, non solo da parte del controllato ma anche del controllore. Uno stato moderno NON può più delegare a terzi le verifiche e collaudi su queste opere, dovrebbe inviare sul campo con l'elmetto in testa e le scarpe antinfortunistiche i propri tecnici i propri ingegneri per le dovute verifiche e collaudi di queste opere. NON è possibile che in uno stato moderno manchi di qualifiche professionali tecniche all'avanguardia , lo Stato non può appaltare sistematicamente questi lavori di Progetto Verifiche e collaudi, a studi tecnici esterni, (spesso sono pure amici compiacenti della ditta costruttrice o del politico di turno) perchè è carente di personale tecnico , mentre pullula di personale amministrativo e di burocrati . In questi giorni ho sentito parlare i più grandi esperti della scienza delle costruzioni, i luminari del Politecnico di Milano quelli di Torino,i docenti dell'università di Pavia ecc.. ma NON ho mai sentito un nome e cognome di un Ingegnere dello Stato responsabile delle Infrastrutture di quel Ministero. Uno stato moderno dovrebbe avvalersi delle migliori figure professionali , mentre molto spesso accade che questi best professionals, scappano all'estero o prefericono lavorare per i migliori studi privati, mentre noi ci teniamo quei pochi volenterosi tecnici che nei vari Ministeri sono come mosche bianche. Oggi apprendo che lo stato ha nominato una commissione di tecnici, peccato che siano tutti personaggi anonimi, chi parla in questo caso è sempre il solito politico di turno che non capisce una mazza di questi problemi tecnici Allora caro Stato BASTA ASSUMERE BUROCCRATI CHE COLLAUDANO A TAVOLINO queste opere cioè controllando solamente se la società appaltante ha esibito tutta la documentazione contrattuale , prima di venire liquidata . Se questi uomini non si mettono le scarpe antinfortunistiche e l'elmetto in testa per andare nei cantieri a verificare ed a collaudare queste opere pubbliche ci troveremo sempre punto a capo . Quindi uno Stato efficiente e moderno dovrebbe sapere farsi in casa i propri progetti , le verifiche ed i collaudi senza dover mai più ricorre a quella miriade, stuoli di questuanti studi tecnici privati, amici del politico di turno che cercano in tutti modi di accreditarsi presso i vari ministeri per accaparrarsi questi appalti. BASTA BURCRATI BASTA AVVOCATI AZZECCAGARBUGLI UNO STATO MODERNO DOVREBBE PREVEDERE L'ASSUNZIONE MIRATE DEI MIGLIORI INGEGNERI, DOTTORI IN MATERIE SCENTIFICHE E MENO DOTTORI IN MATERIE UMANISTICO GIURIDICHE DI QUESTI AZZECCAGARBUGLI BUROCRATI SONO ZEPPI I MINISTERI
  • ...non vedo alcunché di fascismo o comunismo da almeno 30 anni in tutti i governi che si sono susseguiti (per fortuna)...compreso quest'ultimo. Frasi fatte e scarsa conoscenza della storia producono solo declino sociale. Rabbrividisco quando a tutt'oggi sento ancora parlare di quella schifezza che furono fascismo, comunismo ecc ecc. La settorializzazione gretta sono semplicemente fuori storia e fuori contesto ormai. Il mondo e l'Italia devono andare avanti...basta parlare di carrozze e cavalli quando il mondo oggi va con pistoni e batterie. Bene per qualunque governo (indipendentemente che sia di destra, centro o sinistra) che vorrà ridare al popolo ciò che è del popolo.
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  • Sono nauseato da questo osceno governo che va avanti ad annunci per prendere applausi. Gli stessi che oggi acclamano questi nuovi fascisti saranno quelli che li sbraneranno in una nuova piazzale Loreto
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  • La cosa pubblica deve rimanere pubblica ed è stata sola una manovra politico-economica vigliacca quella di cedere pezzi di Stato ai privati per tamponare problemi del momento. Uno Stato è una organizzazione di Popolo per la gestione dei beni del Popolo: tra i beni del popolo in primis la moneta che abbiamo ceduto ai privati per ordine dei poteri forti che governano l'occidente; poi abbiamo dovuto cedere altri pezzi di Stato, tra cui le autostrade...ma non dimentichiamo le infrastrutture di comunicazione ed elettriche...le linee aeree e ferroviarie e, infine, stanno provando da tempo a privatizzare pure l'acqua. Cos'è un popolo organizzato senza nulla in mano? Dire che lo Stato gestirebbe peggio del privato è pura dietrologia...è vero, nel passato non abbiamo avuto ottimi esempi di gestione pubblica, ma la paura del passato non deve anestetizzarci dal rivolere indietro le nostre cose, i nostri beni di Popolo...siamo Italiani e dovremmo ritrovare il coraggio e la speranza del saper fare bene, e non abbandonarci alla rassegnazione del "non sappiamo gestire la cosa pubblica"...noi dobbiamo invece pretendere il saper fare bene al nostro Stato...al nostro Governo...con l'unica arma potente che è il buon Voto. Bene dunque farà il Governo, a mio avviso, a perseguire quello che sta proponendo. Aggiungo che occorrerà anche inasprire le pene, in tali casi, con un decreto d'urgenza...perché altrimenti la Giustizia potrà fare solo una carezza ai vertici di Autostrade...mentre invece meriterebbero una pena esemplare, come un volo di 45 metri. Io, poi, spero in un domani nel quale la moneta torni di nuovo nelle nostre mani...stampata in nome del Popolo Italiano e senza più il "costo=interesse" della banca privata bce.
  • Concordo in pieno con il governo. I soldi che le societa concessionarie distribuiscono come dividendi, e parliamo di mld, potrebbero essere reinvestiti per ammodernare la rete. Per quanto riguarda le strade statali è vero che molte volte sono malmesse ma è anche vero che non paghiamo nessun pedaggio.
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  • ammesso che la nazionalizzazione delle autostrade sia tecnicamente possibile senza costi esorbitanti vengono i brividi solo a pensarle in mano all'ANAS (ente conosciuto per la sua efficienza e sensibilità per la sicurezza). Anche se tecnicamente non sarebbe possibile ho il forte sospetta che gran parte dei proventi dei pedaggi verrebbero utilizzati per altri scopi politicamente assai più redditizi.
  • notoriamente cio' che e' gestito dal pubblico gode di una manutenzione eccellente,vero?
  • Con la concessione venduta ai privati,lo stato ha si incassato subito denaro fresco per far calare il deficit di quel tempo senza mettere nuove imposte(anche se negli anni il deficit è comunque ogni anno aumentato) ma si è privato di entrate certe ogni giorno con i pedaggi come le accise e IVA sui carburanti.Non ho mai capito perché un privato in ogni campo ci guadagna mentre lo stato ci rimette.Forse perché il privato può prendere decisioni impopolari per far funzionare bene l'azienda mentre lo stato cioè i vari governi,hanno paura a decidere per perdere voti e da qui ascoltare tutti per anni per poi non decidere nulla o,quello deciso sarà poi cassato dal governo che subentrerà di segno opposto.Ho letto che quando furono fatte le prime ferrovie a fine '800,i comuni litigavano tra loro perché volevano che il tracciato passasse nel loro territorio perché avrebbe portato vantaggi in termini di tempi percorrenza e trasporto merci.Ora la nuova linea del Fréjus è osteggiata come se portasse solo danni anche se in maggioranza sarà in galleria e passerà lontano dai centri abitati:si dice che la linea non è al 100% della potenzialità e si potrebbero far passare più treni ma poi..cosa direbbero chi abita vicino con il rumore che aumenterà.Ricordiamoci che a Viareggio lo svio di una cisterna di GPL ha provocato oltre 30 morti e la colpa,è finita alla ferrovia perché troppo vicina alle case dimenticando,che la linea tirrenica che passa da Viareggio,è stata costruita nell'800 e le case coinvolte nell'incendio,a partire dagli anni '50 del secolo scorso.Dobbiamo ripensare anche all'uso dell'auto cercando di limitarla al minimo indispensabile.Nel 1997 circolavano la metà delle vetture di oggi e le strade,non credo siano raddoppiate come kilometraggio.
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  • Con la nazionalizzazione delle autostrade credo che avremo come unico risultato le buche grandi come canyon anche sulle strade a pagamento. A pensar male si fa peccato, però credo che questo governo punti alla nazionalizzazione per arrivare ad avere il denaro necessario per progetti come il reddito di cittadinanza, flat tax... ecc. D'altronde, fermando la TAV, manterrebbero stabile o in aumento il traffico (a pagamento) su gomma, con i pedaggi che arriverebbero direttamente nelle casse dello Stato. Come vedete si incastra tutto.
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