Francia Paese nel caos per la protesta contro il caro carburanti

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Paese nel caos per la protesta contro il caro carburanti
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Manifestazioni, blocchi del traffico, tensioni sfociate in scontri, cariche della polizia e arresti: in Francia, la protesta dei cosiddetti “gilet gialli” contro il caro carburanti deciso dal governo si è trasformata in una giornata drammatica, con un bilancio di un morto e di oltre 400 feriti. La mobilitazione di massa è proseguita anche nella giornata di domenica: tuttavia, l'esecutivo non sembra intenzionato a fare dietrofront.

Rivolta in strada. La mobilitazione ha coinvolto più di 280 mila persone, suddivise in circa 2 mila blocchi stradali e iniziative in tutto il Paese, Parigi compresa. I manifestanti in pettorina, inizialmente organizzatisi sui social, protestano per i ritocchi all’insù previsti a partire da gennaio e, più in generale, accusano il governo di praticare politiche che riducono il potere d’acquisto. A partire da gennaio la benzina, che in Francia costa mediamente 1,48 euro al litro secondo l’ultimo bollettino settimanale della Commissione europea, dovrebbe subire un rincaro di 2,9 centesimi, mentre per il diesel (stesso prezzo) è previsto un incremento di 6,5 centesimi. I prezzi medi francesi sono inferiori a quelli italiani, rispettivamente pari a 1,64 e 1,55 euro al litro. Secondo l’esecutivo di Parigi, l’aumento delle tasse dovrebbe favorire la transizione energetica, ma i gilet gialli (e il 74% dei francesi, stando agli ultimi sondaggi) non sono d’accordo. In ogni caso, per le fasce più deboli sono previsti piccoli rimborsi carburante mensili e incentivi per la sostituzione dell’auto.  

Un morto in Savoia. Secondo le cronache e le fonti governative, nella capitale i manifestanti sono arrivati a pochi metri dall’Eliseo, mentre una parte degli Champs Elysées è stata bloccata da dimostranti che chiedevano le dimissioni del presidente Emmanuel Macron. Tensione anche sul lato francese del traforo del Monte Bianco, dove la polizia è intervenuta con i lacrimogeni per disperdere un picchetto: le autorità, per garantite la sicurezza, hanno temporaneamente fermato il passaggio dei mezzi pesanti. L’episodio dagli esiti più gravi si è però verificato in Savoia, a Pont-de-Bueauvoisin, dove un’automobilista che stava portando la figlia dal medico è stata circondata da alcuni manifestanti: stando alle autorità la donna, presa dal panico, avrebbe accelerato e investito una manifestante, uccidendola.   

Il governo tira dritto. Domenica la protesta è proseguita con altri blocchi, ma le prime reazioni dell'esecutivo non danno margini per la trattativa: in un'intervista a Le Parisien, il ministro della Transizione ecologica, François de Rugy, ha detto che Parigi "andrà avanti sulla traiettoria" della tassazione, confermando la data del 1° gennaio per l'entrata in vigore dei rincari. Di più: de Rugy intende "assolutamente uscire dalla trappola delle auto, del petrolio e del diesel" in cui il Paese - a sua detta - "si è rinchiuso da troppo tempo".

COMMENTI

  • Mi sembra una presa per i fondelli. Per non dire tre aumentano di 2,9. Ma da quale cervello elettronico è venuto fuori? Mi sembra di essere al supermercato dove tutte le offerte finiscono con 0,99 cent. FORZA FRANCESI. E' la solita politica di questi uomini illuminati ogni scusa è buona per ritoccare i carburanti. Noi Italiani ne sappiamo qualcosa e l'abbiamo insegnato al mondo.
  • Questo non è altro che un'altra mossa degli ambientalisti che vogliono liberarsi di tutto e di tutto ciò che non li soddisfa, tutto qui. ma chiedi a nessuno di loro come riescono a lavorare e quanta energia elettrica usano le loro case (che per il modo in cui può essere prodotta dal carbone o dal nucleare) che sono più inquinanti e nucleari più pericolose per il combustibile fossile) e sono sicuro che non stanno camminando o andando in una bicicletta per arrivare al loro ufficio - hiprocats
  • Questa è una protesta sociale (a cui vanno tutta la mia solidarietà e appoggio) per i disagi economici causati da certe politiche economiche e non, qui l'ecologia non c'entra un fico secco, ma come al solito è stato "li la" ai soliti noti frequentatori di questo blog per reiterare le consuete sciocchezze che scrivono in continuazione sul petrolio finito o su pseudo emissioni inquinanti delle automobili, che come noto da studi scientifici seri, sono responsabili solo in piccola percentuale dell'inquinamento globale dell'atmosfera. Non so come finirà la vicenda francese, ma questo è un popolo che ha ghigliottinato in piazza despoti e tiranni, non è facile da manipolare come invece siamo noi italiani che chiniamo la testa ad ogni cosa purchè la domenica ci siano garantite le partite di calcio e le sigarette dal tabaccaio. Basti vedere l'ennesima assurda Domenica "ecologica" (virgolette) varata a Roma dalla giunta Raggi che non causa più nemmeno una piccola protesta. ......... PS. Vale ricordare che in ogni caso in Francia il prezzo dei carburanti è già comprensivo della tassa di circolazione (non si paga il bollo annuale) ma nonostante ciò, i prezzi alla pompa restano ben al di sotto di quelli italiani così come l'assicurazione RCA...
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  • Ritengo poco opportuno l'approfittare di una notizia che nasconde un grave disagio sociale per menarla con la mobilità elettrica, anche perchè vorrei capire dove andremo a reperire tutta l'energia necessaria a far fronte alla mobilità di massa.
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  • Problema che affronteremo anche noi, ad oggi il gasolio ha una detassazione non logica inquanto si è dimostrato la sua tossicità, quindi adeguare il prezzo del gasolio alla benzina è un passo logico, penso che il ministro Costa sta già pensando la cosa, dopo questo possiamo vedere a questo punto a chi conviene il diesel, in città non penso, tornerà ad essere utilizzo solo di commessi viaggiatori, rappresentanti.... Come dovrebbe essere quindi le case automobilistiche dovrebbero proporre più auto ibride ed elettriche cosa che ad oggi non esiste, solo i giapponesi sensibili da sempre, offrono motorizzazioni ibride, noi disponeva di propulsori a metano, ma per motivi di crisi sono stati accantonati da FCA.... Adesso aspettiamo.... E preghiamo per il nostro futuro
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  • I francesi mi stanno antipatici ma hanno sempre avuto più coraggio e dignità degli italiani
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  • Fintanto che il problema dell'inquinamento si affronterà dal punto di vista economico (tutelando chi ha interesse a guadagnare) e non dei dati oggettivi della scienza non si risolverà. Inoltre sento solo parlare di auto, come se fossero il problema principale dell'inquinamento. Purtroppo non lo sono, perché impattano per circa il 20%. È il restante 80%? Trasporto pesante, industria, impianti di riscaldamento. Cosa stanno facendo? Ad esempio, per quanto riguarda l'industria, sento sempre parlare, come obiettivi da raggiungere, l'aumento della produzione dei beni, che comporta sovrapproduzione, spreco di risorse e aumento dell'inquinamento. Ma qui la politica tace.
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  • fanno bene poichè la conversione all'elettrico la stanno pagando i cittadini mentre governi e imprese si prendono solo gli utili, che sono lo stesso motivo per cui non hanno voluto sviluppare il diesel sia per metterlo a norma con le regole euro 6 che per quanto riguarda la versione sintetica alla quale sta lavorando solo Audi quando invece avrebbero dovuto partecipare pure altri costruttori che sulla robustezza ed economicità del motore a gasolio hanno costruito le loro fortune, specie qualche marchio francese...
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  • in francia le sanno fare davvero le proteste... sin dal1789... cmq sono d'accordo sui motivi della protesta, se l elettrico è sostenibile deve reggersi sulle sue gambe e non forzarerlo con tasse
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  • Pagarsi gli incentivi da dare alla gente con i soldi che prima gli hai preso via carburanti. E' una robetta ma d'altronde soldi non ce ne sono e senza "spinte" nessuno mollerebbe le comodità attuali.
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  • Condivido pienamente il commento di g.p. Non ne possiamo più dell’ipocrisia dei fanatici dell’elettrico!!!!,
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  • Spero con tutto il cuore per gli amici francesi che arrivi anche in Europa l'onda lunga del Midwest e spazzi via tutti questi ambientalisti salottieri che, con la loro becera ignoranza, stanno trasformando l'Europa in un inferno per la gente normale. Massima solidarietà alla protesta! A casa Macron e tutta la sua cricca sinistroide con le auto giocattolo.
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  • Siamo in una fase delicata, non vi è dubbio, i rincari del carburante arriveranno per tutti gli europei, e non solo. La transizione all'elettrico è necessaria proprio per evitare "cataclismi" se arrivasse in un unico brusco calo del carburante disponibile, meglio diluire nel tempo, ovviamente.
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