Tutto ciò che serve per muoversi agilmente in città: dalle biciclette elettriche agli scooter, dai monopattini ai mezzi in sharing. Quattroruote e Dueruote uniscono le proprie competenze per offrire una guida alla mobilità urbana nell’era post-Covid.

Cronaca

Incidenti
Nel Bolognese il primo morto su monopattino: ora serve il casco per tutti

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Nel Bolognese il primo morto su monopattino: ora serve il casco per tutti
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Si dirà che era solo una questione di tempo, vista la disinvoltura con cui spesso si utilizzano i mezzi della cosiddetta micromobilità urbana. Ma la verità è che il primo morto su un monopattino elettrico, un sessantenne della provincia di Bologna, chiede di andare immediatamente oltre la dinamica dell’incidente - in parte ancora oggetto di indagine - per chiedere non solo più controlli e il rispetto delle regole (che già ci sono), ma anche e soprattutto l’introduzione di un obbligo non previsto per tutti i conducenti: quello del casco.

L’incidente. Giovedì 11 maggio, la vittima - la prima in Italia - si è scontrata con un’utilitaria nel punto in cui una strada extraurbana incrocia una rotatoria di Budrio, un comune della bassa Bolognese: dopo il contatto, l’uomo è caduto dal monopattino e ha battuto violentemente la testa. Apparso sin da subito gravissimo, il ferito è stato trasportato all’Ospedale Maggiore del capoluogo, dove è morto 24 ore dopo. L’episodio è oggetto di ulteriori verifiche e rilievi, la procura ha indagato il conducente dell’auto per omicidio stradale, ma secondo le prime ricostruzioni il monopattino non doveva essere lì, su una strada extraurbana, dove la circolazione di questi mezzi è vietata a meno che non avvenga su una pista ciclabile.

Le regole. Da più parti, a cominciare dalle autorità locali di Budrio e dell’Emilia Romagna, ora si chiede "chiarezza sulle regole e sull’utilizzo" dei monopattini elettrici. Le disposizioni, per la verità, non mancano: in questo articolo indichiamo tutte le norme attualmente previste per la circolazione di tali mezzi, equiparati alle bici dall’1 marzo. Norme che sono sempre più importanti e attuali, visto il recente boom di questi veicoli (ulteriormente spinto dall’imminente Bonus Mobilità). I monopattini, dunque, possono essere guidati dai maggiori di 14 anni sulle strade urbane con limite di velocità di 50 km/h (senza superare i 25 km/h) e sulle strade extraurbane, ma solo su quelle dotate di una pista ciclabile e sempre senza superare la velocità di 25 km/h. Se la strada non è dotata di ciclabile, come nel caso di Budrio, i monopattini non possono circolare. Il casco, invece, è obbligatorio solo per i minori di 18 anni. La tragedia, però, impone immediatamente di ripensare la norma: il casco è necessario, per tutti. Quattroruote lo ha sempre sostenuto nel caso delle bici e - a maggior ragione - torna a farlo ora. Non solo: le ciclabili devono essere dei veri percorsi protetti e non basta dipingere delle strisce sull'asfalto, come spesso fanno i Comuni - per dire di aver incentivato la mobilità sostenibile.

2020-monopattini-3

L’escalation. Secondo l’Asaps, l’Associazione amici e sostenitori della polizia stradale, nel 2020 ci sono già stati 22 incidenti che hanno visto il coinvolgimento dei monopattini elettrici (contro i 7 del 2019). Di questi, spiega il presidente Giordano Biserni, ben 14 sono stati rilevati tra il 17 maggio e oggi, quindi dall’inizio della Fase 2: a Roma, a Monza, a Parma (nel padovano, con un conducente che è risultato persino positivo all’alcoltest), a Ivrea, in Trentino. "Avevamo detto che la situazione di coloro che utilizzano questo nuovo veicolo si sarebbe aggravata con l'aumento del traffico e i 14 incidenti in poche settimane ne sono la dimostrazione più lampante", spiega Biserni. "Il nostro Osservatorio dimostra poi che alla guida ci sono utenti non solo giovanissimi ma anche di mezza età, che lo ritengono giustamente un mezzo utile per districarsi nel traffico, per il piacere di poter circolare anche nei centri storici ma anche per raggiungere i luoghi di lavoro dopo aver parcheggiato l'auto nei parcheggi scambiatori. Le regole del Codice della Strada vanno osservate sempre, a maggior ragione a bordo di un mezzo che presenta anche delle difficoltà per le dimensioni delle ruote e per le strade spesso già impraticabili per altri utenti. Occorrono messaggi chiari per chi usa questo veicolo ma anche per chi lo incrocia sulle strade, perché il monopattinista è un altro utente debole".

COMMENTI

  • Dotiamoli dello zainetto di James Bond (uno dei film con Pierce Brosnan, non ricordo quale). Quando James Bond viene travolto da una valanga di neve, lo zainetto si gonfia creando un airbag a forma di palla che avvolge completamente James Bond.
  • Quattroruote, quando comincerai a sostenere con forza che il problema del mondo non si risolve cercando di ridurre le auto e gli automobilisti?
  • Basta con questo paternalismo: se la logica è che al primo morto in monopattino occorre il casco per tutti allora, poiché muoiono centinaia di pedoni all'anno, dobbiamo corazzarci per passeggiare. Si lavori sulla responsabilità e basta sempre divieti e sanzioni. Quelli che vanno in bici da corsa o mtb per sport usano al 99% il casco anche in assenza di obblighi.
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  • Pietro Schiavo.Ho proprio letto commenti che quel signore vittima monopattino,ha sbattuto la testa:se forse avesse avuto un casco:non da moto chissa...magari poi sarebbe comunque deceduto come chi muore in moto o scooter pur avendo il casco.Si parla di caschi"leggeri" da ciclisti non integrali o jet come detto da medici o esperti in mobilità.Se poi lasciamo tutto al buon senso,non ci dovrebbero essere avvisi di non attraversare i binari ma servirsi dei sottopassaggi perchè è ovvio che è pericoloso o la bandiera rossa in spiaggia per non fare il bagno perchè uno vede il mare mosso. P.S Non ho mai fumato !
  • Dal blog di Carlo Cavicchi PIC 67 03/06/2020 18:42 C'è "la via di mezzo", i quadricicli elettrici come la Citroën Ami, non un monopattino su cui bagnarsi quando piove, i quali, certo, non il massimo per sicurezza (vedi pure le innumerevoli buche....) ma, soprattutto, non adatti ad una clientela anziana..." È "parte" del commento scritto appunto da me nel blog "Auto elettriche: l'offerta adesso c'è. Ma le vendite?". Poi quello su "Prima tragedia col monopattino: i nodi vengono al pettine" - PIC 67 12/06/2020 17:42 Non volevo fare l'uccello del male augurio ma è cosa del tutto prevedibile. Altra cosa assurda non far indossare obbligatoriamente il casco....è molto più pericoloso un monopattino che una bici perché sei in piedi e con il baricentro più alto oltre che avere i piedi uno dietro l' altro.... PS: I 60 anni non sempre coincidono con una persona abile come "giovane", parliamoci chiaro. Quattroruote giugno 2020, pagina 18, articolo intitolato: "Un monopattino da sette miliardi" in cui, tra le tante cose giuste riportate c'è: "Davvero si pensa che le famiglie italiane avranno bisogno di skateboard EV (ma vedasi pure monopattini, ndr) per portare la nonna in visita medica?". Ma poi parlare tanto delle piste ciclabili (sia pure poco sicure)...ma dove sono? Quante migliaia di città e cittadine in Italia non hanno nemmeno un metro di pista ciclabile? E a i mezzi pubblici come siamo messi? Vi ricordo che noi italiani non abitiamo tutti al Nord ma, soprattutto, non abbiamo tutti (anzi in percentuale ben pochi) l'"agilità" di poter "zigzagare" con questi monopattini elettrici soprattutto se piove e/o tira vento, oppure, peggio nevica....
  • Per Pietro Schiavo.Ho scritto chi non rispetta un obbligo di legge.Non mi risulta che ci sia una legge che obblighi a mangiare determinati cibi e a non fare una vita sedentaria o non fumare.Se vuol capire capisca !
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  • Tra un pò con i soldi pubblici costruiranno le piste per questi giocattoli, salvo poi accorgersi che, come per le piste ciclabili, saranno in pochi ad utilizzarle. Ci siamo riempiti di norme, articoli e articoletti, solo perché nel nostro Paese il buon senso è morto o forse mai nato, eppure basterebbe davvero poco a ridurre gli incidenti, con qualsiasi mezzo di trasporto. In bici, ovviamente sulla ciclabile, attraverso spesso alcune intersezioni dove la precedenza a favore delle bici viene spesso ignorata dagli automobilisti che rallentano o si fermano solo al successivo stop per la strada principale, morale: preferisco rallentare io, perché se aspetto che gli altri facciano il "dovuto", potrei davvero pentirmi di aver pensato che in Italia avere la precedenza vuol dire poter passare prima degli altri sempre e comunque. Detto questo, forse l'unica soluzione per limitare incidenti e danni è quella di dotare questi mezzi silenziosi di un minimo di dispositivi acustici.
  • Vogliamo lasciare un po' di libero arbitrio alle persone senza questo assurdoi bisogno di iperregolamentare tutto quanto? Se mettiamo l'obbligo dl casco a bici e monopattini una grande % di utenti vi rinuncierebbe, è proprio questo il loro bello. Ognuno si assume la responsabilità delle proprie scelte, e farà le proprie valutazioni costi benefici.
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  • A tutti gli indignati ed insofferenti, voglio ricordare che in italia ci sono circa 10 morti al giorno per incidenti stradali. Ma adesso che avete trovato il nemico numero uno quei morti passano in secondo piano.
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  • O si fanno enormi investimenti in infrastrutture creando percorsi TOTALMENTE separati per bici, pedoni e ciarpame cinese a batteria (Brasilia docet, 60 anni fa), oppure si VIETANO tutti questi mezzi pericolosissimi. Le strade sono per le automobili, chi ha orchestrato tutta la colossale menzogna della "mobilità dolce" e che le auto devono sempre e comunque avere TORTO, è il solito manipolo di radical-chic che in vita sua non si è mai spostato dal suo salotto in via Vincenzo Monti. Tranne in taxi per andare a Malpensa e da lì alle Maldive, ovviamente.
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  • Giubbotto riflettente sempre in monopattino.
  • Capisco che Quattroruote difenda la categoria delle auto... ma nel 2020 l'auto è un mezzo ormai inutile per almeno il 70% degli spostamenti urbani. Enorme, consuma tanto, costosa e pure lenta, visto che è sempre bloccata nel traffico. E questo per spostare una persona. Massimo 2. Meglio davvero spingere l'uso dell'auto solo ai viaggi lunghi. Ed incentivare l'uso di mezzi piccoli e agili per la città e hinterland.
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  • Si sarebbe dovuto da subito consentire l'uso solo su piste ciclabili:anche se da noi le ciclabili sono pezzo di marciapiede delimitato da vernice dove ti sfiorano a pochi centimetri o in zone chiuse al traffico come isole pedonali e parchi o all'interno di fiere,stabilimenti ecc.E invece,li ved zizzagare in mezzo al traffico o sotto i portici in velocità rasentando portoni,negozi dove chi esce non è abituato a guardare a destra e sinistra come se dovesse attraversare la strada e se gli dici qualcosa,ti mandano a quel paese !Poi ho già visto con due persone a bordo:due adulti o genitore con bambino o adulto con pacchi.Già la postura con i piedi uno davanti all'altro è innaturale,il veicolo è di per sè instabile con micro ruote e se per giunta uno tiene anche una sporta..!Era nato come giocattolo e tale doveva rimanere.Poi per chi dice"all'estero girano già senza obbligo di casco targhino assicurazione.." all'estero non vedi ciclisti contromano,di notte senza fanali o campanelli:che è un obbligo anche per bici da corsa che girano su strade aperte al pubblico.Provate a circolare con una vettura senza fanali e se vi fermano"ma io circolo solo di giorno.."Multa e ritiro carta circolazione e occorrerà andare alla motorizzazione per far nuova omologazione(cosa diversa da revisione) dopo che si saranno montati e fanali o dispositivi tolti:come che fermano le auto truccate per corse illegali.
  • Era solo questione di tempo, facile previsione. Chiaro l’articolo per aver individuato, come nei precedenti, le carenze legislative come la mancanza dell’uso del casco per tutti e della protezione dei percorsi. Chiaro come sarebbe finita e di più con la spinta del bonus mobilità. Ancora chiaramente trascurata, da ± qualificati addetti ai Giornalisti (come ho ribadito in https://www.quattroruote.it/news/cronaca/2020/05/19/milano_fase_2_porta_venezia_ciclabile_citta.html), la carenza di basi di competenza sulla storia della comportamentalità. Per dimostrare ciò non serviva il morto di Budrio, bastava osservare i comportamenti quotidiani dell’utenza, il Sindaco di Budrio trova assurdo l’incidente e chiede di rinnovare l’appena nata regolamentazione, ma cosa e come se al comune Utente viene inculcata zero educazione civica (quindi circolatoria), fatto credere di aver solo diritti e nessun senso di responsabilità verso gli altri, che si cammini o alla guida di velocipede, auto, tir, ubriachi o lucidi, con o senza telefono, arroganti di potere o di debolezza a seconda del ruolo del momento. Nuova categoria di utenza che eredita le vecchie problematiche delle bici, per una ovvia solita vecchia evoluzione visto che chi la Mobilità e la Sicurezza Stradale a vari usi ed abusi la gestisce (dalla legiferazione alla tutela), dalla comune utenza proviene, ossia a progredire sarà sempre il bilancio dell'insicurezza, assistenzializzata! Bilancio facilmente evidenziato ai vedenti dalla distribuzione dei rilievi d’infrazione nell’arco delle comportamentalità. Altra facile previsione sarà l’ imminente propinazione di pseudo quanto improprie campagne, ovviamente assistenzializzate, niente di più perché tutti guardano avanti senza cognizione della storia.
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  • Non serve il casco, serve il cervello: quello che dovrebbe suggerire di vietare la circolazione di questi cosi.
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  • Quei monopattini elettrici con micro ruote sono instabili per natura. Il casco può servire ma sarebbe più utile vietare l'uso di quei monopattini elettrici su strada. Punto. Invece sulle bici sono contrario all'obbligo del casco, ci sono vari studi che dimostrano come, guardando vantaggi e svantaggi sull'insieme della popolazione, sia meglio non avere l'obbligo del casco per chi va in bici, nonostante a prima vista sembri un controsenso.
  • direi anche le ginocchiere, la mascherina, le scarpe antinfortunistiche, e… perché no, le cinture di sicurezza per i pedoni. Però gli automobilisti possono giocare a candycrush con i display da 10 pollici della propria auto, messaggiare su feisbuc (sì lo so che non si scrive così) o perdere 5 minuti a cercare di abbassare la temperatura dell'abitacolo navigando tra i menù. Sicurezza! SICUREZZA!
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  • Concordo con Davide e aggiungo: se fosse per Quattroruote, l'obbligo del casco ci sarebbe pure per i pedoni. Ridicolo...
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  • No, non serve il casco, perchè i monopattini elettrici non devono proprio circolare né su strade, né su ciclabili, il monopattino deve rimanere ad essere un giocattolo, chi ha necessità di spostarsi senza utilizzare l'auto, ha già come alternativa i motocicli, le biciclette, i mezzi pubblici e non ultime le proprue gambe.
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  • Premesso che spiace moltissimo per la persona deceduta e per la persona alla guida dell'auto coinvolta nell'incidente, non condivido né la prevedibile lettura di Quattroruote di quanto accaduto, né le soluzioni proposte. "Era solo questione di tempo, vista la disinvoltura con cui spesso si utilizzano i mezzi della cosiddetta micromobilità urbana": che fosse "questione di tempo" è una ovvietà per quanto cinica, chiunque si muova sulla strada è a rischio di incidente; tuttavia, individuare come causa di pericolo la sola "disinvoltura" di chi usa i monopattini è da un lato autoassolutorio per chi invece va in automobile, dall'altro è una indebita attribuzione di responsabilità nel momento in cui si commenta un incidente la cui dinamica e le cui responsabilità saranno chiarite in sede giudiziaria. Quanto alle soluzioni proposte: riguardo l'obbligo del casco esteso a chiunque vada in monopattino o in bici mi limito a osservare che i Paesi che hanno davvero promosso l'uso della bici non prevedono tale obbligo, qualche motivo ci sarà; riguardo le ciclabili che dovrebbero essere solo "percorsi protetti", osservo invece che tali percorsi sono evidentemente non realizzabili in modo esteso, per motivi di costi e di spazio disponibile, e che invece soluzioni come le "bike line" permetterebbero di avere uno spazio dedicato a chi va in bici o in monopattino sul lato destro di ogni singola strada, garantendo così l'indispensabile continuità di tali percorsi.
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