Tutto ciò che serve per muoversi agilmente in città: dalle biciclette elettriche agli scooter, dai monopattini ai mezzi in sharing. Quattroruote e Dueruote uniscono le proprie competenze per offrire una guida alla mobilità urbana nell’era Covid.

Cronaca

Sharing mobility
Gli italiani tornano a usare i mezzi condivisi

Sharing mobility
Gli italiani tornano a usare i mezzi condivisi
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Durante il mese di maggio bikesharing e monopattini in sharing sono tornati quasi ai livelli pre Covid-19, recuperando nell’arco di sole quattro settimane rispettivamente 60 e 70 punti percentuali, in termini di utilizzo, rispetto ai livelli registrati a febbraio. E anche il car sharing, seppure più lentamente, sta migliorando se è vero, come mostra uno studio realizzato dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility a Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, che a maggio ha recuperato 30 punti percentuali. Merito, sottolinea lo studio, del distanziamento sociale che ha obbligato i gestori del trasporto pubblico a diminuire la capacità di bus, tram e metropolitana ma anche di un’offerta di mobilità condivisa che, al contrario, sta progressivamente aumentando nelle città italiane.

Propensione all’utilizzo al 71%. Ma vediamo nel dettaglio i numeri. L’indagine, realizzata dall’ Osservatorio Sharing Mobility, ha coinvolto 12.688 cittadini di Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, città dove sono presenti servizi di sharing mobility. La prima indicazione che emerge è la propensione all’utilizzo dei mezzi in sharing. Il 71% degli intervistati ha dichiarato di aver iniziato a lavorare in smart working o di aver attivato soluzioni di didattica a distanza. Ma già ad aprile il 61% di coloro che utilizzavano abitualmente il car sharing prima dell’emergenza Covid, aveva dichiarato che era pronto a utilizzarlo anche nella Fase 2, con percentuali ancora più alte per lo scootersharing (66%) e il bikesharing (69%).

Mezzi in sharing più sicuri dei bus. La seconda indicazione che emerge è la sicurezza percepita dagli utenti. Su una scala da 1 a 5 il campione intervistato durante il lock down ha premiato i mezzi in sharing rispetto ai mezzi pubblici: il bikesharing ha ottenuto 3,3, il carsharing 2,6 mentre il trasporto pubblico si è fermato a 1,8. In media, dunque, gli italiani non ritengono i servizi di sharing mobility pericolosi e non sembrano avere intenzione di mettere in discussione le abitudini consolidate prima della pandemia: “i servizi leggeri con biciclette, scooter e monopattini”, si legge nello studio, “sono quelli preferiti in questo momento; i servizi di sharing possono essere un’alternativa al calo della domanda del trasporto pubblico e un alleato delle città per limitare la congestione”.

Costa: ambiente e qualità dell’aria. “Dopo la tragedia del Covid, sta cambiando il nostro modo di vivere, in particolare nelle grandi città: la mobilità sostenibile vede un modo diverso di muoversi, più gentile, più dolce, più attento alla tutela dell’ambiente e alla qualità dell’aria e che fa recuperare tempi e spazi al cittadino”, ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Secondo Roberto Traversi, sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, “l’emergenza Covid e le misure di distanziamento sociale ci costringono ad allargare con convinzione il sostegno di tutte le forme di trasporto leggere e sostenibili. Per questo nel Decreto rilancio il governo ha previsto contributi a sostegno della mobilità green e della micromobilità per l’acquisto di biciclette e monopattini. È un’azione innanzitutto culturale, perché si tratta di misurarne i benefici non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche da quello sociale, sanitario ed economico. Perché la sfida che ci poniamo è quella di pensare città con meno traffico dove i cittadini, oltre a respirare meglio ed essere più sani, possano costruire un modello più sostenibile e moderno di fruizione degli spazi urbani”. Secondo Raimondo Orsini, coordinatore dell’Osservatorio Sharing Mobility, “i servizi di sharing  possono essere un’alternativa al calo della domanda del trasporto pubblico e un alleato delle città per limitare la congestione. È importante quindi aiutare questa rivoluzione silenziosa, già nella conversione in legge del DL Rilancio, aiutando le famiglie italiane che vogliono avvicinarsi a queste nuove forme di mobilità”.

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