Cronaca

Ponte Morandi
La causa del crollo è la corrosione di un tirante

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La causa del crollo è la corrosione di un tirante
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Il Ponte Morandi è crollato per la corrosione della parte superiore del tirante Sud, dal lato di Genova, della pila 9: è questa la conclusione alla quale sono giunti i periti incaricati dal giudice per le indagini preliminari, nell’ambito del procedimento che riguarda complessivamente 73 indagati. Secondo fonti di agenzia, la corposa relazione redatta dagli esperti su incarico della procura individua nel processo di corrosione, iniziato già nei primi anni di vita della struttura, il motivo della riduzione, definita “inaccettabile”, dei trefoli che costituivano l’anima dei tiranti, essenziali alla stabilità del ponte.

Incuria. Gli esperti, tuttavia, evidenziano anche come controlli e manutenzione, se eseguiti correttamente nel corso degli anni, avrebbero molto probabilmente evitato la tragedia: azioni che, invece, sono risultate mancanti o, quanto meno, inadeguate. Dunque, alle carenze progettuali, ai difetti costruttivi in fase di realizzazione e all’assenza di controlli adeguati durante la costruzione da parte della direzione dei lavori e della commissione di collaudo, tutti elementi sottolineati nella relazione, si è aggiunta la mancata effettuazione delle indagini necessarie per verificare le condizioni dei trefoli, pur raccomandate già nel 1985. A venire meno, perciò, sono stati gli interventi di restauro e riparazione che avrebbero dovuto essere eseguiti in tutto questo arco temporale per mettere in sicurezza il tirante difettoso.

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