Cronaca

Dieselgate
Archiviato il procedimento per manipolazione di mercato contro Winterkorn

Dieselgate
Archiviato il procedimento per manipolazione di mercato contro Winterkorn
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Il tribunale di Braunschweig ha archiviato il procedimento penale nei confronti di Martin Winterkorn per presunta manipolazione di mercato, una delle accuse mosse dalla procura della Bassa Sassonia contro l’ex numero uno della Volkswagen nell’ambito del dieselgate. Winterkorn dovrà comunque affrontare un altro processo con un capo d’imputazione più grave, quello di frode commerciale: un filone che invece va avanti e che dovrebbe portare l’ex manager a comparire davanti ai giudici a fine febbraio.

Le motivazioni dei giudici. Proprio nel quadro giudiziario in cui è coinvolto Winterkorn, accusato parallelamente di altri reati, va letta l’archiviazione decisa dalla corte tedesca: "In questo contesto", hanno spiegato i giudici in una nota, "la condanna per manipolazione del mercato non porterebbe a un aumento della pena complessiva". I pubblici ministeri avevano accusato l’ex capo della Volkswagen di aver svelato tardivamente (e di proposito) agli investitori lo scandalo del 2015. Secondo gli inquirenti, però, Winterkorn avrebbe anche scientemente avallato la vendita in Germania di auto a gasolio con livelli di CO2 in eccesso e munite dei cosiddetti defeat device, motivo per cui il tribunale della Bassa Sassonia ha parallelamente avviato nei suoi confronti un processo per frode organizzata. L’eventuale condanna potrebbe infliggere all’ex dirigente tedesco una pena variabile da uno a dieci anni di carcere.

Indagini sospese anche a Stoccarda. Il procedimento per manipolazione di mercato era stato aperto a settembre. Con la medesima accusa, Winterkorn è finito indagato anche dalla procura di Stoccarda, che ha poi sospeso le indagini rinviando proprio al procedimento in corso nel tribunale di Braunschweig.

COMMENTI

  • Finirà a "tarallucci e vino" le auto tedesche, di tutte le marche, da sempre aggirano le normative, ho una diesel tedesca e si vede bene che non rispetta le norme, quando parte il torq, fuma come un vecchio autocarro degli anni 50, tanto che la gente si lamenta, però è a norma di legge, quindi non mi interessa.
  • A pensare che esiste ancora chi difende un Gruppo che ha truffato 11 milioni di clienti in tutto il globo terrestre, frode ammessa stesso da loro. Senza contare la concorrenza sleale che ha "portato" i clienti verso i loro "Clean Diesel"! Gli investimenti sull'elettrico fanno parte dei tanti patteggiamenti con gli Stati, vedi California. Che squallore!!!
  • La Grande Germania farà certo tutto il possibile per salvare chi la ha servita fedelmente, nulla di strano
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  • Il Tribunale TEDESCO assolve uno dei principali attori del DIESELGATE, mentre in data 17 dicembre 2020 la Corte di giustizia Europea condanna VW e non solo … La sentenza potrebbe coinvolgere altre case automobilistiche oltre al colosso di Wolfsburg. Il Dieselgate infinito non dà pace a Volkswagen e rischia di coinvolgere anche altri costruttori per effetto di una sentenza della Corte di giustizia Europea. L'utilizzo della tecnologia che ha aiutato Volkswagen ad aggirare i test sull'inquinamento dei motori diesel ha violato le regole dell'Unione Europea, ha affermato il tribunale nell'ultimo episodio di uno scandalo che è costato più di 30 miliardi di euro a VW … Cosa succede adesso? Il contenzioso potrebbe moltiplicarsi … La sentenza, in effetti, potrebbe coinvolgere altre case automobilistiche oltre al colosso di Wolfsburg. Diversi costruttori potrebbero ora dover affrontare richiami e azioni legali, ha commentato Claus Goldenstein, avvocato tedesco dedito alla causa dei consumatori. I tribunali nazionali dovranno esaminare la legalità delle tecnologie utilizzate dai singoli produttori e saranno OBBLIGATI a prendere in considerazione la sentenza del tribunale dell'UE … Già in maggio 2020 la Corte federale tedesca di Karlsruhe aveva stabilito che i clienti che hanno acquistato una vettura a motore diesel con la centralina per le emissioni “truccata” hanno diritto ad un rimborso … E intanto un tribunale del Regno Unito, in una delle più grandi azioni legali intentate in quel paese, aveva già stabilito ad aprile 2020 che VW ha utilizzato un “defeat device”. La decisione ha consentito a 91mila clienti di procedere con un'azione collettiva contro la casa automobilistica. I giudici europei in un altra causa trattata in luglio avevano stabilito che i proprietari di VW toccati dallo scandalo possono citare in giudizio la casa automobilistica per la manipolazione delle emissioni diesel in qualsiasi paese dell’UE.
  • Qualche giorno fa avevo scritto su un altro thread di 4R che VAG (al pari di molte altre aziende automobilistiche estere) è a tutti gli effetti un'azienda statale in quanto non solo compartecipata dal Land della Bassa Sassonia ma anche platealmente ed ingiustamente "protetta" da questo. Qualcuno mi rispose che avevo scritto delle "fesserie" (cit.) in quanto la partecipazione statale in VAG è "solo" del 10%. Qualche riflessione in merito: il dieselgate risale al 2015 (più di 5 anni fa). Il tempo medio di un giudizio in Italia fino all'ultimo grado è di 1.300 giorni (circa 3,5 anni - maglia nera in Europa). Lo stesso tempo medio in Germania è di 200 giorni (circa 7 mesi). In questo caso, il tribunale della Bassa Sassonia ha impegato circa ben 1.800 giorni (+900% rispetto ai tempi medi tedeschi) solo per giungere ad un giudizio di archiviazione per Martin Winterkorn. Nell'articolo si dice che comunque continua ad essere aperto un altro procedimanto ben più grave dove Winterkorn rischierebbe di più... Tuttavia costui oggi ha 73 anni e, anche nella peggiore delle ipotesi, non si farà nemmeno un minuto di carcere data l'età avanzata... Finora l'unico che ha pagato sulla propria pelle è stato il dirigente VAG USA Oliver Schmidt condannato nel 2017 però negli Stati Uniti a 7 anni di carcere (pena che sta tuttora scontando) dove i tribunali non temono in alcun modo la Germania. [Già nel 2016 VAG aveva fortemente raccomandato di non andare per nessun motivo negli Stati Uniti a tutta una serie di suoi dirigenti]. E' evidente che il Land della Bassa Sassonia sta "coprendo le spalle" (per usare un eufemismo) all'azienda VAG a scapito dei diritti dei comuni cittadini. Personalmente reputo quindi profondamente scorretto che qualsiasi Stato abbia quote di compartecipazione (anche minime) in qualsivoglia azienda privata non solo automobilistiche ma anche di qualsiasi altro tipo (ad eccezione delle public utility). Le aziende "private" compartecipate dallo Stato falsano la libera competizione a danno delle aziende al 100% private. Il ruolo di uno Stato moderno dev'essere quello di arbitro regolatore e di garante della tutela dei diritti dei suoi cittadini (e non garantire gli interessi economici delle sue aziende private compartecipate anche a scapito dei diritti dei suoi cittadini come sta succedendo con il dieselgate). Un saluto cordiale, Giuseppe Ranzato
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