Cronaca

Furti
Catalizzatori auto sempre più nel mirino dei ladri: ecco perché

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Catalizzatori auto sempre più nel mirino dei ladri: ecco perché
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Dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per Francia e Spagna fino al Sud Italia, la razzia di catalizzatori dalle auto in sosta non conosce freni né confini. E i dati sono in preoccupante aumento. Secondo la Bbc, in Inghilterra nel 2018 si sono registrati 1.100 casi di furto, ben 400 in più rispetto all’anno precedente: nel 2020 questo dato ha fatto registrare un balzo del 70 per cento. In Italia le cose vanno ancora peggio, in particolare nel Mezzogiorno: lo scorso 6 maggio, gli agenti dell’ufficio Prevenzione Generale della questura di Napoli, durante il servizio di controllo del territorio, hanno trovato una donna che, alla loro vista, gesticolava per segnalare la presenza della volante a due uomini che avevano già asportato il catalizzatore dell’impianto di scarico di un veicolo parcheggiato. Al termine di una colluttazione, gli agenti hanno arrestato un quarantenne e due 31enni con precedenti. E questo è solo l’ultimo episodio dei tanti che ogni giorno vengono segnalati alle forze dell’ordine.

I casi di Roma e Lucca. A Roma i quartieri più bersagliati sono quelli di Don Bosco e Casal Bruciato, ma anche di Bravetta e La Pisana, dove decine di automobilisti si sono ritrovati, nelle settimane scorse, con l’auto mutilata. Il record però spetta a Lucca, dove in due ore un gruppetto di ladri ha portato via dai Piaggio Porter per la raccolta rifiuti dell’Ersu 53 marmitte catalitiche.

Metalli preziosi. Insomma, se da una parte sono in calo i furti di componenti come radio, fari e fanali, dall’altro aumentano quelli dei catalizzatori. Ancora lo scorso 6 maggio, nel comune di Villa Literno (Caserta), la Stradale di Napoli insieme con la Squadra di Polizia Giudiziaria della Polstrada ha proceduto al sequestro di ben 150 catalizzatori, per un valore di circa 70 mila euro, e alla denuncia di un giovane trovato all’interno del deposito, intento a sezionare i pezzi alla ricerca del platino, del palladio e del rodio contenuti negli impianti  (in ogni marmitta si recuperano in media 1,5 g di platino, 0,6 g di palladio e 0,02 g di rodio; in alcuni casi queste percentuali aumentano, e si può arrivare a 3 grammi di palladio). Impiegati nei dispositivi per l’auto, questi metalli fungono da catalizzatori, facilitando le reazioni chimiche; il palladio o il platino consentono di legare la molecola biatomica d’idrogeno e di cedere i due atomi, eliminando così le molecole tossiche, come il monossido di carbonio e gli ossidi di azoto, provocate dalla combustione del carburante.

Quanto rende. Se pensiamo che un grammo di Rodio è quotato circa 400 euro, mentre il Palladio vale circa 82 euro, il conto è presto fatto: ogni pezzo rubato può rendere dai 100 ai 400 euro. E se prima possedere un’auto “vecchia” era considerato un deterrente per i ladri, ora non è più così: nei catalizzatori delle vetture di ultimissima generazione, infatti, l’utilizzo di materiali preziosi è ormai molto raro, mentre fino a qualche anno fa era d’obbligo: ecco perché vetture con quattro o più anni di età diventano appetibili per i malviventi. Dopo tali furti, tra l’altro, alcuni dei proprietari rinunciano a riparare l’impianto di scarico per evitare di affrontare costi (cifre che possono superare il migliaio di euro), spesso superiori al valore della vettura, col rischio poi di dover affrontare lo stesso problema.

Smart e Suv nel mirino. Rubare un catalizzatore richiede poco tempo, poca manualità e solo qualche attrezzo specifico: il ladro s’infila sotto la vettura, magari sollevandola con un crick o addirittura adagiandola su un fianco, così da poter lavorare meglio. Le Smart sono il bersaglio preferito: basta infatti sradicare il paraurti posteriore per poter raggiungere il catalizzatore. Anche le Suv vengono facilmente prese di mira, a causa della loro altezza da terra, che facilita le operazioni di “estrazione”. Ricorrere a soluzioni antifurto? C’è chi incapsula il catalizzatore con una placca di metallo, ma anche questa viene rimossa dai ladri, sebbene gli occorra più tempo. E succede anche che alcuni automobilisti, dopo aver subito un primo furto, decidano di non mettere più il catalizzatore, optando per uno scarico normale, almeno fino alla prima revisione.   

COMMENTI

  • nella settimana dal 15 al 24 novembre hanno rubato anche a me il catalizzatore del furgone.
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  • A me è successo proprio ieri a Milano, in pieno giorno in una zona abbastanza trafficata piena di uffici. Non sapevo neanche fosse possibile una cosa del genere. Toyota Yaris Ibrida, 3000€ per il ricambio originale, quasi 1000 dal meccanico sotto casa... Su youtube si vedono i video, tutto il lavoro di smontaggio durerà si e no un minuto, lo fanno anche senza ritegno in strada fermando il traffico. Direi che nessuno è al sicuro a sto punto.
  • poveri disperati,e togliere un catalizzatore cosi ossidato è un lavoraccio altro che pochi minuti.
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  • Ho un'azione che ritira catalizzatori dalle autodemolizioni autorizzate con tanto di formulario e fattura. Da quando lo hanno saputo tutti questo fenomeno ho dovuto dimezzare il personale, perché ne compro sempre meno di catalizzatori e "giustamente " non posso più sostenere le spese . Grazie rom e tossici del cazzo
  • Brevetterò il catalizzatore estraibile come l'autoradio.....
  • Probabilmente rubano le marmitte perché magari quelle delle auto euro 1 e 2 non si trovano più il vecchietto con la punto prima serie acquistata nel 95 lo immagino andare in 1 bosco e sul prato i malviventi hanno mercatino verghino signori vintage catalizzatore per il vostro catorcio,ora La vostra Renault clio del 1999 supererà la revisione 😂🤣
  • Beh li ti segano via il catalizzatore, se non ti ribaltano la macchina come nella foto è un danno ripararabile. Pensate a quando ruberanno le batterie (ben più preziose) sventrandoti la macchina li saranno pasticci...
  • Però... quindi posteggiata l’auto dovremo portare con noi il catalizzatore?
  • Dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per Francia e Spagna fino al “Sud Italia“. Siamo nel 2021 e tocca ancora leggere di Sud e Nord, poveri noi.
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