Cronaca

Liguria
Inchiesta gallerie, per i periti il 75% dei tunnel non era a norma

Liguria
Inchiesta gallerie, per i periti il 75% dei tunnel non era a norma
Chiudi

Fino al 2020 “Il 75% dei tunnel liguri era fuori legge”: a questa conclusione è giunta la perizia ordinata dalla procura di Genova che indaga sul crollo della volta nella galleria Bertè sull’autostrada A26. L'incidente si era verificato nel 2019, fortunatamente senza conseguenze per veicoli né persone: già allora, i tecnici avevano rilevato "ammaloramenti gravissimi" ed evidenziato "monitoraggi inadeguati" sull’infrastruttura protratti per anni. L’inchiesta verrà chiusa in autunno: il fascicolo sulle gallerie è stato accorpato agli altri che riguardano Autostrade.

Coinvolti gli ex vertici della concessionaria. L’indagine sulle gallerie riguarda 21 persone, con vari titoli d’accusa che vanno dall’inadempimento di contratti di pubbliche forniture al crollo colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Tra i coinvolti, figurano l'ex ad Giovanni Castellucci e i due ex dirigenti Paolo Berti e Michele Donferri Mitelli. Secondo i giudici del Tribunale del riesame, "gli indagati hanno compiuto azioni e omissioni relative praticamente a tutti i tipi e gli oggetti di manutenzione e adeguamento nell'ambito della gestione delle autostrade". Dagli accertamenti svolti in seguito al crollo del ponte Morandi, i tecnici di Spea Engineering (società a cui fino al 2019 Aspi affidava il monitoraggio delle autostrade e delle infrastrutture) avevano svelato che i controlli in galleria avvenivano in macchina ai 60 all'ora e al buio.

La replica di Autostrade. Dal gennaio 2020, Aspi si è dotata di una procedura di verifiche e fa sapere che "tutte le gallerie oggetto dell’inchiesta sono già state controllate con la prima fase del nuovo metodo da società specializzate esterne. Sulla base di questa procedura", prosegue la nota ufficiale diffusa dalla concessionaria, "Aspi ha avviato un programma sulla rete nazionale rivedendo in modo critico tutte le ispezioni e pianificando un esame approfondito delle gallerie per la definizione dei piani di ammodernamento". In base a tale protocollo, si dispone che in ogni galleria soggetta a verifica venga effettuata la necessaria manutenzione sulla base dei rilievi esito delle ispezioni. A seguito di tali interventi, nell’arco di un quinquennio Aspi prevede di "una rete completamente riammodernata".

COMMENTI

  • La cosa che mi fa inbestialire e' che chi "in alto" si e' intascato fior fior di miliardi fa le spallucce negando ogni responsabilita' puntando invece il dito agli ultimi della filiera e ditte esterne che si sono spartite spiccioli in confronto ma sono quelle entita' che si vanno a punire.
  • Dopo quello che è successo al Ponte Morandi, uno Stato di paesi europei tipo Germania o quelli del nord Europa avrebbero tolto subito la gestione delle autostrade ai privati. Io viaggio per migliaia di chilometri in un anno e ogni volta che passo per una galleria, un ponte o viadotto che sia, ho sempre una sensazione di malessere dopo quello che è successo al ponte Morandi. Ditemi voi che mi leggete se l'utente delle autostrade deve essere trattato come carne da tragedia! Dopo l'accaduto al ponte Morandi, i cantieri autostradali sono diventati tanti e tali da ridurre le autostrade a delle strade regionali, creando ritardi all'utente e talvolta mettendolo anche a rischio con quei cantieri che spesse molte hanno oggetti fuori posto che addirittura intralciano le autovetture che transitano. Se i nostri politici non prendono mazzette dal privato, ritornino alla gestione statale delle autostrade, altrimenti il popolo italiano degli utenti delle autostrade, non possono pensare altrimenti.
     Leggi le risposte
  • Uno stato serio,si sarebbe tenuto autostrade e ci avrebbe guadagnato con il denaro fresco che entra ogni secondo ai caselli.Poi si assumono i dipendenti che servono e non di più per motivi elettorali e,si licenziano i lavativi e non "lo stato non può licenziare.."
     Leggi le risposte