Cronaca

Lutto
Si è spento Calisto Tanzi, portò la Parmalat in F.1

Lutto
Si è spento Calisto Tanzi, portò la Parmalat in F.1
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All’età di 83 anni si è spento Calisto Tanzi, imprenditore di grande notorietà e protagonista di una parabola che lo ha portato dai successi degli anni d’oro della Parmalat al crac di questa stessa azienda e al carcere. Tanzi, originario di Collecchio (PR) dov’era nato nel 1938, aveva costruito la sua fortuna partendo da una piccola azienda alimentare familiare, ingrandendo l’attività nel settore del latte e allargandola in seguito a molti altri campi. Credeva fermamente nel valore promozionale dello sport, tanto da acquistare la squadra di calcio del Parma e, soprattutto, da scendere in lizza nella Formula 1.

Lui e Niki. Il nome di Tanzi, infatti, è legato a quello di Lauda, del quale la Parmalat, dopo diverse presenze nel mondo dello sci, divenne sponsor personale nel 1976 (anno del tragico incidente al Ring e del celeberrimo duello con James Hunt). Il marchio del latte divenne ancor più popolare quando, nel 1978, dopo aver vinto due titoli mondiali con le Rosse, Niki ruppe con la Ferrari e decise di passare alla Brabham-Alfa Romeo, team di Bernie Ecclestone che godette della generosa sponsorizzazione della Parmalat, presente con evidenza sulle fiancate della monoposto (vincente, quell’anno, del GP di Svezia con la vettura dotata del famoso ventilatore posteriore e di quello d’Italia, in cui perse la vita Peterson).

I titoli. Il successo vero, per la Parmalat, arrivò in realtà nel 1981, quando la Brabham, spinta però dal Ford Cosworth, si aggiudicò il Mondiale con Nelson Piquet e le insegne dell’azienda parmigiana. Tanzi sostenne ancora Lauda al suo rientro in F.1 con la McLaren, dopo il momentaneo ritiro, senza per questo far venire meno l’appoggio alla Brabham (motorizzata BMW) che, ancora con Piquet, vinse il titolo dell’83. L’avventura della Parmalat nei Gran Premi si concluse al termine del 1985, con la definitiva uscita di scena di Lauda dal Circus (ma solo come pilota…): Tanzi dedicò da allora la propria attenzione ad altre attività, fino al tracollo dell’azienda, avvenuto all’inizio del nuovo millennio.

COMMENTI

  • Curioso come le testate specializzate ne ricordino soprattutto le gesta sportive e glissino sul più grande crack finanziario italiano del dopoguerra, storia che tra l'altro lo accomuna ad altri (im)prenditori come Gardini e Cragnotti, anch'essi attivi nel mondo dello sport. Tra l'altro, visto che siamo su una testata automotive, andrebbe ricordato che nel dissesto della Parmalat fu coinvolta pure la Rayton Fissore, l'azienda della Magnum, la "Range Rover italiana" venduta pure alle forze dell'ordine. ......... Da quel che si disse ai tempi, il Tanzi aveva sconfinati possedimenti in vari paesi del sud America, si fosse trasferito laggiù sarebbe sfuggito all'arresto, invece, restò "bellamente" in italia fino all'epilogo, evidentemente era certo che le sue coperture politiche lo avrebbero protetto dall'inevitabile iter giudiziario....
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  • Ferrari ebbe il "dente avvelenato" perchè gli portò via Lauda(anche se forse se ne sarebbe andato via comunque) definendolo "un mediatore di salumi" perchè rilevò un piccolo esercizio alimentare e per lui,non si poteva definire industriale uno che lavorava il latte.
  • Portò anche tanti risparmiatori sul lastrico. :)
  • Meglio stendere un velo di pietoso silenzio: uno squallido bancarottiere
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