Cronaca

Caso Ghosn
Prima sentenza in Giappone: condannato l'ex braccio destro Greg Kelly

Caso Ghosn
Prima sentenza in Giappone: condannato l'ex braccio destro Greg Kelly
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Nuovi sviluppi nella vicenda giudiziaria che riguarda Carlos Ghosn. Un tribunale distrettuale di Tokyo ha dichiarato colpevole Greg Kelly, braccio destro dell’ex plenipotenziario dell’alleanza Renault-Nissan, per aver aiutato il suo superiore a perpetrare il reato di evasione fiscale. Si tratta della prima sentenza nella lunga vicenda giudiziaria che nel 2018 ha posto fine alla lunga era del dirigente franco-libanese al timone della Casa di Yokohama e del suo alleato transalpino.

La condanna. Dopo più di tre anni di un procedimento diventato un caso internazionale per le critiche mosse al sistema legale giapponese, Kelly è stato condannato a sei mesi di carcere, ma il giudice Kenji Shimotsu ha stabilito anche una sospensione condizionale della durata di tre anni. Pertanto, l’ex dirigente non sconterà la propria condanna in un carcere giapponese o ai domiciliari e potrà tornare negli Stati Uniti. Il giudice, che ha anche comminato alla Nissan un’ammenda di 200 milioni di yen (circa 1,56 milioni di euro al cambio attuale) per aver violato le normative finanziarie giapponesi, ha accertato le accuse di false dichiarazioni fiscali sottolineando l’esistenza di una “retribuzione non erogata” a Ghosn e non divulgata in modo adeguato. Tuttavia, sono state respinte molte delle istanze della procura: infatti, è stata rigettata l’accusa secondo cui Ghosn, in solido con Kelly, avrebbe nascosto per otto anni di fila (fino al mese di marzo del 2018) compensi per un totale di oltre 9 miliardi di yen. Kelly, dichiaratosi sempre innocente, non è stato ritenuto colpevole dei reati fiscali perpetrati da aprile 2010 a marzo 2017 ed è stato condannato solo per l’incriminazione sull’esercizio 2018.

Sospeso il processo a Ghosn. La sentenza contiene dunque dei presupposti favorevoli per Ghosn, che ha sempre respinto tutti gli addebiti , accusando la Nissan e le autorità giapponesi di avere ordito una cospirazione contro la sua persona. Tuttavia, il processo contro l’ex numero uno del sodalizio franco-nipponico, che riguarda anche diverse altre ipotesi di reato come la violazione degli obblighi fiduciari e l'abuso di beni aziendali, è stato sospeso in seguito alla sua rocambolesca fuga in Libano. Beirut non ha un trattato di estradizione con il Giappone e non ha risposto al mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol su richiesta delle autorità inquirenti giapponesi, ma la procura spera ancora di portare alla sbarra l'ex manager. A luglio, un tribunale di Tokyo ha condannato al carcere l’ex berretto verde dell’esercito americano, Michael Taylor, e suo figlio Peter per aver aiutato Ghosn a fuggire dal Giappone.

L'attacco alla Nissan. Nello stesso giorno della sentenza su Kelly, Ghosn ha attaccato nuovamente la Casa di Yokohama, accusata di essere miope al punto da creare problemi alla Renault: "Non sono molto ottimista sul futuro della Nissan. Il futuro ci dirà quale ruolo avrà, eventualmente, all'interno del settore automobilistico ma, sfortunatamente, sta spingendo la Renault e la Mitsubishi in una trappola", ha affermato Ghosn. Convinto che il costruttore giapponese sia destinato a tornare alla situazione di sofferenza precedente al suo arrivo al vertice, nel 1999. La Nissan, come al solito, ha preferito non rispondere agli attacchi del suo ex timoniere, limitandosi a commentare la sentenza sulla colpevolezza di Kelly e sull'ammenda da 200 milioni di yen: in sostanza, gli attuali vertici aziendali hanno deciso di accettare quanto deciso dal giudice e di non procedere con alcun ricorso, nella convinzione di aver già dimostrato, con un'apposita indagine interna, le violazioni messe in atto da Ghosn e la sua "cattiva condotta". 

COMMENTI

  • Non so se le accuse siano vere perchè poi il processo assolve un imputato ma mi chiedo se fosse vero,un manager strapagato che non riuscirà mai in vita sua a spendere i soldi che guadagna,che bisogno c'era di evadere le tasse?
  • Ghosn, ha pestato i piedi ai dirigenti giapponesi, nonostante li abbia salvati dal fallimento. La loro miopia prevedo che li porterà ad un lento ma progressivo declino, a meno che non si affidino anima e corpo a Luca Di Meo, che come Ghosn, ha una visione proiettata al futuro.
  • Ha fatto bene a scappare. Lo aspettavano anni di carcere.
  • Il sistema giudiziario giapponese si sta coprendo di ridicolo.
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