Cronaca

Carlos Ghosn
La Francia emette un mandato d’arresto internazionale

Carlos Ghosn
La Francia emette un mandato d’arresto internazionale
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Carlos Ghosn deve affrontare nuove grane giudiziarie. La procura di Nanterre, infatti, ha confermato le indiscrezioni del Wall Street Journal e di altre testate transalpine sull’emissione di un mandato d’arresto internazionale per l’ex manager della Renault e della Nissan. Ghosn è accusato del reato di appropriazione indebita di fondi aziendali per aver sottratto 15 milioni di euro dalle casse del costruttore francese. I capitali sarebbero stati trasferiti al concessionario omanita Suhail Bahwan Automobiles, ma sarebbero poi stati utilizzati dallo stesso Ghosn per l’acquisto di beni personali, tra cui uno yacht di lusso.

Estradizione difficile. Tra i ricercati dalle autorità giudiziarie transalpine ci sarebbero anche quattro manager della Bahwan, accusati a loro volta di aver aiutato Ghosn a sottrarre i fondi aziendali. L’ex dirigente, arrestato in Giappone nel 2018 con l’accusa di irregolarità finanziarie e fiscali e altre malversazioni, si trova attualmente in Libano, dove si è rifugiato in seguito alla misteriosa e rocambolesca fuga da Tokyo avvenuta alla fine del 2019. Ghosn, che ha sempre negato le accuse mosse dai procuratori francesi in seguito all’avvio di un’inchiesta sulle spese sostenute per l’organizzazione di una festa alla Reggia di Versailles, non rischia l’estradizione, quantomeno nell’immediato: Beirut, come già avvenuto con le richieste della magistratura giapponese, non consente l'estradizione dei suoi cittadini. Tuttavia, le autorità libanesi hanno fatto presente la loro disponibilità a soddisfare eventuali richieste provenienti dalla Francia.

La reazione di Ghosn. Secondo il quotidiano americano, l’ex plenipotenziario dell’Alleanza Renault-Nissan non avrebbe escluso la possibilità di recarsi di sua spontanea volontà in Francia per affrontare un eventuale processo. Al momento, però, è impossibilitato a lasciare il Libano visto che le autorità locali hanno sequestrato i suoi vari passaporti (Ghosn ha la cittadinanza francese e brasiliana). L’ex manager ha poi commentato la vicenda in prima persona parlando alla CNBC, esprimendo fiducia nella giustizia francese e, allo stesso tempo, puntando il dito contro i media e il pubblico: “Sì, penso do poter ottenere un giusto processo, ma non un giusto trattamento” ha detto Ghosn riferendosi alla copertura mediatica, a suo parere spropositata, che in passato i suoi scandali hanno avuto in Francia. L’ex numero uno dell’Alleanza ha poi spiegato di “non essere sorpreso del mandato d’arresto”, che definisce “parte del naturale processo” per gli inquirenti translapini, quanto piuttosto di aver “appreso la notizia leggendola su un giornale americano (il Wall Street Journal, ndr), e non dalle autorità”.

COMMENTI

  • A Nanterre si sono svegliati presto, sono almeno 2 anni che si parla di queste presunte appropriazioni indebite, che tra l'altro, conti alla mano, sono circa un anno di stipendio per manager del suo livello (abbiamo visto recentemente che Tavares ne guadagna 19). Ora capire cosa accadrà non è semplice, il Libano ha sempre respinto le richieste giapponesi, ma essendo stato un protettorato francese, non è escluso che davanti alle richieste transalpine possano pure concedere l'estradizione. Vedremo...