Cronaca

Patenti facili e truffe
Quel portale (clonato) dell’Automobilista disperato…

Patenti facili e truffe
Quel portale (clonato) dell’Automobilista disperato…
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Oltre gli infiniti casi di candidati “beccati” in sede d’esame per il conseguimento della patente con mini-ricevitori wireless nascosti nei vestiti ­- e un suggeritore di risposte esatte ai quiz celato nei dintorni - le truffe consumate nelle autoscuole o nelle aule delle sedi di qualche Motorizzazione civile sono state superate, per quantità, da quelle di natura telematica. Dopo l'ultimo scandalo che, in primavera, aveva portato la procura di Napoli a indagare una sessantina di procacciatori d'affari e i loro clienti, che pagavano somme dai 300 ai 400 euro per riottenere la patente sospesa o revocata per effetto della perdita dei punti ("magicamente" venivano ricaricati nel sistema e poi vidimati persino da soggetti appartenenti alle forze dell’ordine), vanno sempre più forte quelle basate sui siti internet clonati. Qualcosa già noto a chi, cercando online un prezzo migliore per fare l’assicurazione dell’auto, si è imbattuto in uno dei tanti falsi portali che usano loghi, colori sociali, font e pagine apparentemente ufficiali di note Compagnie.

Vendesi punti patente. Navigando di routine siti e aree sensibili, i “ghisa” del Nucleo crimini informatici e telematici della Polizia Locale di Milano tre mesi fa erano incappati in alcune pubblicità su canali social che promuovevano un metodo semplice ed economico per ricaricare i punti persi sulla patente. Sono stati così scoperti due gruppi gemelli sul sistema di messaggistica istantanea Telegram, che proponevano una varietà di documenti italiani a poche centinaia di euro. Un raggiro internazionale, insomma, messo in atto registrando oltre 30 profili dei più famosi social network e utilizzando diverse utenze italiane e carte di pagamento intestate a utenti reali. Mediamente proposti a 150 euro, i documenti contraffatti erano spesso foto in alta definizione di patenti ritoccate con più o meno raffinate applicazioni grafiche.

Tra “net” e “it” non mettere l’ID… . Funzionava così: gli autori dei reati mostravano via WhatsApp agli acquirenti una foto dei documenti desiderati e si facevano accreditare su carte di pagamento italiane un anticipo della cifra totale dovuta, per poi rendersi immediatamente irreperibili. Il gruppo, bene organizzato, aveva realizzato un clone del “Portale dell’Automobilista” (registrato negli Stati Uniti) che, per forma e contenuti , risultava identico a quello gestito dal nostro ministero. Le vittime del raggiro, spesso stranieri da poco tempo in Italia, ignoravano normalmente l’iter procedurale per l’ottenimento della patente: così, dopo aver visualizzato l’anteprima del documento richiesto, a riprova della bontà dell’operazione venivano invitati dai truffatori stessi a verificarne la "veridicità" attraverso l'inserimento del numero di matricola riportato nel Portale ministeriale-clone che, ovviamente, dava esito positivo. Non sarà facile, viste le maglie larghe del mondo Internet, identificare in breve tempo gli autori dell'inganno: nel frattempo i canali individuati sono stati tutti bloccati. Non è la prima volta: all'inizio del 2021 un’altra riproduzione del portale dell’Automobilista sottraeva identità elettronica e password a chi accedeva con lo Spid. Come nell’ultima truffa, l’indirizzo internet pericoloso finiva con “net”, non con “it”.

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