Cronaca

Milano
La Russa (Aci): "Area B colpirà 1,2 milioni di lombardi, vogliamo una soluzione condivisa"

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La Russa (Aci): "Area B colpirà 1,2 milioni di lombardi, vogliamo una soluzione condivisa"
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Con i nuovi divieti alla circolazione delle auto Euro 5, in vigore dall’1 ottobre, a Milano l'Area B è il tema caldo del momento. La questione è oggetto di controversie politiche, con il sindaco Giuseppe Sala in aperto scontro con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e altri importanti rappresentanti istituzionali, come il leader della Lega, Matteo Salvini. Quattroruote ha chiesto a Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano, un parere sulla questione anche alla luce della richiesta di un tavolo di confronto per decidere un’eventuale proroga a un provvedimento destinato a pesare sulle tasche di tutti i lombardi, non solo dei milanesi, in un periodo economico particolarmente critico.

Si è scatenata una diatriba sul numero di veicoli interessati dal provvedimento: Sala parla di appena 47 mila auto, mentre per Fontana sono 1 milione. Quali sono i numeri reali?
Il provvedimento riguarda circa 1,2 milioni di vetture “lombarde”. Mi spiego meglio: il provvedimento va a vietare l’ingresso nell’Area B, ovvero su quasi tutto il territorio cittadino, alle auto benzina Euro 2 e alle diesel Euro 4 e 5. Secondo i nostri dati, in Lombardia ci sono targate 1,2 milioni di queste vetture, quindi è un provvedimento che va a colpire 1,2 milioni di lombardi. Non va dimenticato che a Milano non entra solo chi abita nella Regione, ma anche tanti altri compresi i turisti. Quindi, il provvedimento va a colpire "potenzialmente" molto più di 1,2 milioni di vetture.

Allora perché il sindaco parla solo di 47 mila auto?
Lui parla di questa cifra perché ogni giorno entrano a Milano 47 mila vetture oggetto dei divieti. Lui tira fuori dati d’accesso all’Area B: ogni giorno entrano – a spanne – 400 mila vetture, di cui circa 47 mila Euro 2 benzina ed Euro 4 e 5 diesel. Ma questi sono quelli che entrano ogni giorno. In realtà, i potenziali soggetti che hanno una vettura vietata sono 1,2 milioni. Parliamo solo di lombardi, ma se ampliamo la platea potrebbero essere molti di più.

Era il momento di introdurre un provvedimento del genere?
Io spiego qual è la posizione di Aci Milano, che da oltre 100 anni si occupa della mobilità dei cittadini. Milano è grande perché ha sempre fatto muovere liberamente persone e merci. Io capisco che il sindaco abbia preso questa decisione e che si sia fatto rieleggere ma si è fatto rieleggere dai milanesi, mentre il provvedimento va a impattare su tutti coloro i quali non risiedono a Milano ma che a Milano portano il loro lavoro. Lui dice che i milanesi lo hanno rieletto e che questa iniziativa l’aveva già rivelata da tempo. Tuttavia, il provvedimento era stato pensato nel 2018. Io in parte lo capisco, ma nel 2018 nessuno poteva prevedere quello che sta accadendo in questi mesi: la guerra, l’inflazione a doppia cifra, i rincari delle bollette. Oggi, i cittadini sono in enorme difficoltà e lo saranno ancora di più quando arriverà il freddo. Chiedere oggi ai milanesi e a chi frequenta Milano di cambiare l’auto rappresenta un sacrificio impossibile da sostenere in questo momento. Ecco perché io, anche in seguito alle lamentele dei cittadini, ho chiesto quantomeno una proroga di un anno. Poi, in virtù delle diverse opinioni ed esigenze, ho proposto un tavolo per trovare delle soluzioni condivise. Ad esempio, una proroga o delle deroghe oppure un aumento dei chilometri del Move-In, che oggi funziona solo per chi fa meno di 2 mila chilometri.

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