Curiosità

Studio Aniasa-Censis
Megacittà e più auto (connesse): è l'Italia del 2030

2015-aniasa

Città diffuse, anzi megacittà, dove i mezzi pubblici "faticheranno a soddisfare le esigenze dei pendolari" e chi si dovrà spostare ricorrerà sempre più spesso all'automobile, meno simbolica ma più funzionale. È questo il futuro della mobilità italiana nel rapporto presentato oggi a Roma dalla Fondazione Censis e Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria. Uno studio che ribalta alcune previsioni circolate in questi ultimi tempi, pronte a dare per spacciate le quattro ruote.

Sempre più città. Il rapporto, intitolato “L’evoluzione della mobilità degli italiani - Dallo scenario attuale al 2020-2030”, parte da una premessa: già oggi, il 71,3% degli spostamenti per lavoro sono resi possibili dall'automobile. Tuttavia, nei prossimi anni l'Italia vedrà crescere costantemente gli abitanti nelle cosiddette "regioni metropolitane", dove si concentrerà il 52,3% della popolazione (contro il 49,7% di oggi). Nel Centro-Nord, queste aree raggiungeranno lo status di "megacity" da 33 milioni di abitanti, dando origine a un pendolarismo sempre più importante: in particolare, gli italiani che avranno necessità di spostarsi ogni giorno saranno quasi 31 milioni. Allo stesso tempo aumenteranno i turisti, e non di poco: nel 2030, calcolano Aniasa e Censis, aumenteranno del 42%, pari a 20 milioni di presenze in più.

Il volante "tiene", mezzi in affanno. Il risultato di questi fenomeni è che il trasporto pubblico "farà fatica a fornire risposte adeguate alla crescente domanda di mobilità": dunque la palla passerà all'auto, "totalmente connessa, a basse emissioni (ibrida, elettrica, ndr) e autonoma", immersa nella smart city e nell'Internet of Things. Quanto ai numeri, i pendolari che si sposteranno per studio o lavoro a bordo delle quattro ruote passeranno dai 17,5 milioni del 2011 ai circa 18,8 milioni del 2030, ma c'è di più: secondo lo studio, in uno scenario di ripresa economica, nel 2030 l'auto sarà scelta da 28,2 milioni di persone, contro i 26,2 milioni del 2010. Conclusione: "Indipendentemente dal contesto economico dei prossimi anni, l’auto rimarrà centrale negli spostamenti degli italiani". La differenza, rispetto a oggi, è che non si tratterà più di un "bene simbolo: si potrà scegliere di usarla senza possederla, di condividerne l’utilizzo con altri, oppure di utilizzare il trasporto pubblico in tutte le situazioni residuali in cui questo si dimostrerà efficace". Ma non preponderante.

Tecnologia e smart city. Secondo il presidente di Aniasa, Fabrizio Ruggiero, il settore del noleggio veicoli "è parte integrante della sharing economy: stiamo procedendo verso un’offerta unica di servizi di mobilità, più evidente in alcuni Paesi europei, che prevederà oltre all’utilizzo del veicolo per il tempo utile - da 15 minuti a 5 e più anni - una serie di ulteriori strumenti di mobilità, come l’accesso ad aree a traffico limitato, a spazi a pedaggio e ai parcheggi". L'associazione chiede però alle istituzioni "di fare la propria parte" nel facilitare gli spostamenti con la diffusioni di tecnologie adeguate (smart parking, accessi elettronici alle Ztl), strade "intelligenti" e reti 4G per le auto connesse. "La realizzazione delle smart city passa dalla realizzazione di infrastrutture, dall'adeguamento del quadro normativo di riferimento e, non ultimo, dalla semplificazione della burocrazia attraverso i processi digitali - conclude Ruggiero - L'esatto contrario di quanto succede oggi con l’articolo 94 del Codice della Strada che, pur con fini lodevoli di contrasto alle intestazioni fittizie, impone balzelli e assurde complessità gestionali. Un empasse, se lo si volesse, facilmente superabile attraverso flussi informatici a costo zero". D.C.

Redazione online

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Studio Aniasa-Censis - Megacittà e più auto (connesse): è l'Italia del 2030

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it