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Repliche e continuation series
La seconda vita delle auto – FOTO GALLERY

Repliche e continuation series
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L’ultima arrivata è la Memminger Roadster 2.7, un vecchio Maggiolino trasformato in una spider, dall’aspetto ben più aggressivo e moderno del modello d’origine. Del quale rimane ben poco: il telaio tubolare, allungato e allargato, fa posto a un 4 cilindri boxer di 2.7 L da 210 CV e 247 Nm di coppia massima, montato in posizione centrale-posteriore.

Personalizzare. Si tratta di un restomod, ovvero di un restauro customizzato con interventi alla meccanica, alla carrozzeria o alle sue dotazioni. Talvolta operato dallo stesso costruttore: è il caso della XJ6 di Nicko McBrain, batterista degli Iron Maiden, restaurata dagli specialisti della Jaguar Land Rover Classic Works di Coventry in 3.500 ore di lavoro, durante le quali sono state ripristinate, sostituite o costruite ex novo 4.000 componenti.

Le repliche. Ma quella del restomod, come apprenderete scorrendo le immagini della nostra gallery, è solo una delle tendenze capaci di dare nuova vitalità al settore delle auto d’epoca. Persino le ormai classiche repliche (innumerevoli quelle di vecchie Porsche, Lotus e AC Shelby) vengono ora rivisitate con contenuti moderni, al passo coi tempi. La Mini Remastered, costruita dalla David Brown Automotive, ne è un esempio: l’iconica vettura di Alec Issigonis è impreziosita da fari a Led, pneumatici più larghi, avviamento a pulsante e un moderno sistema di infotainment. E la Renovo Coupé, replica della Shelby Cobra Daytona Coupé CSX9000, è stata re-ingegnerizzata e allargata per ospitare il powertrain elettrico e le batterie. Di fatto, si tratta del primo esempio di replica elettrica.

Le continuation series. Nella nostra rassegna troverete anche alcuni esempi di continuation series: auto del passato, tornate in produzione seguendo pedissequamente (o quasi) il modello d’origine. Come le Jaguar E-Type Lightweight, XKSS e D-Type, che la Casa di Coventry ha riportato alla luce in pochi esemplari (rispettivamente 6, 9 e 25) destinati a una facoltosa clientela. Qualcosa di simile a quanto avvenuto con le 25 unità della continuation series della Aston Martin DB4 GT Lightweight, i cui clienti vengono seguiti da una squadra di istruttori per apprendere le tecniche di guida al limite su vetture d’antan, nell’ambito di un programma biennale nei più famosi circuiti del mondo.

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