Lancia Thesis: la storia di un modello incompreso - Quattroruote.it
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Lancia Thesis
Il fascino incompreso di un salotto all’italiana – FOTO GALLERY

Lancia Thesis
Il fascino incompreso di un salotto all’italiana – FOTO GALLERY
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Per molti è stata la vera erede della mitica Lancia Thema: opulenta, silenziosa e tecnologicamente avanzata, la Thesis sembrava avere le carte in regola per far breccia tra gli automobilisti italiani, proprio come fece tra gli anni 80 e 90 la sua antenata di successo. Quel successo che la berlina disegnata sotto la direzione di Mike Robinson non è mai riuscita a replicare, neppure lontanamente.

Il declino delle tre volumi. Forse, non è stata l’auto giusta al momento giusto: nel 2002, quando arrivò nelle concessionarie, era già iniziato l’inesorabile declino delle berline, che colpiva (e colpisce ancora) soprattutto i modelli più grandi, soprattutto in Italia, il suo mercato di riferimento. I prezzi di listino, inoltre, non erano più quelli (relativamente) convenienti dell’antenata Thema, ma si attestavano ormai ai livelli delle ammiraglie tedesche (salvo sconti delle concessionarie). Forse eccessivi, per giustificare l’acquisto di una vettura dal design fin troppo originale per la sua categoria, che puoi amare o detestare, destinata a una sicura svalutazione (con un occhio di riguardo, tuttavia, alle quotazioni future).

Vendite esigue. Proprio la sua linea, raffinata e per nulla sportiva, la relegò al ruolo di berlina dello Stato (al Quirinale, per esempio) o per automobilisti di una certa età. Clienti soddisfatti, ma pochi: secondo i dati Anfia, sono 15.941 le unità prodotte tra Rivalta e Mirafiori. Così, l’ammiraglia è uscita in sordina dai listini nel 2009, disattendendo le aspettative di un progetto costato al gruppo Fiat oltre 400 milioni di euro. Ne parliamo anche nella nostra galleria di immagini, dove ripercorriamo la storia dell’ultima grande berlina Lancia costruita all’ombra della Mole.

COMMENTI

  • Il fatto che sia stata costruita in non moltissimi esemplari credo che la renderà interessante in futuro. L'ultima versione, la Centenario, era stata resa più "giovanile" e meno "ministeriale" semplicemente con delle ruote più accattivanti a conferma di quanto poco ci voglia a migliorare l'immagine di un prodotto con poche ma sapienti modiche. Una riduzione delle troppe ed inutili cromature, assenti sul prototipo Dialogos, avrebbe completato il quadro. Ma ormai era stata abbandonata al suo destino avviata verso il viale del tramonto. Peccato!
  • Purtroppo quello che conta almeno a livello industriale è il risultato ed è stato miseramente fallito sia con questa vettura sia con la Kappa come oggi hanno fallito con la Giulia e con Maserati. Infatti passando da fallimenti di ogni genere e in ogni segmento, escludendo la gamma 500, si sono venduti a PSA. Inevitabile risultato di un management che almeno da 25 anni non capisce di auto, mercati, stile, tendenze e senza un piano industriale credibile. Una finanziaria non può fare auto..... è un altro lavoro.
  • Spero che con il trascorrere degli anni, sia sempre valido il proverbio "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" che si può abbinare nel caso del design della Thesis. Purtroppo questo modello è stato presentato al pubblico dopo alcuni anni di vuoto nel listino Lancia di una ammiraglia che potesse dare seguito alla Thema e soprattutto, tenere testa ai brand tedeschi, che nel frattempo erano sempre più in auge. A mio parere però il colpo grazia alla Lancia lo aveva dato il modello precedente, vale a dire la Kappa. Ricordo ancora adesso di avere letto su 4R una statistica che poneva la Kappa, su segnalazioni giunte dai lettori, come vettura con più alta difettosità, addirittura con i sedili che cigolavano! Inutile citare poi l'ultima generazione della Thema by Chrysler che ha contribuito al passaggio di parecchi concessionari Lancia alla concorrenza.
  • Ciao, possiedo 6 LANCIA THEMA (diversi motori e trasmissioni). Anche un KAPPA BERLINE e un KAPPA COUPE. E anche un THESIS 5C TB. Quale preferisco. Tutti. Ognuno con i suoi vantaggi e piaceri. Ovviamente per il comfort, è THESIS. Con esso posso ascoltare e godere della musica classica (ovviamente italiana), come in una poltrona all'opera de MILANO. Così dimentico i suoi capricci elettronici (non italiano, dal momento che l'elettronica è germanica).
  • Nel 2002 comprai una ypsilon blu lancia con interni in alcantara beige. Una vera piccola lancia. Questa balenottera invece era sgraziata e lo stile neoclassico rovinato dalle proporzioni. Il mio amico del conce era disperato, sapeva che ne avrebbe vendute zero. Per fortuna arrivo la musa...a me è sempre sembrata l'auto dei preti ricchi o dei nonni col cappello
  • una schifezza di auto...altro che fascino incompreso...
  • i contenuti sono importanti, l'estetica pure ma serve marketing... e detto dal di fuori pare che la Thesis, arrivata su un terreno desertificato dalla precedente insulsa K, sia stata lanciata e abbandonata a se stessa. Oggi si parla di qualità percepita, perché è la percezione che conta. Cosa che i tedeschi sanno benissimo, e investono tanto in marketing e pubblicità esplicita e occulta. Popi magari non andava benissimo, non lo so, ma da fuori mi pareva orgogliosamente diversa e gradevole, pensavo avesse più successo.
  • Nonostante la produzione esigua (meno di 16.000 pz) devo dire che sulle strade se ne vedono ancora, a differenza di altre auto prodotte con numeri ben superiori ma ormai del tutto scomparse. E tra le usate se ne trovano ancora molte.
  • Incompresa. Fuori dai canoni. Personale. Ma in un mondo sempre più standardizzato, è normale che chi ha personalità e cerca di emergere diversamente può incontrare difficoltà. L'insuccesso non è da attribuire al declino delle berline, altrimenti non di spiegherebbe perché i tedeschi continuino a proporle. L'ho guidata. Era un 'auto confortevole con il solo limite del cambio automatico Aisin non all'altezza. Non era sportiva, ma non era il suo compito.
  • Non l'ho mai guidata e, pertanto, posso parlare soltanto di design. Elegante, raffinata, originale (non assomigliava a nessun' altra berlina), esclusiva (non per i numeri di vendita), bellissima da vedere da tutti gli angoli. Insomma una macchina incompresa, come tutte le macchine troppo avanti con il disegno!
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  • Questa macchina è stata a dir poco SENSAZIONALE!!!! E lo dico senza "thema" di smentita... :-) Ricordo che quando uscì se la vedeva in quel periodo con auto del calibro, escluse le solite tedesche, quali Jaguar S-type, Rover 75, Citroen C6 e Lexus Gs... ebbene a mio modesto avviso, avendone guidata qualcuna di esse, la Lancia non era assolutamente inferiore a nessuna delle su citate.... Eppure tolta Rover che è proprio scomparsa e C6 che si è "trasformata" in DS quanto a prodotto di classe, direi che la Thesis di allora, tra infotainment già piuttosto avanzato per i tempi e sospensioni skyhook che davano realmente la sensazione di viaggiare su di un tappeto volante (e questo al netto che non fosse una traz.posteriore quanto anteriore, certo meno raffinata per la dinamica di guida) se la giocasse alle grande. Ma li avete mai visti dal vivo gli interni con pelle pieno fiore Frau? (marchio all'epoca di Montezemolo...). O il tremila diesel, ottimo e gagliardo mulo da autostrade, seppur con un cambio automatico non propriamente a prova d perfetta concordanza col pedale dell'acceleratore, non era forse un propulsore all'altezza di tal categoria? Secondo me il flop fu solo ed esclusivamnte colpa di un gruppo che di li a poco, con le beghe GM e crisi che sarebbe sopraggiunta non dopo tantissimo, era ormai con la testa del tutto altrove.....(forse già pensavano ai Leoni gli Agnelli....e infatti poi...).
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  • il fratello,autista di rimessa,di un caro amico ne noleggio' una ai tempi(Vittorio Emanuele di Savoia sarebbe arrivato a Bellano (LC),sul Lario e richiedeva auto italiane per i partecipanti all'evento)e la trovo' un'ottima auto,silenziosa e piacevole da guidare,migliore della Mercedes che usava di solito.il dubbio era,ovviamente,sulla durata nel tempo e l'affidabilita':credo abbia pagato questo ed un disegno barocco,oltre alla considerazione in continuo e deciso calo per il Gruppo.
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  • E' nata troppo tardi, quando Kappa (altra auto sbagliata di Lancia, che non aveva certo replicato il successo di Thema) era già uscita di produzione e diversi clienti si erano indirizzato su marchi Premium tedeschi. Come prodotto, mediocre: - Scarsa affidabilità della componente eletronica - linea a mio modesto avviso criticabile, specie nel frontale; - troppo grossa e pesante per le motorizzazioni offerte, salvo il 3,0 6V. Una delle tante cantonate della fallimentare gestione Fresco-Cantarelle-Testore, gli autentici affondatori del gruppo Fiat
  • Personalmente ne ho guidate due, per alcune centinaia di km, una 2.4 jtd 20v automatica ed una 3.0 V6. Specifico solo guidate. Credo che dal punto di vista stradale fosse un'ottima auto da condurre, in modo anche brillante magari ma non sportivo, e credo che il suo spirito prevedesse una certa "gentilezza" di guida anche se non sarebbe stato male proporla con la trazione integrale sfruttando l'onda lunga degli innumerevoli successi ottenuti dalla straordinaria Delta. Sicuramente era un'auto elegante, molto di più delle altre auto del suo segmento, ed ha pagato per questo perché, ahimè, basta guardarsi attorno per vedere quanto sia in declino l'eleganza. Inoltre ha patito per aver giocato il suo azzardo stilistico in un segmento di mercato tragicamente tradizionalista. Pulita dalle tante ma inutili cromature e con delle ruote solo leggermente più grandi avrebbe potuto riavvicinarsi allo splendido stile proposto dalla visionaria Dialogos. I pochi esemplari prodotti e quelli ancora inferiori che arriveranno ad uno stato di collezionismo credo che garantiranno cifre di valutazione molto interessanti ai loro proprietari rispetto a quelle delle sue contemporanee concorrenti.
  • Lancia (anzi Fiat) passò dalla eleganza ineguagliabile di Thema alla bruttezza anonima di kappa fino ai pesanti barocchismi di Thesis. Va bene che era di moda il retró ma la Thesis era proprio troppo arzigogolata e quando si passò dalla libertà di soluzioni e proporzioni della Dialogos al progetto industriale, questa pesantezza si manifestò in pieno, restituendo un'auto desiderabile quanto la macchina del commendatore in età pensionabile. Senza poi contare i soliti motori ormai obsoleti e la qualità costruttiva delle Fiat. Thesis, col suo fiasco, ha segnato la fine di Lancia, controfirmato poi dall'altro inutile barocchismo della ultima Delta. Ecco, basta mettere a confronto Thema e Delta 1 con kappa e Delta 2 e infine Thesis e Delta 3: l'evidenza del declino è impietosa
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  • Dire che una Thesis era al livello delle tedesche dell' epoca è eccessivo, a partire dalla trazione anteriore ed in generale sulle qualità stradali e tecniche, dove la Thesis non eccepiva in nulla. Il design aveva uno spirito Lancia al 100% ma espresso malissimo. E' prevalso l' aspetto retrò privato della dinamicacità e giovanilità che i modelli concorrenti esprimevano in pieno. Certo che se per parlare delle glorie Lancia dobbiamo aggrapparci a cimeli del passato che non hanno nemmeno avuto successo commerciale...
  • Non ha avuto successo per un motivo molto semplice: automobile valida sotto molti aspetti ma veramente inguardabile. E non lo dico io, ma chiunque l'abbia commentata prima e dopo di me. Con un design altrettanto elegante ma un po' meno brutto avrebbe avuto il successo che si sperava
  • Secondo me la linea era davvero sgraziata. M Robinson in un'intervista a 4R riferí che la linea fu stravolta per adattarla al pianale k che i dirigenti non vollero modificarlo.
  • Grande vettura, aveva nulla da invidiare alle tedesche, il motore V6 molto silenzioso e con una grande coppia, gli interni in pelle le conferivano una grande eleganza, il cambio automatico? Una schifezza. Però mi spiace averla venduta, diciamo meglio regalata, personalmente mi piaceva molto la sua linea retro’ che ricordava l’Aurelia.
  • Il muso della Thema restyling con i fari bicolore (per via delle frecce integrate) era un CAPOLAVORO!!!!!!! Non so per quale motivo abbiamo abbandonato quello styling per passare dapprima a una totale banalità con la K e poi a una totale complicazione della vita con la Thesis!!!! Anche il passaggio dalla Dedra alla Lybra è stato traumatico!!!
  • Già il prototipo non mi piaceva per il suo stile retrò, qiamdp fu messa in produzione lo stesso designer disse che fu adattato al pianale disponibile perdendo le proporzioni .........beh il risultato fu quello conosciuto. Continuo a non capire xche Lancia abbia puntato su uno stile retro non solo su Thesis ma anche in tutte gli altri modelli. Eleganza è un conto ... ma cosi no (per me)
  • L'affidabilità della componentistica elettrica era inesistente. Qualsiasi auto nasce sbagliata al momento sbagliato, se il suo rapporto qualità prezzo è uguale a zero.