Curiosità

Mazda MX-81 e MX-30
Passato e futuro di una giap un po’ italiana

Mazda MX-81 e MX-30
Passato e futuro di una giap un po’ italiana
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Mazda, Giugiaro, Torino, Milano e tanti nomi per noi difficili da pronunciare, di personaggi leggendari, nel loro Paese, come Ikuo Maeda e Hideyuki Miyakawa. I legami tra la Casa giapponese e l’Italia sono ormai di lunga data, e alcune vicende meritano di essere riscoperte e raccontate, come quella che ora è diventata anche un film. "La forma del tempo", infatti, racconta il restauro di un’auto iconica come poche altre nella storia del design, la MX-81 Aria, futuristica concept creata da Bertone nel 1981. Una vettura che rappresenta perfettamente i sogni e le ambizioni del suo tempo, con le sue linee spigolose, l'ampia vetratura, la silhouette a cuneo (Cx 0,29), i fari a scomparsa, gli interni con poltrone girevoli e una incredibile plancia con volante rettangolare all'interno del quale si intravede un prototipo di display, all'epoca naturalmente a tubo catodico, dove già si immaginava di proiettare mappe e informazioni di viaggio. Un esemplare della MX-81 viene ritrovato il 14 febbraio 2020 in un magazzino di Fuchizaki, in Giappone, nell’anno del centenario della Casa, che decide di restaurarlo completamente e farlo risplendere come ai tempi del prototipo disegnato da Marc Dechamps, allora a capo del design di Bertone. E dove, se non a Torino? Dopo i primi interventi di ripristino di ogni singola parte, dal motore fino al serbatoio, passando da pompa dell’acqua, freni, sterzo e impianto elettrico, dopo 39 anni la MX-81 viene rimessa in moto e persino testata in pista. Ma manca il tocco artigianale, e così prende la rotta di Anversa, in Belgio, per poi essere trasferita negli atelier piemontesi, eccellenza del restauro, nelle mani degli artigiani di SuperStile. Ancora qualche mese, e l’auto è pronta a tornare sulle passerelle, nei suoi luoghi di origine: a scortarla in piazza Duomo a Milano, un giorno di dicembre del 2020, proprio nella stessa posizione in cui aveva posato per uno shooting fotografico nel lontano ’81, è un’altra MX, l’elettrica MX-30.

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Storie di designer. Strani incroci, quelli tra stilisti italiani e giovani giapponesi in cerca di ispirazione. Nel caso di Mazda, galeotto fu il Salone di Torino del 1960. Hideyuki Miyakawa, dopo un lungo e avventuroso viaggio in moto attraverso tutta l'Asia, vi incontra due tra le persone più importanti della sua vita: Giugiaro, professionalmente, ma soprattutto Maria Luisa “Marisa” Bassano, interprete dal giapponese e appassionata di auto – figlia di un direttore della Lancia - che diventerà sua moglie. E proprio lei gli farà conoscere Tsuneji Matsuda, figlio del fondatore della Casa, Jujiro. La prima collaborazione tra Mazda e Bertone dà vita nel 1963 alla Mazda Familia, che in cinque anni, con la prima serie, vende 400 mila esemplari. Giugiaro, intanto, lavora alla SP8, che diventerà la Mazda Luce del 1966. La collaborazione tra il designer italiano e la casa giapponese si interrompe e ritorna negli anni, fino a quando, nel 2010, Ikuo Maeda, a capo del design Mazda, si trova a dover ripensare l’identità del marchio, cercando ovviamente ispirazione nel glorioso passato della Casa di Hiroshima. Il centenario, dieci anni dopo, con il lancio della MX-30 diventa l’occasione migliore per raccontare il legame tra Italia e Giappone.

Il docufilm. Un bambino si aggira in una stanza in penombra, scopre un oggetto coperto da un telo bianco. Ovviamente è lei, una strana automobile proveniente da un misterioso futuro-passato. E da lì parte la storia dei designer protagonisti della sua creazione, della sua riscoperta, del restauro, del ritorno a Torino, e poi a Milano per l’immancabile photo-shooting come tanti anni prima. Il film, di 14 minuti, diretto dal regista napoletano Dario Acocella (che nel 2019 ha girato Big North, con lo scrittore Paolo Cognetti, tra Alaska e Valle d’Aosta) sarà visibile da oggi sul canale YouTube di Mazda Italia. "L'essenza di un oggetto viaggia nel tempo e nello spazio e, grazie alle persone, plasma le nostre storie": sono queste le parole che chiudono il cortometraggio, scelte da Mazda per ricordare che le auto devono ancora e  sempre essere capaci di generare passione e storie incredibili come quella raccontata.

COMMENTI

  • Non è possibile che Giugiaro avesse lasciato "da poco" la carrozzeria Bertone nel 1981. Mi pare che abbia fondato la Italdesign nel 1967 o giù di lì.