Audi RS e-tron GT
In viaggio con l'elettrica, verso il mondo delle corse
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Supponiamo che vi punga vaghezza di spingervi fino a Montecarlo per assistere all'E-Prix di Monaco, la corsa di Formula E disputata con le monoposto full electric, giunte, quest'anno, alla loro settima stagione di gare. Che auto usare, se non un'elettrica con prestazioni degne, e per certi aspetti pure superiori, a quelle delle vetture in pista? Ed è così che, il venerdì prima della competizione, ci infiliamo nell'abitacolo di un'Audi RS e-tron GT, ovvero quanto di più sportivo ci sia, insieme con la "cugina" Porsche Taycan, sul mercato delle auto a batteria. Il tempo di sederci al posto guida, così in basso da far dimenticare che, in fondo, ci troviamo su una berlina a quattro porte, e siamo pronti a partire. Non senza aver impostato sul navigatore la prima destinazione del nostro viaggio. Che non è, come si potrebbe supporre, un confortevole albergo di Sanremo, ma la colonnina Ionity dell'area di servizio Rinovo Nord, sull'autostrada Genova-Ventimiglia. Il segreto per viaggiare sereni in elettrico, infatti, è riassunto in una sola parola: pianificazione. Il principio vale sempre, ma ancora di più con un'auto come quest'Audi, in grado di ricaricare il suo pacco di batterie da 93,4 kWh con potenze fino a 270 kW (e le Ionity arrivano a 350). Così, indicando al navigatore la colonnina ultrafast come destinazione, l'accumulatore viene precondizionato e può accettare corrente a oltre 330 ampere, arrivando a ricaricare fino a 100 chilometri di autonomia in appena cinque minuti.

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Amara realtà... Tutto rapido e ipertecnologico, dunque. Ma con un'eccezione: le autostrade italiane. È con loro che dobbiamo fare i conti, una volta che Milano, Tortona e Novi Ligure sono alle nostre spalle. Ancor prima di Ovada, lo stato delle arterie che portano alla Liguria si palesa in tutta la sua inadeguatezza, fatta di viadotti e gallerie che la tragedia del Morandi ha imposto di ricostruire, in nome della sicurezza perduta. Poco ci consola sapere che Autostrade per l'Italia abbia previsto un "alleggerimento" dei cantieri a partire da giugno, per poi riprendere a pieno ritmo l'attività a settembre: intanto ci aspettano otto chilometri di coda, ai quali se ne aggiungeranno quattro all'altezza di Finale Ligure (e lì le "colpe" sono di un'altra parrocchia, l'Autofiori di Gavio). Per fortuna, ad alleviare le sofferenze pensa l'Audi, ché la e-tron gode di uno di quegli optional che benedici, in questa e altre situazioni: entrambi i sedili anteriori "massaggianti". Può sembrare buffo, ma vi assicuriamo che il sistema ha una sua efficacia: se non altro, aiuta a far passare il tempo mentre si è inesorabilmente fermi sulle corsie di marcia, divertendosi a scoprire, sulla propria schiena, le differenze tra l'opzione "vitalizzante" e quella "stretch", tra la "onda" e la più rassicurante "distensione". Viene da sorridere pensando a come, dietro a ogni pressione esercitata sulle nostre spalle e sulla schiena, ci sia sicuramente stato uno studio approfondito, con tanto di consulenza di osteopati scelti tra i più quotati.

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Alla ricarica! Quando, finalmente, il traffico si rimette in moto, impugnare il volante scamosciato della e-tron torna a essere un piacere. Si capisce subito come il potenziale di quest'auto renda davvero difficile rispettare i confini che il Codice della strada e, in qualche caso, il buon senso impongono. Il godimento, più che dalla smodata velocità massima di 250 km/h (frutto, peraltro, di un'autolimitazione del costruttore), arriva dalla straordinaria ripresa che i due motori da 598 CV complessivi (646 con il boost, se per qualche istante si chiede loro proprio tutto) generosamente elargiscono. Così, non appena si svuota la corsia, è un attimo svincolarsi dall'utilitaria che arranca in un sorpasso o da quel lento camper, simbolo di una libertà di viaggiare appena ritrovata. Il tempo perso in coda, però, non ritorna e all'appuntamento con la colonnina di Rinovo Nord ci presentiamo con un discreto ritardo sulla tabella di marcia. Per fortuna, la pratica si può espletare con la miglior ricarica possibile. Le Ionity − giova ricordarlo − sono frutto della collaborazione tra i marchi Audi, BMW, Ford, Hyundai, Mercedes, Porsche e Volkswagen, che hanno dato vita alla joint venture con lo scopo di realizzare un network d'infrastrutture ad alta potenza (350 kW) sulle principali autostrade europee. Attivare la colonnina è semplice, grazie alla card e-tron Charging Services di cui la vettura è dotata: basta passarla sul lettore ottico e il sistema è pronto per il rifornimento. La tariffa indicata sul display (0,79 €/kWh) non deve spaventare: si riduce, infatti, a 0,31 €/kWh se si ha scelto per la card l'opzione Transit, suggerita a chi affronta lunghe percorrenze (non a caso, l'altra si chiama City). Il contratto contempla il pagamento di un canone mensile di 17,51 euro, ma per chi compra una e-tron nuova il primo anno è gratuito. La Ionity parte a razzo, caricando subito 196 kW; poi, la quantità di energia scende progressivamente, con il crescere del livello della batteria. In 46 minuti completiamo la ricarica degli accumulatori: giusto il tempo di cenare al self-service dell'autogrill, ché, ormai, è scattato il coprifuoco...

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Attimi di libertà. Sabato, nel Principato, è il giorno della gara. Per raggiungerlo scegliamo la statale Aurelia. Anche nel più opulento dei microstati europei, la RS e-tron GT non passa inosservata. Anzi, il suo felpato incedere attira più sguardi di quelli destinati alle fin troppo numerose Bentley e Ferrari. Severi gendarmi gestiscono la viabilità monegasca, sconvolta dalle installazioni del circuito: di qui a poche settimane, tra gli stessi guardrail, sfrecceranno pure le Formula 1. E-Prix a parte, è impossibile sfuggire al fascino della Costa Azzurra in un soleggiato sabato di maggio, dopo un inverno di reclusione per Covid. Ci aggiriamo silenziosi tra le ville di Cap Ferrat, saliamo rapidi in quota sulla Moyenne Corniche, riprendiamo l'autoroute a Roquebrune. È il momento d'impostare sul navigatore l'area di servizio Ceriale Sud, dove troviamo altre quattro colonnine Ionity: in 47 minuti ricarichiamo le batterie, garantendoci 368 chilometri di autonomia. Basteranno e avanzeranno per tornare a casa. Anche perché, all'altezza di Albisola, decidiamo di lasciare l'autostrada per saggiare le doti della e-tron su un tratto stradale più movimentato: la provinciale che porta al Sassello scorre veloce, mentre scivoliamo tra una curva e l'altra. Su una strada così, sarebbe forse benefico un maggiore effetto di rallentamento da ottenere con i paddle al volante. Ripresa l'autostrada, Milano è quasi dietro l'angolo: al casello di Assago, la strumentazione segna ancora 137 rassicuranti chilometri d'autonomia.

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