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Studio Accenture
L’auto del futuro sarà sempre più di proprietà

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L’auto del futuro sarà sempre più di proprietà
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Fino a qualche anno fa l’auto del futuro doveva avere quattro caratteristiche: doveva essere elettrica, autonoma, connessa e condivisa. Ora, la pandemia del coronavirus sembra aver messo in dubbio proprio quest’ultimo aspetto: infatti, stando a uno studio condotto dall'Automotive Innovation Lab di Barcellona (centro promosso, tra gli altri, da Seat, Google, Grupo Antolin e Atresmedia), con la collaborazione dell’Accenture, le conseguenze della crisi sanitaria hanno condotto a una rivalutazione del concetto di automobile e a un apprezzamento per l'indipendenza e la sicurezza garantite dalle quattro ruote. Di conseguenza, l’80% degli italiani afferma di preferire il possesso di un veicolo a un servizio come il car sharing.

Gli altri dati. Lo studio, realizzato sulla base di migliaia di interviste tra Germania, Spagna, Francia, Italia e Regno Unito, fornisce ulteriori considerazioni. Per esempio, il 64% degli Italiani ritiene i veicoli elettrici la soluzione migliore per ridurre l’impatto ambientale della propria guida, in misura maggiore rispetto al car sharing (53%), e il 39% vuole acquistare un'auto a batteria nei prossimi tre anni. Gli italiani sono anche sempre più propensi a utilizzare strumenti digitali durante l'acquisto di una quattro ruote, ma persiste la preferenza a rivolgersi all'assistenza umana nei momenti chiave del processo di compravendita. Dunque, “in un momento di incertezza, caratterizzato dalla ricerca della sicurezza e dalla diffusione del lavoro da remoto, l’utilizzo dell’automobile rappresenta per gli italiani un punto fermo, costituendo una tendenza in costante aumento”.

Le principali evidenze. In ogni caso, la ricerca mette in luce una serie di cambiamenti nell’approccio degli europei nei confronti dell’auto. In un situazione in cui si tende a evitare rischi e aumenta la rilevanza della sicurezza, l’automobile si è trasformata in un rifugio sicuro in grado di attenuare le restrizioni imposte dalla pandemia ("Il lato emotivo dell’automobile ha guadagnato importanza rispetto a quello più razionale e utilitario”). La pandemia ha anche influito sull’aspetto ambientale. Le persone cercano sempre più opzioni di guida che uniscano i bisogni personali a quelli ambientali e, infatti, il 46% degli intervistati afferma che il Covid-19 li ha resi più consapevoli dell’impatto delle automobili a combustione. Inoltre, in un mondo in cui gli intervistati dichiarano di voler mantenere alcune abitudini di mobilità acquisite con la pandemia (il 55% è solito muoversi a piedi e il 40% ha aumentato l’usto della bici) e altri si dicono disponibili ad adottare stili di vita più equilibrati (il 38% pensa di trasferirsi fuori città), l'automobile è sempre più legata al concetto di “indipendenza”: il 60% degli intervistati, infatti, apprezza avere un’auto molto di più ora che prima della pandemia. In particolare, i britannici sono i cittadini che più manifestano questa esigenza (65%), a differenza dei francesi (53%). Inoltre, le persone hanno iniziato a percepire la propria vettura anche come un’estensione della loro casa (51%). Di conseguenza, l’idea di possedere un’automobile non solo è sempre più presente, ma è stato rilevato che ciò costituirà una tendenza in aumento nei prossimi anni: il 47% degli europei, che prima della pandemia dicevano di non aver bisogno di un’automobile, ora preferiscono averne una, mentre il 70% non potrebbe farne a meno.

COMMENTI

  • mi piacciono questi studi che dicono al committente quello che si vuol sentir dire: è il lavoro del futuro. Leccare le terga, ma con stile.
  • Risposte emotive che cambieranno presto. Quando il covid sarà un ricordo - e sperabilmente non ci manca molto - ci si dimenticherà in fretta di tutte le anomalie del periodo e ci si scontrerà con i costi e la scomodità delle auto elettriche. Poi, magari, qualcuno si sveglierà e si ricorderà a tutti come è prodotta l'energia elettrica, facendo un po' di sana informazione contro la propaganda eco-chic
  • All'idea che l'impatto ambientale si combatta solo con le auto elettriche (abbastanza vero in città, ma del tutto falso in fabbrica) si aggiungerà molto presto l'evidenza che l'impatto si combatte anche meglio e anche prima con gli eFuels (se avranno, come dicono, costi sostenibili) con il grande vantaggio di non dover rottamare milioni di auto a combustione ancora valide, potendone estendere di molto la vita utile (e questo in termini di economia circolare e per l'economia delle famiglie sarà "tanta roba").
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  • Dunque in Italia ci sono circa 25 milioni di famiglie (comprese quelle composte da single). Il 39% di questi vuole comprare una macchina elettrica nei prossimi 3 anni, quindi sono quasi 10 milioni di auto elettriche nei prossimi 3 anni (quando si vendevano tantissime auto se non ricordo male se ne vendevano circa 2.5 milioni/anno). Vabbè questa la mettiamo assieme alla Nissan che dopo 100k km consuma il 25% di meno...
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  • Ma visti i prezzi delle autovetture nuove credo che almeno in Italia che non è un paese ricco la gente comune comprerà sempre meno nuovo e si terrà la macchina vecchia o cercherà tra l'usato, anche perchè la tecnologia elettrica è in forte evoluzione si rischia di comprare oggi una tecnologia che invecchierà molto presto.
  • Sempre più di proprietà ma non si sa di chi...