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Alfa Romeo
Record e successi alla 1000 Miglia

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Record e successi alla 1000 Miglia
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Da più di novant’anni la 1000 Miglia rappresenta una delle manifestazioni più amate dagli appassionati di automobili. Nata nel 1927, fino al 1957 è stata una gara di velocità prima di trasformarsi, dal 1977, in una rievocazione storica sotto forma di gara di regolarità. Di questo evento, l’Alfa Romeo ha scritto pagine memorabili, e anche nelle edizioni contemporanee continua a essere protagonista. Ma è nelle 1000 Miglia dei primi trent’anni che le vetture del Biscione hanno macinato trionfi e record. Uno su tutti, le 11 vittorie assolute: un primato che non potrà mai essere eguagliato, nonché la prima voce di una lista di successi scritti dalle Alfa negli annali della "Freccia Rossa", che qui vi riproponiamo insieme ad altre curiosità.

- L’Alfa Romeo ha il record (imbattuto) di vittorie assolute: 11

- I modelli dotati di motore “8C” hanno conquistato la vittoria alla 1000 Miglia nel 1932, 1933, 1934, 1935, 1936, 1937, 1938, 1947

- Il motore “8C” è stato uno tra i più longevi propulsori da corsa. Anche le otto vittorie, di cui sette consecutive, alla 1000 Miglia lo testimoniano

- Nel 1930, Tazio Nuvolari (con Giovanni Battista Guidotti come copilota) è stato il primo a battere il record del 100 km/h di velocità media su tutto il percorso alla guida della “6C 1750 Gran Sport”; Stirling Moss con Denis Jenkinson, sulla Mercedes-Benz 300 SLR, nel 1955 vince alla media di oltre 155 km/h (record imbattuto). Proporzionalmente, è come se Nuovolari avesse fatto i 200 di media, perché la 1750 non aveva la potenza della SLR e, soprattutto, le strade su cui gareggiava erano bianche o sterrate per la maggior parte del percorso

- Nell’edizione 1933 della 1000 Miglia, le prime dieci posizioni assolute sono occupate dalle Alfa Romeo (vince la 8C 2300 spider Zagato di Nuvolari-Compagnoni)

- Nel 1935 la Scuderia Ferrari iscrive un’Alfa Romeo Tipo B P3, vettura progettata per i grand prix, trasformata con autorizzazione della Casa milanese per correre alla 1000 Miglia. La P3 ha un motore più potente, l’abitacolo per due persone, la carrozzeria allargata, l’impianto di illuminazione e i parafanghi. La P3 numero 106, con Pintacuda-Della Stufa, vincerà la gara

- Nel 1947, la “8C 2900 B Lungo” del duo Biondetti-Romano (quest’ultimo era il proprietario della vettura) ha corso, per poter rientrare nei regolamenti, senza il compressore, quindi con il motore in versione aspirata

- Nell’edizione 1948, il pilota collaudatore Consalvo Sanesi, colui che ha deliberato tutti i modelli dell’Alfa Romeo fino all’Alfetta, alla guida della 6C 2500 Competizione e nelle posizioni di testa, a Santa Marinella ha un incidente in cui distrugge la sua 6C, cavandosela con qualche frattura. Chiamerà una delle sue figlie col nome di Marinella

- Nel 1953, dopo il ritiro ufficiale dalle competizioni da parte del Biscione con il mondiale di F.1 vinto da Juan Manuel Fangio sull’Alfa 159, la Casa milanese si presenta a Brescia con la “6C 3000 CM”, super-favorita per la vittoria. La coupé col sei cilindri in linea da 275 CV vola nelle prime fasi della corsa e al Portello cominciano a sognare una clamorosa tripletta. Man mano, però, le 3000 CM in gara si ritirano per guai al telaio, segno che le auto hanno bisogno di maggior sviluppo. Fangio, destinato al successo, lascia passare la Ferrari di Marzotto e giunge secondo a Brescia. Questa edizione mette in risalto anche la differente filosofia ingegneristica e il diverso approccio tecnico tra Alfa Romeo e Ferrari a una gara come la 1000 Miglia: leggere, compatte, guidabili, agili le Alfa Romeo; pesanti, potentissime, poco accomodanti le Ferrari

- Quando arriva sul mercato la “Giulietta Sprint” è inevitabile, come per ogni Alfa Romeo che si rispetti, che venga impiegata da gentleman driver e scuderie nelle competizioni e una di queste è proprio la 1000 Miglia. Nella classica bresciana si innesca subito una rivalità con le Porsche 356: nel 1955, le vetture di Stoccarda vincono la categoria battendo le Sprint, ma l’anno successivo il Portello schiera le “Giulietta Sprint Veloce”, con la potenza giusta per battere le tedesche. La Sprint Veloce è così efficace che un esemplare conquista l’undicesimo posto assoluto (Sprint Veloce blu numero 106), la prima vettura “di produzione di serie” dietro a quelle progettate per la vittoria assoluta

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